Il primo colpo giocato da Federer dopo un anno

▻  Ha attraversato un corridoio che sembrava allestito da Andy Warhol dopo una cena a base di peperoni imbottiti. “From Switzerland, welcome back, Roger Federer” ha detto lo speaker al microfono, arrochendo la voce e arrotando la R iniziale del nome. 

Flash, applausi, anche il privilegio di giocare la prima partita e il primo torneo dentro un’arena che non fosse vuota. Si è vestito di verde. Il colore del marmo e dello smeraldo, il tono che prende la natura quando rinasce. Il simbolo della tenacia, dicono, e per Dante della speranza. Codici esadecimali: #00FF7F e #006400 (forse). Un pantaloncino tra spring e lime, polsino intonato, sotto una polo dark andante verso l’oliva, fascia abbinata. Un Roger che più Roger non si poteva, ha tirato il primo colpo a distanza di 405 giorni dall’ultimo match ufficiale e ne ha avuti dopo altri 227 da giocare in 2 ore e 25 minuti, passando attraverso il 360esimo set decisivo della sua carriera e il 700esimo tie-break, secondo la contabilità di Giorgio Spalluto (Supertennis). 

È andato al servizio, ha fatto rimbalzare la pallina senza dare l’impressione di raccogliere troppi pensieri e sulla risposta dell’avversario – ah già, c’era un avversario: Dan Evans – ha giocato un dritto che ci siamo abituati a chiamare anomalo, anche se è sempre anomalo ormai da trent’anni. Una palla sulla quale il trentenne britannico dall’altra parte della rete, il tennista più solo nella storia del pianeta Terra, ha fatto una cosa naturale quando s’affronta Federer: sbagliare. Capiremo col tempo che senso dare a una partita durata quanto la maratona del giapponese Hisanori Kitajima alle ultime Olimpiadi, corsa e giocata a quasi 40 anni, dopo uno e passa senza agonismo, di soli passaggi dati in macchina a moglie e figli, di allenamenti contro il muro, di palleggi sui tetti di Liguria. Una partita nella quale ha molto riso dei suoi errori, compreso uno schiaffo steccato a rete che voleva rivedere al replay sullo schermo, prima di giocarne subito un secondo – stavolta esatto – nello scambio successivo. Quando la messa è finita-andate in pace, il punteggio di 7-6 3-6 7-5 ha detto che Federer in Doha avrà un secondo match oggi contro Nikoloz Basilashvili, 29 anni, georgiano, numero 42 del mondo, battuto cinque anni fa a Melbourne in tre set e lasciandogli in tutto cinque game. 

  Sono felice di stare qui a prescindere se ho vinto o perso. Giocare a tennis per me è come andare in bicicletta

Roger Federer

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