LA FINALE SCUDETTO DELLA PALLAVOLO FEMMINILE
Pierfrancesco Catucci sul Corriere della sera racconta l’attesa di Gara-4 con Monza/Milano avanti 2-1 in modo inatteso su Conegliano. Scrive: “Le mura dell’Arena di Monza vibrano già. Sono bastati pochi minuti per bruciare i circa 4mila biglietti disponibili per una sfida che, da quelle parti, sa di storia. Perché la Vero Volley Milano ha tirato fuori la miglior versione di sé nel momento più importante della stagione, ha stracciato i pronostici e stasera avrà nelle mani la prima opportunità di giocare un match point per uno scudetto che era in programma come obiettivo nel giro del prossimo triennio, non certo così presto. Anche per questo la società gestita dalla presidente Alessandra Marzari e da suo marito Aldo Fumagalli — ex proprietario dell’azienda di elettrodomestici Candy — ha ingaggiato per la prossima stagione Paola Egonu, per fare un altro passo in quel cammino partito nel 2008. Un’altra tappa chiave nel trasferimento da Monza a Milano avviato quest’anno. Egonu, che a Conegliano ha vinto tutto, probabilmente stasera sarà al palazzetto da spettatrice nel giorno in cui Milano sogna di interrompere la marcia trionfale dell’Imoco, tricolore ininterrottamente dal 2018”.
VIA AI PLAY-OFF DI BASKET MASCHILE
Il primo turno si apre stasera. L’Olimpia ha per avversaria Pesaro, come in tre finali degli Anni Ottanta. Roberto De Ponti sul Corriere della sera scrive: “Milano non può perdere, perché ha un roster che a inizio anno tutti o quasi avevano pronosticato da Final 4 di Eurolega (e sarà un caso, ma pur in una disastrata stagione europea i giovanotti di Ettore Messina hanno sconfitto almeno una volta tre delle quattro finaliste, e due volte il Partizan escluso da una rissa), perché dopo aver sbarellato in Supercoppa e in Coppa Italia e aver mancato i playoff in Europa non può permettersi un’annata da zero tituli, perché la terza stella cancellerebbe tutte le delusioni e i troppi infortuni. E magari anche perché Brescia, la bestia nera di stagione, si è fatta fuori da sola. magari avrà ragione Antetokounmpo quando dice che la sconfitta non può essere un fallimento, ma guardare gli altri che esultano non è mai divertente”.
voci Ettore Messina
➣ Per voi c’è la terza stella da mettere sulla canotta. Ci pensate?
«Non ne parliamo o faremo come ha detto Jae Crowder, l’ala dei Milwaukee Bucks in Nba, dopo l’eliminazione. Pensavano a finale e titolo, ma bisogna prima arrivarci.
Per noi significa guardare ai quarti con Pesaro, che gioca con nulla da perdere e l’organizzazione che Repesa dà alle sue squadre. Siamo favoriti ma, se non giochiamo con le scarpe allacciate, dei pronostici non ce ne faremo nulla».
➣ A Milwaukee vanno di moda le parole della stella Antetokounmpo su fallimento e vittorie. Per voi vincere è una responsabilità?
«Un desiderio, che mi piace di più. Nello sport sento tanti vogliamo o dobbiamo fare. Ma sono due verbi che non tengono in considerazione l’avversario, perché vogliono, e devono, anche gli altri. Il resto son parole di chi vuole infiammare la platea».
➣ Lei no?
«Io sono più portato al realismo: se facciamo così, abbiamo più possibilità di vincere, sennò molto probabilmente perdiamo. Come diceva Valerio Bianchini, chi urla prima di entrare nel bosco, lo fa per nascondere la paura. Sogno di tornare a vivere le atmosfere dell’anno scorso. Quando il pubblico del Forum ci spinse a vincere, fu un momento di coesione tra squadra e città molto bello». – intervista di massimo pisa, Repubblica
LA TESTA AL DERBY DI CHAMPIONS
I due anticipi in A aspettando il ritorno della semifinale
“Solo Leao può ribaltare il derby che vale la Champions” titola stamattina in apertura il Foglio Sportivo. Marco Gaetani ha scritto che “avere o non avere Leao e Bennacer, probabilmente i due giocatori di movimento più importanti nello scacchiere di Pioli, fa tutta la differenza del mondo, ma anche e soprattutto nello spirito. Nei momenti di sbandamento, dopo i due gol, il Diavolo ha provato ad aggrapparsi a un Tonali rabbioso e nervoso e per questo, inevitabilmente, non sempre lucidissimo. C’è stata tanta foga, non sempre ben indirizzata, che ha portato con sé enorme confusione. E se Maignan ha avuto la prontezza di riflessi di prodursi in una parata da portierone di hockey per negare a Dzeko il tris, l’altro leader tecnico della squadra, Theo Hernandez, si è eclissato, lasciandoci con una domanda: il Milan gioca bene quando il francese è in giornata oppure è il terzino a brillare nei momenti in cui tutto fila alla perfezione?”.
Alessandro De Calò sulla Gazzetta dello sport scrive: “Come mai il Milan non riesce a imparare niente dai propri errori? Anche senza scomodare la gag del vecchio Paròn Rocco – “Speremo de no”, in risposta all’augurio classico del “Vinca il migliore” – Pioli dovrebbe riuscire a indovinare una mossa del cavallo per sottrarsi dall’angolo dove in questo 2023 l’Inter ha inchiodato il Milan, trasformandolo nel suo “punching ball” preferito. I nerazzurri sono più ricchi e più forti, hanno un budget più alto e una qualità della rosa superiore, non c’è dubbio. Ma la differenza sulla carta – al di là dell’assenza di Leao – non è così abissale come risulta in campo. Perché Pioli, anche mescolando le carte, non riesce a trovare l’antidoto? Per il salto di qualità servono un attaccante giovane da 20 gol all’anno, un rifinitore top e un centrocampista super. Lasciare Maldini in balìa della vaghezza, come l’anno scorso sul traguardo di fine giugno, sarebbe un nuovo boomerang per le operazioni sul mercato. Forse anche nel vecchio Milan è arrivato il momento di guardare la realtà e mirare lontano, smettendola di farsi del male”
Repubblica: “Inzaghi decide il suo futuro. L’Inter ora apre alla conferma”
Carlos Passerini, Corriere della sera: “L’Inter ha il morale alle stelle, dopo lo show nel derby. La condizione atletica e mentale è strepitosa, ma Simone Inzaghi sa bene che i due gol di vantaggio non mettono al riparo dai rischi. Ecco perché anche lui stasera lascerà tirare il fiato ad alcune prime scelte: in attacco Lautaro (che ieri si è sposato con la sua fidanzata Agustina in Comune a Milano) e Dzeko dovrebbero dare spazio a Lukaku e Correa. Oggi però nel derby a distanza è vietato sbagliare. Vince chi azzecca il turnover”
Nella pallavolo maschile, Milano non è arrivata in finale, ma s’è conquistata un posto nella prossima Coppa Cev. Stamattina il Foglio Sportivo racconta Matteo Piano, uno dei protagonisti del campionato, con un ritratto-intervista di Eleonora Cozzari.
“Matteo Piano non ti improvvisi. È inutile anche assumere un’armocromista, per dire. Il suo eccentrico modo di essere uno sportivo (tratto distintivo: lui sorride, sorride sempre) lo fa sembrare più un creativo che frequenta gli ambienti radical chic milanesi che un pallavolista di professione. Ma capite bene che uno che organizza laboratori di riciclo dei tessuti, è difficilmente replicabile. E quindi etichettabile”.
Cozzari racconta che la pallavolo gli ha regalato “l’amico e il compagno di mille avventure, Luca Vettori. Insieme nel 2014 hanno fondato la web radio “Brodo di becchi”, da cui è nata un’associazione culturale, una collezione di abbigliamento con tessuti provenienti dal Congo (dicevamo) e pure un podcast, quando i podcast semplicemente non esistevano. Nel 2015 ha scritto un libro con una psicologa dello sport, Cecilia Morini. Si chiama: Io, il centrale e i pensieri laterali”. È uscito solo quattro anni dopo, in perfetto stile Piano, perché nel frattempo era preso da vortici di vita diversi”.
Piano racconta: «Volevo sfatare tutti i falsi miti legati al percorso con uno psicologo. Il mio intento era raccontarmi attraverso le vittorie, la maglia azzurra, le medaglie, ma anche le paure, la competizione, gli interventi chirurgici, le volte in cui avrei voluto smettere. Sono cresciuto in un periodo storico che aveva la durezza come mito e se andavi dallo psicologo come minimo te ne vergognavi. Oggi invece chi è che non va in terapia? Fa figo persino dirlo».