Scariolo non ha più ossessioni da vincere

  Sergio Scariolo da Brescia, 58 anni, l’uomo del terzo tipo: lui è stato tutte e due le cose. Vinse subito e diventò «er pomata», quello che aveva un alibi per tutto, e attaccava arbitri, dirigenti, palloni, vicini di casa.

Quell’uomo non esiste più. I successi lo hanno pacificato: lo Scariolo di oggi è un tipo sereno, soddisfatto, approdato in quella fase esistenziale in cui la ricerca angosciante del successo smette di farci male.

Mai pensato di diventare, un giorno, capo allenatore qui negli Usa? «Non ho questa ossessione, lo dico con serenità. Sinceramente è difficile per come funziona il mondo NBA, un allenatore europeo…».

Mentre, da Doncic a Antetokounmpo, gli europei sono diventati delle star, vero? «Il talento dei giocatori è riconoscibile, si misura sul campo, il talento degli allenatori, meno. E poi la carriera non dipende dalle loro qualità, ma dalle conoscenze e dalla reputazione. Se sei cresciuto molto giovane in quell’ambiente, hai un vantaggio enorme».

Più facile vedere a breve un capo allenatore donna che un europeo? «Non lo so, sicuramente c’è più sensibilità ad aprire le porte alle donne. Ma io sono venuto qui per imparare».

Cosa non c’è più in lei? «L’ossessione, l’angoscia. Capisci che realmente non ti aiuta, non ti aiuta a prendere le decisioni giuste a essere contento di quello che fai. Mi sono reso conto di una cosa: per migliorare me stesso non dovevo essere angosciato».  | Intervista di Massimo Basile, Corriere dello sport-Stadio

 

Pecchia è una delle sorprese del campionato. Continua a studiare economia e amministrazione d’impresa? «Quest’anno ho accantonato, era la stagione dell’adattamento, ma riprenderò di sicuro perché mi interessa molto e ho tante passioni nella vita, non solo basket».

Allora ci dica delle sue passioni. «Mi piace seguire ogni sport, dal tennis allo sci. Poi il cinema, sono un vero appassionato. Di recente mi è piaciuto molto L’immortale, perché avevo amato la serie tv Gomorra. Apprezzo le serie. Poi mi piace molto viaggiare, passare il tempo con la mia ragazza Beatrice».

Numero 32, per Magic Johnson? «No, lo avevo al Meta 2000 San Donato fino all’under 13. Poi ho scelto il 6, ma qui è ritirato in memoria e onore di Chicco Ravaglia. Sono tornato agli inizi e poi 3 per 2 fa 6. Certo, il 32 è di Magic, come di Shaquille O’Neal».

Adattarsi alla Serie A implica? «Durezza, fisicità, i contatti aumentano, la rapidità anche, in attacco l’area è chiusa, come contro Milano, in difesa devi difendere su più tipologie» 

Celiaco, l’alimentazione quanto è importante? «L’alimentazione conta per tutti, soprattutto avere una routine. Ho scoperto di essere celiaco a 10 anni, Djokovic lo è. Ma la dieta senza glutine da vantaggi, anche ai non celiaci». | Fabrizio Ponciroli, Corriere dello sport-Stadio

~ domani Cantù-Brindisi

 

  Le partite della notte. Prova di forza dei Lakers, che nonostante l’assenza di Anthony Davis vincono in maniera convincente a Dallas grazie ai 36 punti con 16 rimbalzi e 7 assist di LeBron James. Brooklyn batte Miami e torna al successo dopo 7 sconfitte in fila, Memphis si prende l’ottavo posto a Ovest superando San Antonio (Belinelli 2 minuti in campo). Sette punti per Melli nel successo di New Orleans a New York. | Sky Sport online

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.