calcio internazionale
Il Clásico che rianima il Barcellona
0-4 | Bisogna solo aspettare. Che qualcosa stesse succedendo a Barcellona, era visibile da molti segnali già prima del trionfo al San Paolo contro il Napoli, il momento della rivelazione finale sulla svolta di Xavi. Con due gol di Aubameyang arrivato dall’Arsenal a gennaio, uno di Ferran Torres giunto dal Manchester City e un altro di Araujo, dietro la sua squadra mes que un club, stamattina la Catalogna si rianima.
Santi Nolla sul Mundo Deportivo scrive che “il Barça non solo ha inferto un duro colpo alla Liga, dopo aver distrutto il Real Madrid al Bernabéu, ma ha anche mostrato la sua nuova dimensione, il cambio di livello. L’esibizione di calcio è stata totale e dal primo minuto. Xavi è stato il grande vincitore al Bernabéu. Questo Barça non si è fermato quando è andato in vantaggio. Le prestazioni dei calciatori, scarse nella prima parte della stagione, ora sono cresciute. Il Real Madrid non ha resistito senza Benzema, con un Modric incomprensibilmente da falso nove all’inizio e con tre difensori centrali, che a inizio ripresa hanno permesso al Barça di giocare un uno contro uno molto favorevole. Le due parole chiave sono intensità e pressione. Con queste due caratteristiche è riuscito a fare il salto. E con gli acquisti invernali. Il Barça di Xavi è migliorato nella rosa, nell’ampia panchina di qualità, ma ha anche bilanciato la capacità difensiva con il pressing, ha migliorato l’equilibrio tra veterani come Piqué e Alba e giovani come Eric. De Jong ha trovato la sua posizione ed è più che un protagonista. Dembélé è stato recuperato alla causa. Come diceva Laporta quando nessuno ci credeva, questo Barça può entrare in lotta per la Lida, anche se da una porticina”.
Anche se ha una partita da recuperare, in realtà i punti di distacco sono 12.
El País certifica: “Il Barcellona è tornato”. Ramon Besa allarga lo sguardo e scrive che il Barça ha bisogno del Madrid per essere il Barça, a maggior ragione quando non si sa ancora bene cosa voglia diventare o cosa ne sarà della Catalogna. La rappresentatività e il carico simbolico del club sono sempre stati sottolineati nella storia scritta dal Camp Nou. Nessuno quindi si è stupito che indossassero la maglia della senyera o almeno la cosa ha suscitato meno sorpresa che vedere i blancos del Real Madrid in nero al Bernabéu. Non ci sono dubbi sulla pelle del Barcellona. Il Barça vuole essere di nuovo il Barça, una squadra conosciuta e rispettata, se non temuta a Madrid. Il Real – continua Besa nella sua analisi, adesso più calcistica – non ha saputo orientarsi senza Benzema. Anche Florentino ha vissuto un disagio, per sedersi nei box del Bernabéu. Nessuno contesta in ogni caso il presidente, che ha già progettato uno stadio avveniristico per l’arrivo di Mbappé. La colpa dello 0-4 sarà di Ancelotti. Gli allenatori sono sempre stati più importanti al Barça che al Madrid”.