L’ultima Federica

Dopo Valentino Rossi, anche Federica Pellegrini parla di che cosa si aspetta da un anno annunciato come l’ultimo da atleta. In una lunga intervista alla Gazzetta dello sport. 

 

Ogni giornata a confronto con le altre ma sapendo che sarà l’ultima stagione: che effetto fa? «Non voglio vivere tutto questo con malinconia, non c’è spazio, bensì con gioia: altrimenti non mi passa più! Cercherò di viverla al meglio divertendomi: e mi succede quando vado forte. Non ho alcun rimpianto, ciò che dovevo l’ho fatto per me e il nuoto. Posso chiudere in pace. Penso alla festa da fare. Non ho paura del ritiro».

I progetti oltre il nuoto?

«Non posso andare avanti tutta la vita, dopo Tokyo ne riparliamo: tanta gente mi chiede di non smettere, poi prevale la parte razionale di me. E io vorrei chiudere con il ciclo olimpico. Che faccio, vado avanti fino a 36 anni? A me piace faticare, allenarmi per me è l’unica strada ed è normale poi percorrerla. Sono stati anni bellissimi, sofferti, ricchi di emozioni forti che sicuramente vivrò in altri modi. Vorrei finire da dove ho cominciato».

Con coach Giunta ha trovato la formula vincente. «Nella mia carriera ho cambiato tanti allenatori e so cosa mi fa bene e cosa mi fa meno bene. È un lavoro parallelo insieme al mio coach. Quando diventi un atleta più grande il feedback che puoi dare al tuo coach sono nuovi obiettivi. Matteo è una persona salda, per me è fondamentale. Gli piace lavorare dietro le quinte. Ha capito il meccanismo, il mio mondo, e l’ha gestito in maniera perfetta: su questo ci siamo trovati subito. Lui non mi ha cambiata, ma è arrivato in un momento della mia vita un po’ turbolento a calmare le acque. Forse avevo proprio bisogno di calma e lui è la tranquillità fatta persona. Io non ho più bisogno dell’allenatore-dittatore».

Ha visto il calendario olimpico per Tokyo? L’americana Ledecky avrà la finale dei 200 e dei 1500 lo stesso giorno, sarà affaticata dalle batterie di 30 vasche. «Sì, ma la finale dei 200 viene prima… e comunque non penso solo a lei, ma a tutte le giovani che spunteranno, le altre sono il vero pericolo».

Candidata al Cio in quota atleti, impegnata a rivoluzionare il nuoto professionistico, voglia di maternità: cos’altro? «Vorrei prendermi un anno di tempo per girare il mondo». | Intervista di Stefano Arcobelli, la Gazzetta dello sport

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.