Le cose stavano più o meno così. Erano stati spesi oltre settemila miliardi di lire, seimila dei quali fuggiti dalle casse dello Stato, per opere in molti casi mai completate. Ventiquattro operai erano morti sul lavoro, nei cantieri. Il paese aveva mobilitato per i Mondiali di calcio i suoi stilisti, i suoi tenori, le sue grandi aziende. Tre squadre italiane avevano vinto il mese prima tutte e tre le Coppe europee. La Nazionale di Vicini veniva da una semifinale agli Europei di due anni prima ed era tra le favorite. Gli intellettuali annunciarono che si sarebbero ritirati a Capalbio per non farsi contagiare da questo clima di cieca febbre popolare. Cinque anni prima il calcio aveva vissuto la tragedia dell’Heysel ed era terrorizzato dagli hooligans.
Le cose stavano più o meno così, quando la mattina della giornata inaugurale, l’8 giugno del 1990, rovesciando l’Unità si poté leggere Cuore Mundial. Anche se Cuore Mundial sosteneva il contrario: era rovesciando se stesso che si poteva leggere l’Unità. Dal 16 gennaio del 1989, ogni lunedì, il giornale del PCI aveva iniziato a pubblicare l’inserto satirico Cuore. In tempo per seppellire con una risata il Muro di Berlino, la cortina di ferro e alla fine lo stesso partito di Gramsci, andando successivamente in edicola da solo per diventare un fenomeno da 150 mila copie durante Mani Pulite con i più celebri dei suoi titoli: “Scatta l’ora legale, panico tra i socialisti” e “Salvo Lima come John Lennon, ucciso da un fan impazzito”.
Alla guida stava Michele Serra, che per Italia 90 partorì Cuore Mundial, dimostrando che si poteva fare satira finanche sul calcio e sul giornalismo sportivo, parodiandone il linguaggio, i toni, i vizi. La titolazione del suo numero d’esordio era questa:
8 giugno | Abbiamo fatto un giornale apposta per poterlo dire
Giannini è una pippa!
Ci mette mezz’ora solo per allacciarsi le scarpe: o lo fanno giocare con i mocassini o è meglio lasciarlo fuori. La vigilia dell’esordio turbata da un grave episodio: Nicola Berti schiaffeggiato dalla madre Orietta. Celebrato in mattinata il quarto matrimonio di Zenga. Celebrato nel pomeriggio il quinto matrimonio di Zenga. Timori per il ginocchio di Ancelotti e per il seno di Sofia Loren: le suture non sono ancora del tutto assestate. Il dottor Fini visita gli azzurri e li trova in ottime condizioni. Gli azzurri visitano la Dellera e la lasciano in pessime condizioni
Cuore Mundial era composto da due fogli e per un mese visse allo stesso ritmo dei tre quotidiani sportivi ufficiali del paese. Seguiva l’attualità, prendeva i fatti del giorno e li smontava con il suo sguardo, oppure li gonfiava del suo spirito. Come vuole il manuale della comicità, viveva di tormentoni, di vittime preferite, di rubriche attese. C’era la rassegna stampa quotidiana chiamata “Cosa non si fa per mangiare”: selezionava da tutti i giornali i brani – come dire – più estremi. Quando insomma scappava la penna. Teneva i conti in una classifica doppia, individuale e di testata. C’erano le vignette di Vauro, Ellekappa, Altan. C’era in alto a destra accanto alla testata una figurina Panini che segnalava “la pippa del giorno”. C’era la presentazione delle partite attraverso assurde biografie di calciatori inventati, lo spagnolo Brutofreño, l’uruguagio Agalera, lo jugoslavo Nonciospic. C’era un approfondimento al giorno sugli sponsor (BNL, Alitalia, IP) che oggi farebbe tremare gli uffici marketing e le concessionarie di pubblicità.
Era satira vera. Cioè feroce. Il politicamente corretto non era ancora in circolo. Maria Teresa Ruta trasformava ogni pensiero in un risultato da leggere o nella “squadra del cuore IP”. Il massimo dell’innovazione tecnologica dell’epoca – il telebeam – era raccontato come più improbabile degli arbitri italiani alla VAR. Si potevano leggere un finto saluto quotidiano ai lettori di Aldo Biscardi, che toccava con quei Mondiali il punto massimo della sua popolarità, e gli interventi di un finto Gianni Brera. Rispettivamente così:
Nello splendido catino dell’Olimpico, la prova ardua e massiccia che ha verificato la tempra e l’orgoglio, forse non tutti sono completamente soddisfatti, sportivamente criticando e cordialmente discutendo. La scheda di Nesti, intitolata “L’onore della Patria”, valuta e soppesa appunto, in quanto è stato fin qui valutato e valutabile.
Nel cuore mio ci sono ancora tanti ma tanti pais, ognuno onorante a suo modo la terra e i Penati. La Luisona Codacci e il suo Pino, Mariolino Pesante che nei fumi dell’osteria Barcaccio scotennava palombi e code di rospo con la sapienza di un mohicano, Bepin, Carlin, Luisin, Pepin, Cicin, Marchin, Severin, Giordanin, Mariolin e Mariettin
Il giorno della sconfitta dell’Italia in semifinale, Cuore Mundial toccò il suo vertice mettendo il risultato in un minuscolo box sotto il titolino “sport minori” e dedicando il numero a un fantomatico Mondiale di scherma. Senza Cuore Mundial, uno dei più brutti Mondiali della storia sarebbe stato meno sopportabile. La FIFA arrivò a cambiare alcune regole per rendere il calcio più spettacolare. Ma la memoria è selettiva e per noi italiani è rimasto il Mondiale delle Notti Magiche, come cantavano Edoardo Bennato e Gianna Nannini (che oggi odiano l’inno). Un po’ perché ci fiorì Baggio tra le mani, un altro po’ perché esplose in modo francamente casuale Totò Schillaci, protagonista dell’ultimo titolo di Cuore Mundial, la mattina della finale.
8 luglio | Imperdonabile: ce ne siamo accorti solo all’ultima partita
Finalmente la verità: la pippa è lui, Totò!
Nel primo numero avevamo ingiustamente accusato Giannini (che è, invece, solo una mezza, onesta pippetta). Contro l’Inghilterra Schillaci ha sbagliato un gol a quindici centimetri dalla porta perché la palla gli è arrivata sulla parte del corpo sbagliata: il piede. Gli altri cinque gol li aveva segnati di piloro, di pomo d’Adamo, di polpaccio, di capelli e di chiappa. Prima di calciare il rigore decisivo, Baggio ha dovuto spiegargli che era meglio non tirare di testa. Il commovente pubblico barese premiato da Matarrese: accanto allo stadio San Nicola di Bari sorgeranno il velodromo Peppino Gagliardi e la piscina Toto Cutugno. Finalmente è finita: stasera ci vediamo la comica finale tra il Nano manesco e i krauti tontoloni e poi, vivaddio, si dorme, si mangia, e si fa l’amore. Sì, l’amore: vi ricordate ancora? Quella cosa che assomiglia a un gol, ma perlomeno non c’è nessun maledetto idiota che suona il clacson.
l’intervista
“Raccontammo il nostro vizio infantile per il calcio”
La satira del ’90 senza sconti. Neppure per Osvaldo Soriano
➣ Michele, mi piacerebbe sapere qualcosa su come lavoravate. Il lunedì avevate già il settimanale, al quale si aggiunse questo impegno quotidiano. Nei tuoi ricordi quanta dose è rimasta di fatica e quanto di divertimento?
«Eravamo in cinque, mi sembra. Oltre a me c’erano Andrea Aloi, che poi divenne direttore di Cuore dopo Sabelli Fioretti; Sergio Banali, vecchio caporedattore dell’Unità in pensione che avevamo arruolato per pura amicizia perché si indignava per le battute contro il Pci; Massimo Cavallini, allora valoroso inviato di esteri, che su Cuore Mundial si firmava Ciro G. Baravalle e faceva le veci del giornalista trombone che si commuove per ogni vittoria, inveisce ad ogni sconfitta. E poi c’era un disegnatore fisso, il grandissimo e molto rimpianto Roberto Perini. Nel frattempo Piergiorgio Paterlini, solo soletto, si occupava del settimanale, che continuava a uscire tutti i lunedì. Fu una fatica bestiale e un divertimento unico. Credo che il divertimento si potesse leggere fin dall’accoppiata titolo-occhiello sul primo numero: “Giannini è una pippa – abbiamo fatto un giornale apposta per poterlo dire”».
➣ Il saluto di Biscardi lo scrivevi tu?
«Sì, il saluto di Biscardi lo facevo io, idem il finto Brera, sono nato parodista, è con le parodie che ho cominciato a fare satira».
➣ Quali erano i tuoi giornalisti preferiti. Chi leggevi più volentieri?
«Tra le firme sportive che leggevo assiduamente Mura, Brera, Clerici, Audisio, Ormezzano, Garanzini sono quelle che ricordo. Chissà quante altre ho dimenticato».
➣ Fu una grande operazione satirica sul calcio e sulla stampa sportiva italiana. Con altri registri a me ha sempre ricordato il lavoro di Vittorio Sermonti dopo il Mundial 82, con il saggio “Dov’è la vittoria”. Era un tuo riferimento o ne avevi altri?
«Sermonti era un amico, tra l’altro un gran signore, di enorme fascino, collaborava all’Unità, veniva spesso a chiacchierare in redazione. Certo, nella stampa sportiva italiana, colpiva la facilità esilarante con la quale si passava dall’esaltazione al crucifige, da “tutti campioni ed eroi” al “tutti brocchi e traditori”. Una retorica bellica che rivelava anche la fragilità culturale del nostro Paese. Alcune firme erano già satiriche senza accorgersene: autoparodie».
➣ Era un mondo che conoscevi già?
«Ero stato ai Mondiali del Messico come inviato, nel 1986, e per essere sincero una parte notevole dei giornalisti sportivi italiani, conosciuti da vicino, mi era sembrata parecchio modesta. Mi ero appiccicato a Ormezzano, che consideravo un grande. Peccato, perché lo sport è un’occasione di scrittura straordinaria, e non per caso alcuni dei migliori giornalisti di sempre sono giornalisti sportivi».
➣ Querele? Qualcuno che si offese?
«Querele no, non ne ricordo. Se qualcuno si offese, se lo tenne per sé, ma so che alcuni giornalisti invece si divertivano molto».
➣ Nel “cosa non si fa per mangiare”, insieme a Brera e Cerami, c’è un’apparizione a testa anche per Osvaldo Soriano e per Eduardo Galeano, il massimo dell’iconoclastia football-letteraria: che effetto ti fa oggi che sono celebrati come monumenti?
«Non ricordavo di avere messo Soriano e Galeano nella nostra rassegna stampa satirica, spero che la Storia della letteratura mi perdoni. Diciamo che il nostro criterio era punire, nel linguaggio sportivo, soprattutto l’enfasi, la retorica, i toni eccessivamente “gonfi”. Può darsi che anche a Soriano e Galeano sia sfuggita qualche frase roboante…».
➣ Credi che oggi un’operazione del genere funzionerebbe?
«Non saprei. In generale la satira attraversa, come il giornalismo in genere, un momento molto complicato. Gli autori ci sono, la rete pullula di intelligenze e di talenti. Ma non esiste più il “medium” che sappia raccogliere e coordinare i materiali, non esiste più la redazione, il “milieu” artistico, il lavoro di gruppo che è qualcosa di più delle singole scintille: è la lampada che le raccoglie».
➣ Ci sono stati nipotini di Cuore Mundial? Non so, penso a Mai dire gol.
«I Gialappa’s sono nati più o meno insieme a Cuore, se non ricordo male erano stati anche corrispondenti da Milano. Bravissimi. E poi Fegato granata, giornale di satira dei tifosi del Toro, quasi un figlioccio di Cuore».
➣ Bilanci. Trent’anni dopo, ti sei deciso: era più una pippa Giannini o Schillaci? Furono più eretici quei due titoli o l’altro celebre sull’ora legale e i socialisti?
«Beh, scherzare con i santi fu più facile del previsto. Comunque era più pippa Schillaci, un Paperino che visse un Mundial da Gastone. I titoloni su Schillaci, tra i quali ricordo “ti desideriamo fisicamente”, erano la presa per i fondelli dell’eccitazione patriottica che tracimava da ogni giornale e da ogni rete televisiva. Ma sia ben chiaro che quando Schillaci segnava, gridavamo come pazzi anche noi in redazione. Fare satira sullo sport e sul tifo, in Italia soprattutto, equivale a fare satira su se stessi, sul proprio infantilismo, sulla propria ingordigia di gioco e di adrenalina. Eravamo al tempo stesso tifosi e satirici: quale privilegio più grande che coltivare felicemente un vizio, e riderci anche sopra facendo le pulci a ogni singolo aspetto ridicolo o sconveniente di quel vizio?».
Galleria degli altri titoli di Cuore Mundial
9 giugno | Folle gesto di uno spettatore
Vedendo in tv il gol del Camerun
Giorgio La Malfa si toglie la vita
Espellendo due extracomunitari, l’arbitro Vautrot applica la nuova legge sull’immigrazione ma non riesce ad evitare il peggio. Diversi tentativi di suicidio anche durante la cerimonia inaugurale, definita dagli osservatori più equilibrati “una cagata pazzesca”. Maradona spiega la sconfitta: «L’alluce era a posto, è tutto il resto che faceva schifo». Oggi tocca all’Italia che ha dalla sua il pronostico: gli austriaci si trovano a disagio quando devono giocare in velocità con gli sci ai piedi
10 giugno
Abbiamo pianto!
Il gol di Schillaci risolve la questione meridionale
A Napoli sgorga acqua limpida da ogni pertugio. Si costituiscono in massa tutti i mafiosi. Si sciolgono il sangue di San Gennaro e la Lega lombarda. Nel Belice e in Irpinia ricostruiti interi paesi nel giro di una notte da squadre di operai festanti. Resuscitano cantando “O sole mio” i ventiquattro morti dei cantieri. Paolo Valenti diventa intelligente. Aldo Biscardi parla miracolosamente lingue sconosciute, tra cui l’italiano
12 giugno | Forse è premeditata l’ondata di violenza che turba Italia 90
Chi fermerà queste bestie?
L’Italia si sente indifesa di fronte a Valenti e al Telebeam
Spaventoso bilancio dei primi quattro giorn idi programmazione Rai: bambini devastati, vecchi con le retine distrutte dal moviolone, ovunque tracce di odio e di paura. Paolo Valenti era già noto alla polizia per avere imboccato l’autostrada contromano, rimproverando agli altri automobilisti di avere sbagliato direzione. Il tribunale Russell accusa di violazione dei diritti umani Gianni Minà per il suo francese e Carlo Sassi per la sua faccia. Lunghi minuti di terrore nelle principali città italiane mentre Maria Teresa Ruta legge la Squadra del Cuore IP
13 giugno | Aderiamo alla campagna fair-play adottata dalla FIFA per Italia 90
Gullit, che culo!
Una ridicola Olanda deruba gli egiziani aiutati da quel gran cornuto dell’arbitro
Lo spagnolo Aladren prima di concedere il sacrosanto rigore agli africani ne ha negati almeno altri dodici. Il gol di Kieft segnato con la mano, in fuorigioco e nello stadio di Catania. Anche la Germania a Milano aveva beffato con squallidi trucchi e favori arbitrali l’imbattibile Jugoslavia: truccati i Mondiali? Il dramma segreto di Bruno Pizzul: sconvolto dal ritorno di Martellini è entrato completamente nudo in tribuna vip. La Rai prende le distanze: «Non ha mai lavorato per noi». Oggi URSS-Argentina, la partita degli ex: ex comunisti contro ex giocatori di calcio
14 giugno
Umiliato lo sport!
Maradona gioca con le mani. L’Italia gioca con Berti
Dieguito dedica a Dalmita, Claudita, Janita, Conchita e Pepita (che un accidenti se le porti via) la sua nuova impresa da manuale. Vicini si giustifica per l’inserimento di Berti, detto “Acuti”: «Mi è stato imposto dal suo sponsor», ma la Organetti Bontempi nega. Il dramma di Giorgio Martino: ha fatto la telecronaca di Argentina-Urss guardando sul monitor un film di Cary Grant. Lui se ne è accorto solo alla fine, il regista De Pasquale, cieco dalla nascita, l’ha saputo stamattina dall’anziana madre
15 giugno | Sbaglia il rigore per il cedimento di un tirante
Vialli eroico!
Ha affrontato gli USA con una gamba di legno
La deludente vittoria sugli americani (che, tra l’altro, avevano schierato la loro nazionale cantanti) giustificata dalle circostanze avverse. La più evidente è che gli azzurri hanno fatto una partita di merda. Berti ha giocato in un ruolo che non è il suo: il calciatore. Anche in tribuna vip hanno fatto la “ola”: l’ambasciatore americano Peter Secchia aveva portato il wind-surf. Tra gli ottantamila dell’Olimpico solo Andreotti, entrato gratis, riesce a farsi rimborsare il biglietto
16 giugno | Per mamma Schillaci solo una parola
Grazie!
È arrivato il gol più bello di Totò: il piccolo Mattia. Si è dovuto ricorrere al parto Cesarini. Richiesto di un suo parere sull’ostetrica, il centravanti risponde: «Gli ostetrici li abbiamo già battuti, adesso dobbiamo pensare soltanto ai cecoslovacchi». Per il battesimo? «Queste cose le decide il mister». Stasera al telebeam le fasi salienti dell’operazione. Carnevale infastidito: «Mio figlio gioca già da tre anni nel Catania senza rompere i coglioni a nessuno».
17 giugno
Cagliari respira
Entrano in azione i minatori sardi. Cacciati inglesi, olandesi e polizia
Il problema, adesso, è convincerli che non è necessario picchiare anche i cagliaritani. I primi incidenti sono scoppiati vedendo giocare Olanda-Inghilterra: un insulto al pubblico. In netto progresso Gullit: è riuscito a colpire il pallone negli spogliatoi. Viva preoccupazione di giornali e Rai: la perdurante mancanza di morti rischia di far calare le tirature e l’audience. Fermato un hooligan mentre accoltella un neonato, ma viene subito rilasciato: era astemio
19 giugno | Pur di non ricorrere a Baggio, il vecchio zuccone le tenta tutte
Vicini voleva far giocare Gimondi
Solo l’esperto Matarrese è riuscito a fargli capire l’assurdità della scelta: «Il sostituto ideale di Vialli è Berruti». Paura tra gli azzurri: se vincono il girone Pavarotti canterà a Marino. I ceki tentano di corrompere Zenga: «Ti offriamo una Skoda di dodici anni». Walter sdegnato: «Non mi sono mai messo con le minorenni». Continua la persecuzione contro Serena: lo accusano di essere comunista perché è l’unico azzurro che sa leggere senza sillabare. Nuova sorpresa da parte di due squadre-materasso: l’Urss travolge il Camerun, l’Argentina si qualifica per gli ottavi. Ammonito Maradona per gioco scorretto: ha colpito la palla con i piedi
20 giugno
Lasciateci sognare!
Ma come si fa con tutti i coglioni che suonano il clacson fino all’alba?
Neanche i ceki riescono a fermare gli azzurri, neanche i platani riescono a fermare i buzzurri. Orribile in un ospedale romano: un paziente fa la “ola” sotto i ferri e muore dilaniato. Il dopo-partita: l’arbitro, raggiunto telefonicamente in casa di Edwige Fenech, nega sdegnato di avere favorito l’Italia. La partita in sintesi: Baggio divino, Giannini diligente, Donadoni discreto, Schillaci di culo. Totò: «Dedico questo gol al mio terzo figlio che nascerà tra una settimana». Carnevale chiede asilo politico in Romania. Kubik dopo essere stato da Biscardi: «Era meglio il comunismo».
21 giugno
Panico allo stadio
La nuova telecamera abbatte un Boeing di linea
Il tragico impatto a Torino durante Brasile-Scozia: il regista De Pasquale ha inquadrato fino all’ultimo il volto sgomento del pilota. Per il telecronista Nesti era rigore. Il pubblico inorridito dalla tragedia, Nesti minimizza: «In fondo è stata una partita accettabile». Riaperta l’inchiesta su Ustica: in quei giorni la Rai stava già provando le nuove apparecchiature per Italia 90. Nell’altro incontro lucido commento di Vitanza che saluta la vittoria della Costarica sulla Svezia
22 giugno | Finalmente concluso il rito straziante delle eliminatorie
Agli ottavi con una certezza
Il regolamento è stato fatto da un incommensurabile pirla
Emicranie, malori e un tentato suicidio nei ritiri delle squadre: nessuno ha capito contro chi dovrà giocare. Gli uruguaiani erano già tornati a Montevideo quando hanno saputo di dover incontrare l’Italia. Il Belgio dove giocare a Bari contro la Jugoslavia il primo tempo, a Udine contro l’Udinese il secondo. Fortunata la Spagna che dovrà affrontare se stessa, Suarez fiducioso: «Abbiamo buone probabilità di accedere ai quarti». Ripescata la Francia perché nel ‘34 aveva avuto una buona differenza reti e il Messico tanto per fare casino. Entrano negli ottavi anche Ottavio Bianchi e Ottavio Missoni. Il Camerun disperso a Vercelli mentre cerca di capire dove cazzo è Torino. Panico tra gli albergatori
23 giugno | Un simpatico “ciao” da Montevideo a la squadra azzurra e a todos los sportivos
Italianos Cornutones
Eilà, macaroni, como va? Aqui Uruguay, el solo pais del mundo che sa jugar a futebol: Francescoli tiene el mejor dribling, Ruben Sosa tiene el mejor tiro, Aguilera tiene la mejores muchachas! Vos otros dite che nos otroso picchiamos? Venite aqui a dirlo, se tenete el corajo! Nuestros sponsor (Lasonil, Antica Cerotteria della Noña, Benda Ortopedica Gutierrez) augurano buena degenza a todo equipo azzurro. Uruguay es picolo pais, Italia grande: nos otros dodici años de fascismo, vos otros venti! Nos otros un solo periodico deportivo, vos otros tre! Nos otros magnamo normal, vos otros minestrones firmatos da stilistas! Nos otros picoli cojones, vos otros enormi, tremendi cojones!
24 giugno | Gli ultras del Milan e dell’Inter mobilitati per Germania-Olanda
Il momento più atteso
Finalmente la polizia bastona gli italiani!
I nostri hooligans rendono meglio: con un succo di frutta fanno più danni e dicono più cazzate di un tedesco con una pinta di birra. Ferree misure di sicurezza a San Siro: dai panettoni saranno tolte tutte le uvette per evitare lanci pericolosi. Nel ritiro di Marino ieri giornata di silenzio: grandi benefici per il morale della squadra e per quello della grammatica. Vicini prepara in gran segreto l’inedito attacco Vialli-Donadoni-Serena-Giannini-Berti-Ancelotti-Schillaci-Baggio: «Se l’arbitro non se ne accorge possiamo fare bene». Cecchi Gori annuncia una Fiorentina da tutto esaurito: i tre nuovi stranieri sono Gregory Peck. Ursula Andress e Roger Moore. Il Camerun elimina la Colombia: un pallone tagliato male fatale al portiere Higuita
26 giugno | Forse con questo titolo saremo finalmente assunti in un quotidiano sportivo
Totò! Ti desideriamo fisicamente
Un campione, un grande italiano, ma soprattutto un gran bell’uomo. Berti protagonista assoluto della vittoria sull’Uruguay: appena è uscito l’Italia ha segnato due gol. Solo Vialli fa meglio di lui presidiando per tutti i novanta minuti il suo settore di panchina. Il segreto di Vicini: «Nessuno sa estrarre i numerini della tombola meglio di me, vedrete quando sarà il turno anche degli altri settantotto giocatori». Negli spogliatoi gli azzurri informati che adesso li aspetta l’EIRE: «Non possiamo, abbiamo un’esclusiva con la Rai». Nella grande festa, un’ombra di tristezza: pare che la Gatorade stia aumentando le vendite
27 giugno | Nel ritiro di Marino risuonano parole che fanno meditare
“Siamo dalla parte dei metalmeccanici”
L’ha detto l’inviato dell’Unità al cuoco dell’albergo. Immediata la risposta: «Parla piano che qui ci cacciano». Mancini molto turbato dallo sciopero: «Mi consegneranno in ritardo la nuova Thema». Anche ieri due appassionanti e indimenticabili partite, anche se al momento non ci ricordiamo quali. Increscioso episodio a Bologna, dove un inserviente non riconosce il re del Belgio e lo caccia dopo un animato alterco: «Ma io sono Baldovino!». «Socmel! E io sono Fabiola!». Eroico Ennio Vitanza: nonostante una violenta dissenteria è rimasto nella cabina Rai per novanta minuti. Durante i supplementari evacuata la tribuna stampa
28 giugno | Questo è un giorno amaro per la satira italiana
Ci arrendiamo!
Dopo venti giorni di inutili sforzi lo dobbiamo ammettere: non riusciremo mai a far ridere come i giornalisti sportivi
29 giugno | Benedicendo i nemici irlandesi, Wojtyla ha tradito il Paese che lo ospita
Papa venduto!
L’Italia indignata: per la prima volta persino i comunisti chiedono la revisione del Concordato. Mediazione di Andreotti che propone di sostituire l’ora di religione con l’ora di palleggio. Un’ombra sulla carriera ecclesiastica del Pontefice: è stato portiere di calcio, commediografo, sciatore, minatore, siamo sicuri che abbia avuto il tempo per fare il prete? Il Vaticano cerca di superare l’imbarazzo beatificando Schillaci perché sopporta i giornalisti e Montezemolo perché sopporta la Fenech. Vicini annuncia la formazione anti-Eire: finalmente scende in campo anche Vialli che si esibirà in una serie di dribbling durante l’intervallo della partita
30 giugno
No! I quarti di finale no!
Siamo allo stremo: non si potrebbe giocare subito la finale Italia-Germania e andare al mare? Episodi di intolleranza in tutto il Paese: a Salerno pensionato massacra la moglie perché cantava “Notti magiche aspettando un gol”, a Roma un cameriere riconosce Bruno Pizzul e lo ustiona con un consommé. Sono stati assolti entrambi perché il fatto non costituisce reato. Novità a Marino: Donadoni riprende il posto in squadra, Vialli riprende il posto con una cinepresa. Calciomercato: Ancelotti ha già firmato con lo Sporting Lourdes. Baggio ad Agnelli: «Mi basta lo stipendio dei metalmeccanici». Duecentomila metalmeccanici rimasti senza stipendio protestano
1 luglio | A Napoli contro Maradona in uno spirito di cordiale sportività
Occhio ragazzi che il Nano ruba!
La grande Jugoslavia defraudata da un’Argentina penosa: la classe non può nulla contro il didietro. Quanto a didietro, comunque, siamo messi bene: Schillaci farebbe gol anche colpendo la palla con l’esofago. Delusi gli irlandesi: fortissimi di testa, nessuno gli aveva spiegato che si può giocare anche con i piedi. All’Olimpico fischiato ancora l’inno avversario, ma questa volta c’è una giustificazione: la banda della Marina è più stonata di un cinghiale in amore. Adesso persino noi siamo costretti a tifare Italia: non vorrete mica che vincano Dieguito Manolesta o i maledetti krauti?
3 luglio | Napoli sconvolta: la sfida tra Totò e Diego scatena la violenza
Dramma in canoa
Gli Abbagnale divisi dal tifo si massacrano a colpi di remo
Tenevano entrambi per l’Italia, ma non si erano capiti. La città si stringe intorno ai suoi intellettuali: Marisa Laurito e Giacomo Rondinella invitano alla calma. Simbolico incontro di pace tra i figli di Schillaci, Jessica e Frassica, e i figli di Maradona, Dalmita, Cita e Cocorita. Vicini: «Capisco la tragedia di Napoli, ma io devo pensare alla tragedia di De Napoli». Per fortuna continua a manifestarsi anche il tifo più genuino: Luigi Necco linciato dalla folla. Telegramma di Cossiga agli azzurri: «So che ha vinto Argentin, ma voi non avete nulla da rimproverarvi». Mario Merola pensa già alla finale e saluta i tifosi intonando Stille Nacht: massacrati trecento italiani in Germania. Profanata la tomba di Pappagone
4 luglio | La prestigiosa rassegna iridata ci vede nel ruolo di squadra da battere
L’Italia sogna
È Elisa Uga la grande favorita ai Mondiali di scherma di Lione
La forte spadista vercellese dovrebbe riconfermare il successo di Coppa del mondo di Dorina Vaccaroni. Formidabile copertura della Rai: rivedremo al telebeam le stoccate vincenti. Biscardi condurrà in diretta da Lione. Il Processo ai moschettieri. La Salvelox sponsor unico della manifestazione. Gianni Brera critica la convocazione dei meridionali Cuomo e Amendolara. Cannavò sulla Gazzetta: “Solo a Capalbio simuleranno indifferenza di fronte al massimo evento sportivo del secolo”
5 luglio
E non la piantano!
Il sogno sarà anche finito ma la rottura di balle no
Ieri, non avendo di meglio da fare, hanno giocato anche i crucchi e i menosissimi inglesi: e titicche, e titocche, e titicche, e titocche, non la finivano mai. Non si potrebbero tirare subito i rigori, porcaccia la Eva? Klinsmann ha sbagliato un gol che avrebbe segnato anche Ironside. L’incasso salvato dai 35 mila Carabinieri paganti. Chiarito il mistero dei vuoti sugli spalti: il previdente Col ha venduto i biglietti tre anni fa e nel frattempo molti acquirenti sono morti. Terribile punizione di Matarrese agli azzurri: “Giocherete nella mia Bari!”. Rivelato un odioso episodio di sfruttamento: il piede nudo che calcia il pallone nella pubblicità Diadora non è, come tutti pensavano, un polpettone vecchio, ma il vero piede di De Napoli
6 luglio
Rifondazione!
Vicini annuncia l’apertura di una fase costituente
Per farlo ha scelto, a sorpresa, un raduno di vecchi massaggiatori del Bologna. Dura reazione tra gli anziani iscritti alla federcalcio: “Se toccano la maglia e il gagliardetto stracciamo la tessera”. Ancelotti: “Sono contrario agli strappi”. Zenga, Bergomi e Ferri presi ancora una volta in contropiede. Gli esterni chiedono pari dignità: nella nuova formazione probabile l’ingresso di un ciclista in difesa, un tennista a centrocampo e uno sciatore in attacco. La sinistra movimentista (Falcao, Alemao e Ingrao) annuncia la sua ferma opposizione. La nazionale femminile pretende il 30% dei posti in squadra. Le critiche di Giuliano e Ciro Ferrara
7 luglio
Makaroni!
Noi atesso ciocare finale, foi infece no! Ah ah ah ah!
Kvando un makarone fa in Cermania tifenta kameriere, kvando fa in zud Amerika tifenta arcentinen, ah ah! Atesso noi riuniten con tedeski di Cermania est, presto riuniten anke con teteski di Austria, teteski di Cekoslovakien, teteski di Polonien, teteski di Alsazia und Lorenen e teteski di zud Tirolen! Noi apituati a ciocare molto koncentraten: noi alleniren zu kampi ti koncentramenten. Nostra formazionen: Wurstel; Kraut I, Kraut II; Kartoffel, Knoedl, Hamburger; Zuppen, Krapfen, Strudel, Jagermeister, Kapuzino. Noi atesso fincere, poi antare zu Adriatico, pacare poko, manciare molto: zola kosa che noi non kapire, perché kvesto anno foi tare noi tutta kvesta inzalata di mare
[La classifica finale del “cosa non si fa per mangiare” venne vinta da Gian Maria Gazzaniga de il Giorno con 10 segnalazioni davanti a Piero Sessarego del Secolo XIX e Marco Cherubini de il Giornale. Nella classifica a squadre successo de il Giorno (26 citazioni) davanti a Tuttosport e la Gazzetta dello sport]