Il formidabile Klaebo e il fascino della scalata del Cermis. C’è un modo per battere Shiffrin: essere il suo opposto

 

 

Il formidabile Klaebo e il fascino della scalata del Cermis

  Il norvegese Klaebo ha dominato anche nella sprint in tecnica classica della Val di Fiemme, superando i russi Ustiugov e Bolshunov. Delusione per Federico Pellegrino, uscito ai quarti. Tra le ragazze quinto posto per Lucia Scardoni nella gara vinta dalla slovena Lampic. Oggi la 9 km a tecnica libera. 

Il quinto posto di Lucia Scardoni. Per una volta la ribalta dello sci nordico azzurro non se la prende Federico Pellegrino, che chiude il suo Tour de Ski (oggi non disputerà la terribile salita del Cermis) con una Sprint classica in chiaroscuro (2° tempo nelle qualifiche alle spalle del fenomeno Johannes Klaebo, ma eliminato nei quarti e appena 13°), bensì Lucia Scardoni, che sulla pista di casa conquista la finale e il 5° posto, miglior piazzamento in Coppa a 28 anni. È una boccata d’ossigeno per il fondo femminile italiano. | Giorgio Pasini, Tuttosport

La scalata del Cermis. Ci sarà anche il fratello di Johannes Klaebo, il vlogger Ola, nella Rampa dei Campioni del passato come Zorzi e Jurgen Capol, il visionario svizzero che nel 2007 – per creare interesse sullo sci di fondo – inventò il Tour de ski, con tappa finale la scalata del Cermis. La scalata che 13 anni fa pareva qualcosa da scialpinisti, ora è una faticaccia emozionante che tutti i fondisti vorrebbero provare almeno una volta in carriera. Si sale a zig-zag tra due ali di folla – si prevedono 20.000 spettatori – che urlano e spingono i pellegrini della fatica. Dopo la prima edizione è venuta meno la preoccupazione di “saltare” come un maratoneta, piuttosto affrontare la tremenda montagna è come disputare un 1500 prolungato. Crisi di zuccheri, rischio acidosi, effetti fisiologici negativi, fuori giri e svenimenti: nessuna paura, anche se sarà dura. Durissima. Dopo il Cermis servirà solo un recupero di una settimana.  | Stefano Arcobelli, la Gazzetta dello sport

  C’è un modo per battere Shiffrin. Essere il suo opposto

Dopo sei vittorie consecutive Shiffrin battuta nettamente a Zagabria dalla slovacca Vlhova di 1 secondo e 31. Migliore italiana Irene Curtoni, 13a . Oggi sempre in Croazia tocca agli uomini.

Chi è Petra Vlhova. «Nessuno avrebbe scommesso cinque lire su Petra dopo una discesa del genere» raccontava ieri Livio Magoni, il tecnico bergamasco della slovacca. Come spesso capita, l’avversario più pericoloso ha caratteristiche opposte a quelle del campione. Mikaela è leggiadra, bionda, mediatica, sempre sorridente. Petra è atletica, bruna, tendenzialmente taciturna, poco incline alle smancerie. Sulle piste Mikaela è seguita come un’ombra da mamma Eileen; «la mamma di Petra non sa nemmeno cosa sia lo sci» raccontava Magoni ai Mondiali di Are. Mikaela ha alle spalle una struttura forte e consolidata; Petra ha costruito da sé il proprio team, pezzetto dopo pezzetto. Dalla federazione slovacca riceve 3.000 euro l’anno o poco più. È lei stessa a cercarsi gli sponsor, è lei a decidere se si può comprare o no un attrezzo da palestra, se ci si può permettere o no un allenatore in più. «Petra ha più cavalli ed è più dell’Est, ha una mentalità più concreta, viene da una situazione più difficile – aggiungeva Magoni paragonandola a un’altra sua allieva di successo, Tina Maze -. Vuole emergere in ogni modo». | Simone Battaggia, la Gazzetta dello sport

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