Ai Mondiali maschili di pallavolo e a entrambi gli Europei di pallanuoto già iniziati, si aggiungono da domani gli Europei di basket, alla loro 41esima edizione, spalmati nella loro fase iniziale a gironi in quattro Paesi diversi, tra cui l’Italia. Eliminazione diretta dal 10 settembre a Berlino. Nelle ultime dieci edizioni hanno vinto otto squadre diverse. Solo la Spagna ha saputo ripetersi. La Russia è stata esclusa. Al suo posto ripescato il Montenegro.
► Non era mai successo che gli Europei di basket avessero tutti insieme sul parquet gli MVP degli ultimi quattro campionati NBA più il grande candidato a diventare il prossimo. Se qualcuno cercasse il segno più immediato e banale della globalizzazione nel basket, potrebbe trovarlo persino nella Vecchia Europa, dove dopodomani si comincia a palleggiare, tirare e schiacciare per la corona con Giannis Antetokounmpo nella Grecia, Nikola Jokić nella Serbia e Luka Doncič nella Slovenia campione in carica, da lui stesso trascinata al titolo quattro anni fa. Quando Sports Illustrated lo aveva già battezzato dall’estate precedente The Next Big Thing.
Sono le tre stelle più attese in arrivo dal pianeta americano, non le sole. Il numero dei convocati dal campionato più bello del mondo ha toccato la quota record di 42 – calata a 36 tra infortuni o permessi negati da parte delle franchigie. I no dagli USA sono stati di gran lunga inferiori rispetto al passato e anche questo è un segno di rispetto, di riconoscimento di una nuova dimensione, di una distanza accorciata dai campioni di casa loro.
Alla vigilia del via dell’ultimo torneo NBA, Arnaud Lecomte su l’Équipe scrisse che l’America era chiamata a rispondere a “una guerra internazionale dichiarata da una nuova generazione di giocatori non standard, formati al di fuori delle fabbriche dei college. Non era mai successo. A quasi trent’anni dall’evangelizzazione planetaria della NBA e dalla nascita del Global Game, i ragazzi cresciuti guardando il Dream Team, da Lubiana a Yaoundé, da Atene a Saint-Quentin, sono saliti sulle spalle dei loro idoli. La generazione d’oro di Dirk Nowitzki, Tony Parker e Pau Gasol è definitivamente andata in pensione, ma la loro l’eredità è in buone mani”.
Sono passati trent’anni esatti da quando il Dream Team sbarcò a Barcellona per sbattere in faccia al mondo la sua superiorità, e all’Europa per prima. Vinsero 8 partite su 8 con uno scarto medio di 44 punti, senza mai segnare meno di 103 e senza mai subirne più di 85. Gli avversari erano soggiogati. Erano già felici di vederli da vicino e avere una foto, una maglia, un ricordo dell’incontro.
Oggi invece l’America deve presentarsi con il maggior numero di stelle in campo, se vuole ancora vincere l’oro come ai Giochi [sulla Francia in finale], se non vuole finire settima ai Mondiali, come nel 2019, battuta da Francia e Serbia, quasi quasi pure dalla Turchia.
Quando l’Europa s’accostò al basket americano, era una macchietta. I Phoenix Suns fecero arrivare negli Anni Ottanta Georgi Glouchkov e lo presentarono alla stampa distribuendo informazioni sulla storia della Bulgaria, con un dizionario di frasi nella sua lingua: buongiorno, buonasera, a che ora si mangia. Con Glouchkov c’era una strana figura che gli faceva da cuscinetto culturale, l’allenatore Bozhidar Takev. Non parlava l’inglese. Così il povero Glouchkov si perse tra fast food, caramelle, forse altro. Prendeva peso e lo perdeva, lo rimandarono indietro. L’Europa fece i conti con un pregiudizio. Da sette anni invece gli USA accolgono più di 100 giocatori stranieri. Nel marzo 2021 gli Oklahoma Thunder hanno abbattuto un muro a Dallas, mandando in campo il primo quintetto della storia senza americani, con un francese (Maledon) e un serbo (Pokusevski). All’ultimo Draft tre giocatori di formazione europea sono stati scelti fra i trenta giocatori del primo giro, il francese Ousmane Dieng, il polacco Jérémy Sochan e il serbo Nikola Jović. Respect, fratello. E questo al netto di Paolo Banchero, prima scelta con passaporto italiano, ma con tutti i minuti della sua carriera giocati negli USA.
L’Europeo più americano che sia mai esistito vede allora 17 squadre su 24 con almeno un giocatore NBA, ma va detto pure che tre anni fa l’Argentina arrivò in finale ai Mondiali contro la Spagna senza averne nemmeno uno nel roster. Almeno tecnicamente era così. Dopo i Mondiali corsero a prenderli.
Eccoli gli NBA agli Europei [raccolti da Eurohoops]
Francia 4: Evan Fournier (New York Knicks), Rudy Gobert (Minnesota Timberwolves), Timothe Luwawu-Cabarrot (free agent), Theo Maledon (Oklahoma City Thunder)
Germania 3: Dennis Schroder (free agent), Daniel Theis (Indiana Pacers), Franz Wagner (Orlando Magic)
Turchia 3: Cedi Osman (Cleveland Cavaliers), Alperen Sengun (Houston Rockets), Furkan Korkmaz (Philadelphia 76ers)
Croazia 3: Bojan Bogdanovic (Utah Jazz), Dario Saric (Phoenix Suns), Ivica Zubac (Los Angeles Clippers)
Grecia 3: Giannis Antetokounmpo (Milwaukee Bucks), Thanasis Antetokounmpo (Milwaukee Bucks), Tyler Dorsey (Dallas Mavericks)
Slovenia 3: Vlatko Čančar (Denver Nuggets), Luka Dončić (Dallas Mavericks), Goran Dragic (Chicago Bulls)
Spagna 3: Usman Garuba (Houston Rockets), Juancho Hernangomez (Toronto Raptors), Willy Hernangomez (New Orleans Pelicans)
Georgia 2: Goga Bitadze (Indiana Pacers), Sandro Mamukelashvili (Milwaukee Bucks)
Lituania 2: Domantas Sabonis (Sacramento Kings), Jonas Valanciunas (pellicani di New Orleans)
Ucraina 2: Alex Len (Sacramento Kings), Sviatoslav Mykhailiuk (Toronto Raptors)
Serbia 1: Nikola Jokic (Denver Nuggets)
Italia 1: Simone Fontecchio (Utah Jazz)
Bosnia-Erzegovina: Jusuf Nurkic (Portland Trail Blazer)
Repubblica Ceca: Vit Krejci (Oklahoma City Thunder)
Finlandia: Lauri Markkanen (Cleveland Cavaliers)
Israele: Deni Avdija (Washington Wizards)
Montenegro: Marko Simonovic (Chicago Bulls)
Potevano essere di più se i serbi Nikola Jovic e Aleksej Pakusevskij avessero avuto il permesso da Miami e Oklahoma, se non si fossero infortunati Ricky Rubio e Danilo Gallinari, se la Francia avesse potuto schierare il naturalizzato camerunense Joel Embiid, col quale conta di spaccare i Giochi 2024, in addizione al nuovo fenomeno, Victor Wembanyama, 18 anni, 2 metri e 26, assente pure lui per infortunio.
Le squadre senza NBA sono Bulgaria, Belgio, Ungheria, Gran Bretagna, Estonia, Olanda e Polonia – perché Sochan ha disertato per preparare la stagione d’esordio in America. L’Italia ne ha uno ma solo formalmente, perché Fontecchio in NBA non ha ancora giocato un minuto.
carnet Le 10 partite più belle dei gironi
1 settembre Francia-Germania e Slovenia-Lituania | 2 settembre Croazia-Grecia | 3 settembre Lituania-Francia e Italia-Grecia | 4 settembre Germania-Lituania | 6 settembre Italia-Croazia e Serbia-Israele | 7 settembre Spagna-Turchia, Francia-Slovenia
19443 Gli spettatori di Grecia-Belgio due giorni fa, nuovo record europeo per una partita tra nazionali. Giannis Antetokounmpo l’ha riempita con 26 punti.
◉ SÌ MA CHI VINCE? I pronostici ► Il sito della federazione internazionale ha raccolto in un sondaggio i pronostici fra tutti gli accreditati agli Europei. Chi vince? Viene fuori una parità a quota 30.4% tra Francia e Slovenia, davanti alla Grecia con 15.2%. Luka Doncic è indicato come il più probabile MVP al 41.8% davanti a Giannis Antetokounmpo [22.8%], come il più probabile cannoniere al 60.8% sempre prima del greco [15.2%], come il più probabile servitore di assist l 35.4% davanti a Nick Calathes [10.1%] e Dennis Schroder [8.9%]. Il miglior coach sarà al 27.8% Dimitris Itoudis, il re dei rimbalzi è pronosticato in Rudy Gobert [39.2%], il miglior giovane in Franz Wagner [14%] davanti a Rokas Jokubaitis [8.9%] e Alperen Sengun [7.6%]. Questa è la sola sezione in cui si trova un giocatore italiano fra i primi cinque: Nico Mannion [5.1%].
L’ultima domanda è: a chi affidereste un tiro decisivo per la vostra partita. Anche qui vince Doncic con il 45.6%, davanti a Nikola Jokic con il 12.7% e a Goran Dragic con 8.9%.