
Eurolega oppure NBA, Nba oppure Eurolega? Se ci fosse Shakespeare appostato dietro qualche canestro, direbbe che questo è il dilemma. Invece Shakespeare sembra indifferente al dramma e il basket europeo è arrivato a un punto di non ritorno. Il Real Madrid è diventato il perno decisivo di questa storia, non un attore coinvolto come tanti, al bivio di una scelta fra due modelli equivalenti ma non paritari. Da una parte un sistema storico, sportivamente credibile ma economicamente fragile, dall’altra un progetto potenzialmente dirompente, ricchissimo e tuttavia ancora opaco.
La mossa del Real sarà forse decisiva per far muovere l’ago di qua o di là. Se Madrid sceglie la NBA, legittima il progetto; se resta, salva l’Eurolega da una ferita forse non mortale, ma profonda. Ne scrive Yann Ohnona da Madrid alla vigilia della partita di stasera con il Paris – una delle novità sportive e commerciali delle ultime stagioni nella pallacanestro del continente. L’Equipe fa emergere una contraddizione strutturale del basket europeo. È prestigioso, seguito, competitivo, ma cronicamente in perdita. Il Real ci rimette decine di milioni l’anno, come molti altri grandi club. L’NBA si è infilata proprio in questa faglia, proponendosi come soluzione economica più che sportiva, promettendo stabilità finanziaria e un brand globale, ma chiedendo in cambio un salto nel buio: i costi d’ingresso sono enormi, l’incertezza sportiva ancora ampia, con il rischio di una possibile emarginazione iniziale.
“Per Florentino Pérez – scrive il giornale francese – la NBA non è un’opzione contingente ma un’idea di lungo corso: come per la Superlega nel calcio, l’attrazione non è solo sportiva ma industriale, perché vede nella lega americana l’unico modello capace di trasformare un’attività strutturalmente in perdita in un asset sostenibile e, soprattutto, di collocare il Real in una dimensione davvero globale”.
L’Eurolega, al contrario, tenta di trattenere i suoi membri storici con redistribuzioni di soldi, rassicurazioni e una diplomazia istituzionale, la prova di una posizione sulla difensiva. L’Equipe suggerisce che il tempo giochi contro di essa. Le scadenze, le lettere dei tifosi, le assemblee straordinarie e il pressing mediatico indicano un sistema sotto stress. La frase chiave è quella di Nacho Duque: l’Euroligue può sopravvivere senza il Real, la NBA Europe no. È il passaggio che ribalta il rapporto di forza apparente e spiega perché il club madrileno sia corteggiato in modo così ossessivo. Scariolo è la voce che cerca un equilibrio, facendo notare che un braccio di ferro danneggerà tutti e che una convergenza sarebbe auspicabile. “Tuttavia, la battaglia del Real Madrid è entrata nel money-time”.