Gli Europei dello sport che non si vergogna di difesa e contropiede

 

Iniziano domani a Budapest gli Europei di pallanuoto che valgono come qualificazione alle Olimpiadi per chi vince. L’Italia ha già il pass tra gli uomini per il Mondiale vinto l’estate scorsa in Corea, deve conquistarlo con le donne. Le ragazze debuttano domani contro la Germania. 

L’elogio della velocità. Dimenticate Conte, Capello e il calcio, e per le prossime due settimane entrate in questo mondo alla rovescia, dove chi gioca in contropiede è cool e chi si passa la palla – titic titoc – l’opportunista. In questo sport filosoficamente ribaltato rispetto al calcio e chiamato pallanuoto, l’Italia ha una Nazionale campione del mondo che costruisce i suoi giorni migliori su una gran difesa e veloci puntate verso la porta. Il suo Bearzot si chiama Sandro Campagna, un siciliano che al calcio e al basket guarda per cercare soluzioni nuove, e che da domani a Budapest va all’assalto di un titolo europeo irraggiungibile dal 1995. «Il contropiede è la fase spettacolare dello sport». In acqua il termine giusto è controfuga. «Nella Nba non esiste gioco senza transizione. È la velocità che produce adrenalina, come l’azione alla mano nel rugby. Poi deve certo esistere anche una capacità di attaccare manovrando e avendo pazienza. Ci sono squadre che in acqua hanno vinto i loro titoli con la cultura del possesso fino all’ ultimo secondo ma nella pallanuoto è il contropiede a essere sinonimo di qualità. Un contropiede si prepara con una difesa strategica di un certo tipo, per far ripartire rapidamente un uomo». | la Repubblica

Gli stranieri in campionato. Il modello del ct Campagna L’ultimo oro olimpico azzurro fu Barcellona ’92, con lei in vasca. Da allora quanto e come è cambiata la pallanuoto? «Molto ma non necessariamente in peggio. Oggi bisogna abbinare destrezza e agilità, le doti di Estiarte o De Magistris, con potenza e verticalità. I campioni moderni hanno doti fisiche che noi ci sognavamo. Sono rapidi, potenti e insieme tecnici. Escono dall’acqua ben oltre il costume e sparano tiri a velocità pazzesche. Sono straordinari, ma devono essere tutelati dagli arbitri, se no invece di tecnica e velocità prevale la brutalità. E la pallanuoto ne soffre».

Dietro al Settebello, tornato n. 1 al mondo, anche le Giovanili azzurre stanno facendo molto bene. Il segreto? «C’è più attenzione ai vivai. I presidenti di Serie A finalmente ne hanno capito l’importanza tanto da accettare un massimo di 3 stranieri su 7 giocatori in vasca e almeno 4 italiani».

Bisognerebbe spiegarlo ad altri sport come calcio o basket. «Da responsabile tecnico di tutte le Nazionali l’ho ritenuto fondamentale, così l’Italia è tornata a vincere e l’interesse generale è lievitato. Forse solo Cassani, il ct del ciclismo, sta facendo qualcosa di simile». | Intervista di Giorgio Viberti, la Stampa

 

controcanto | Ma a Esposito il protezionismo non piace nel basket. «Ma con questo regolamento gli italiani si sentono protetti e hanno meno voglia di emergere degli altri. Oggi il giocatore italiano se perde il posto di lavoro a Brescia lo trova subito a Cremona, se lo perde a Cremona lo trova a Bologna o a Sassari. I regolamenti attuali secondo me tendono a far sedere i giocatori e lo dice uno che crede negli italiani con i fatti e non con le parole». | Intervista di Nicola Apicella, la Repubblica

 

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