Come sarà il nuovo Jacobs. I titoli del 26 settembre

IL NUOVO JACOBS

Repubblica: “Jacobs se ne va sceglie la Florida. Lo allenerà Reider, l’obiettivo è Parigi” –  Emanuela Audisio scrive: “Mentre gli altri correvano ovunque nel mondo e si facevamo conoscere, Jacobs si isolava e si ritraeva. C’erano i proclami, non la sostanza. In America, tranne una batteria ai Mondiali di Eugene, nessuno l’ha mai visto correre, in Africa e Australia nemmeno, in Asia solo una gara quest’anno. In Diamond League, la Champions dell’atletica, ha esordito solo in questa stagione e arrivando un po’ prima degli ultimi. Il suo nuovo coach Rana Reider, 53 anni, molto qualificato, l’anno scorso è stato allontanato dalle tribune dei Mondiali a Eugene perché bandito da World Athletics a causa di un rapporto inappropriato avuto con un’atleta inglese 18enne ai tempi (2014) in cui era il tecnico della Gran Bretagna (il suo avvocato dice che la sanzione è chiusa) ed è stato per questo indagato da Us Center for SafeSport. Questa inchiesta ha fatto sì che molti atleti si allontanassero da lui”

  Marco Bonarrigo sul Corriere della sera: “Lo scorso anno il quotidiano londinese The Times ha dedicato al Tumbleweed Track Club un reportage durissimo intitolato «La fabbrica delle medaglie inquinata dal doping e dagli abusi» in cui si citava, tra gli altri, il caso di una delle pupille di Reider, Blessing Okagbare, squalificata per 11 anni per positività multiple. Nel 2022 World Athletics rifiutò il pass per i Mondiali di Eugene al tecnico che cercò comunque di entrare nell’area di riscaldamento. Bloccato dalla polizia venne diffidato formalmente — pena l’arresto — ad avvicinarsi all’area.   Jacobs che ha avuto il benestare della Fidal (che lo pagherà circa 100 mila euro a stagione) e delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo militare in cui Marcell presta servizio”.

 

 UN VELASCO PER EGONU

Pierfrancesco Catucci sul Corriere della sera: “Quella che doveva essere la squadra più forte del mondo, o quasi, si è ritrovata fragile e incapace di reagire a qualche folata di vento un po’ più forte quando aveva saldamente in pugno la semifinale europea contro la Turchia, e poi nella gara decisiva del preolimpico contro la Polonia. Un problema che si ripropone dalla delusione a cinque cerchi di Tokyo in poi.  … Una rivoluzione ormai inevitabile, che non potrà prescindere dalla soluzione del problema Paola Egonu, una delle giocatrici più forti al mondo. Lei fatica a riconoscersi nelle dinamiche di gruppo e quello stesso gruppo l’ha messa ai margini all’Europeo Ora serve qualcuno con l’autorevolezza per riabilitarla in un contesto di squadra e allo stesso tempo aiutarla a fare il salto di qualità necessario per passare da straordinario talento a campionessa.  Julio Velasco — il profilo in pole per sostituire Mazzanti e per guidare la missione ai Giochi— è il c.t. che escluse Fabio Vullo, il palleggiatore italiano più forte, per dare spazio a Paolo Tofoli e Fefè De Giorgi, ma quella era un’altra epoca e un’altra Nazionale. A 71 anni, l’allenatore che ha teorizzato la cultura degli alibi, è visto come l’uomo giusto per rimettere insieme i cocci e, dopo Parigi, passare il testimone”. 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.