Assaggia le papaye, rendono forti come Popeye
I Simpson
► LE MACCHINE papaya non hanno rivali. La McLaren ha vinto anche il GP di Monte-Carlo, stavolta con Lando Norris. Charles Leclerc su Ferrari si è piazzato al secondo posto. In sostanza le stesse posizioni delle qualifiche.
◇ La MotoGP a Silverstone ha invece prodotto una discreta sorpresa con la vittoria di Bezzecchi sull’Aprilia. Terzo posto per Marc Marquez, tornato in testa alla classifica generale a spese dle fratello Alex.
◇ Al Giro d’Italia Carlos Verona ha vinto in solitario la tappa di Asiago con il Monte Grappa. Roglic ha perso un altro minutino dalla maglia rosa Del Toro. Oggi riposo, domani tante montagne.
◇ La Juventus chiuso il campionato al quarto posto con la vittoria a Venezia. Tudor chiede chiarezza sul suo futuro prima che cominci il Mondiale per club. I giornali danno per certo che sulla panchina stia per tornare Antonio Conte. Retrocesse Empoli e Venezia.
◇ Il primo Roland-Garros senza Rafa Nadal ha reso omaggio a Rafa Nadal. Il torneo è cominciato con l’eliminazione di tre teste di serie maschili [#21 Machac, #28 Nakashima, #32 Michelsen] e due femminili [#27 Fernandez, #28 Stearns, #29 Noskova]. Per l’Italia avanti Musetti Paolini e Gigante, fuori Sonego Stefanini e Nardi.
◇ Xabi Alonso è ufficialmente il nuovo allenatore del Real Madrid.
◇ I New York Knicks sono ancora vivi. Alla loro maniera. Hanno rimontato 20 punti di scarto ai Pacers e hanno vinto a Indianapolis la terza finale a Ovest portandosi adesso sull’1-2. Venti punti per Towns nel terzo quarto. Si conferma la maledizione che vuole Indiana sempre sconfitta quando gioca in contemporanea con la 500 miglia di automobilismo.
◇ La Turchia è tornata a vincere l’Eurolega di pallacanestro con un suo club dopo tre anni. È il secondo titolo per il Fenerbahçe che ha battuto in finale il Monaco, ed è il primo successo europeo per Melli.
◇ Nella tappa di Diamond League a Rabat, Nadia Battocletti è stata battuta dalla kenyana Chebet ma ha battuto il record italiano dei 3.000 metri [8:26.27]
#2 giorni alla finale di Conference League
L’alternanza dei piloti nel regno Papaya
Il peso del doppio pit-stop nel GP di Monaco
DI ROBERTO LIBERALE
① ARTEFICI UNA TABELLA PER NORRIS
Norris ha vinto a Monaco secondo pronostico, ma non è stato così semplice. L’introduzione dei due pit-stop obbligatori ha creato un po’ di apprensione ma poi, secondo tradizione, le posizioni finali del podio hanno rispettato quanto già visto in qualifica.
La McLaren è superiore, ma il traffico sull’affascinante tracciato di Monaco, che con il passare degli anni sembra essere sempre meno adatto alla Formula Uno attuale, non ha permesso di mostrare il vero potenziale delle macchine papaya. Norris ha dimostrato comunque nervi saldi, reggendo benissimo alla pressione di Leclerc e portando a casa il tris di pole position, vittoria e giro più veloce. Il vero problema della McLaren resta il fatto che i due piloti continuano ad alternarsi sul gradino più alto del podio, consentendo a Verstappen di continuare a galleggiare dalle loro parti in classifica piloti.
Scegliere non è semplice per Stella e Brown, soprattutto se Norris e Piastri continueranno ad esprimersi a turno come pilota migliore di giornata. Il lato positivo è il vantaggio che la McLaren ha accumulato in classifica costruttori, +172 sulla Mercedes, rimasta al palo a Monaco. Otto Gran Premi e otto vittorie di tappa per la scuderia di Woking, 14 podi su 16 possibili e neanche uno zero. Con questi numeri perdere il campionato piloti sarebbe uno spreco.
Che cosa stanno leggendo in Europa
🟨 In Spagna e in Francia l’omaggio del Roland-Garros alla carriera di Rafa Nadal – In Italia la Juventus in Champions e il futuro con Conte – In Inghilterra l’ultima di Alexander-Arnold con il Liverpool
La Juve in Champions: che succede ora con Antonio Conte
Monica Scozzafava sul Corriere della sera dice che non c’è nessun tradimento. “La storia con Napoli finisce perché Conte e De Laurentiis guardano al futuro in maniera differente. Del resto, le sirene tentatrici si intromettono se trovano varchi, spazi. Tra allenatore e presidente del Napoli c’è adesso un corridoio aperto che porta il primo a osservare Torino, l’altro a guardare — destino — nella stessa direzione del capoluogo piemontese. Aurelio tratta Max Allegri, anche lui ex di Madama. Il suo sarebbe un altro colpo: volontà di continuare a stupire, segnale inequivocabile che il Napoli è cresciuto e alza ancor di più l’asticella delle ambizioni. Come accade per il conclave se non si chiude subito, il prescelto Max potrebbe saltare”
Tutto chiaro. Una cosa non torna: cos’è che Antonio Conte avrebbe scoperto sul business plan e sulla visione di De Laurentiis che non sapesse già un anno fa? Il Napoli è questo da vent’anni, nel bene e nel male.
Repubblica ha un’altra tesi. “La Juventus – si legge – era lontana, ieri sera, mentre De Laurentiis e Conte gustavano con le rispettive consorti tagliolini con funghi e cozze alla marinara, condite di origano ischitano. A tavola anche un’altra coppia d’amici, in un clima conviviale che non ha lasciato spazio ai discorsi sul futuro della panchina del Napoli. Le due first lady , Jacqueline Baudit ed Elisabetta Muscarello, accetterebbero a malincuore l’eventualità di una separazione e stanno facendo con diplomatica discrezione la loro parte per evitarla. Ma l’avventura azzurra, culminata con la storica conquista del quarto scudetto, ha stregato anche tutti i componenti dello staff del tecnico leccese, dal fratello Gianluca al fido Lele Oriali, che in città si sono integrati bene negli ultimi mesi. Le ragioni del cuore farebbero pendere quindi la bilancia dalla parte della continuità, non dell’addio”.
Secondo Andrea D’Amico su La Stampa “l’appuntamento a tavola, tra amici e parenti, rientra tra quelle forme di reciproco rispetto che nessuno può negarsi, soprattutto quando più che una rottura si è in presenza di una diversità incontestabile: ma la fumata, che adesso è grigia, tende al bianco (nero?) e De Laurentiis il suo giro di telefonate, avendo intuito da un po’ l’epilogo (anche a Castel Volturno le pareti hanno qualche crepa) ha cominciato a telefonare ad allenatori conosciuti assai da vicino nei suoi ventuno anni da presidente”.
Ancora sul Corriere della sera Paolo Condò definisce Allegri il profilo migliore per succedere a Conte. Senza scomodare Dostoevskij, Allegri e De Laurentiis condividono l’animo del giocatore d’azzardo, non a caso la grande dote del primo è la lettura della partita — nessuno la cambia in corsa come lui — mentre il secondo segue le intuizioni, vedi Kvaratskhelia, col gusto di chi adora mettere tutti nel sacco. Manca ancora l’accordo esecutivo, immaginiamo sia questione di forme ma anche di ore, perché il panorama delle panchine in rapido mutamento consiglia a De Laurentiis di chiudere subito la questione. Più ancora dell’addio di Conte, intuito da tempo e in un certo senso ormai digerito, il tema che sta facendo molto rumore è il possibile distacco di Simone Inzaghi all’Inter dopo la finale di Monaco.
L’offerta dell’Al Hilal è fiabesca come da copione saudita, ma soprattutto è vera. non ci stupiremmo se i tentennamenti di Inzaghi riguardassero la limitata considerazione nei suoi confronti che a volte gli avvelena la vita. Nei suoi quattro campionati all’Inter Simone ha raccolto 331 punti, nettamente primo davanti al Napoli (304), al Milan (294) e alla Juve (283): è chiaro che a fronte di una simile superiorità uno scudetto su quattro sia poco, ma due finali di Champions, una ancora da giocare, pesano moltissimo sull’altro piatto della bilancia”.
La cerimonia per Rafa Nadal
È stata una cerimonia degna della sua leggenda, scrive L’Équipe a proposito dell’omaggio organizzato dal Roland-Garros per Nadal in occasione del primo Roland-Garros senza Nadal. Ieri cadevano insieme l’anniversario numero #20 della prima partita giocata da Rafone sul Philippe-Chatrier [battuto Xavier Malisse] e l’anniversario numero #26 della prima partita giocata in uno Slam da Roger Federer [sconfitto da Patrick Rafter]. Erano uno di fianco all’altro, tutt’e due vestiti di scuro, mentre Novak Djokovic ha messo uno polo verde sotto la giacca e il solo Andy Murray ha scelto una camicia bianca. Roger Federer ha ricambiato le lacrime con cui Nadal aveva salutato lui nel giorno dell’addio e L’Équipe ha scovato in circuito un pazzo malato che conosce tutti i punteggi delle finali giocate da Nadal. Si chiama Raphaël Collignon, belga, 23 anni, numero #85 al mondo. Il miglior commento alla cerimonia l’ha fatto Nicolas Mahut: «Bene, adesso il torneo è finito».
El Pais celebra la celebrazione del campione con Alejandro Ciriza parlando di “un giorno che fa venire i brividi”, di francesi che non sbagliano un colpo quando si confrontano con la solennità e invita Carlos Alcaraz a posare lo sguardo sulla scena. E dunque no: il torneo non è affatto finito. Anzi: con Carlitos e con Jannik che vanno in campo insieme, il torneo è appena cominciato.
▥ Sei teste di serie uscite al primo giorno del torneo e sei set chiusi per 6-0, i cosiddetti bagel. Li hanno messi a segno: Sabalenka, Musetti, Golubic, Lys, Gigante, Arango. Nessuno di loro ha perso la partita
▥ Lorenzo Musetti ha portato sul 15-3 il suo record stagionale sulla terra battuta con la vittoria su Yannick Hanfmann. Solo Francisco Cerùndolo ha ottenuto più vittorie nello stesso periodo sulla stessa superficie. Musetti ha messo a segno 46 prime su 70 e ha vinto l’83% di punti con quelle. Non ha lasciato nemmeno una palla-break.
▥ L’altro Lorenzo ha giocato una partita di tre ore e 31 minuti, quella che John McEnroe ha definito la partita più dura del Paul turno. Shelton ha preso Sonego per sfinimento, con 58 vincenti contro 35.
▥ Tommy Paul vinceva 10 anni fa il titolo jr a Parigi, eppure il Roland-Garros è rimasto l’unico torneo dello Slam dove non è ancora arrivato nella seconda settimana. Ieri ha battuto il danese Elmer Moller e ha portato il bilancio stagionale sulla terra battuta a 9-3. Fuori dal campo le cose non gli vanno altrettanto bene: la sua Ford F-150 è stata pignorata a Boca raton, Florida. Vai a sapere.
▥ All’età di 18 anni Viktoria Mboko ha esordito a Parigi con una vittoria. È imbattuta in cinque finali ITF giocate quest’anno, a Miami era andata al match point contro Paula Badosa al secondo turno e a Roma ha tolto un set a Cori Gauff. È abbastanza per continuare a seguirla con simpatia. I suoi genitori sono emigrati dalla Repubblica Democratica del Congo, si sono stabiliti inizialmente negli Stati Uniti e poi nel Canada. Lei ha imparato a giocare a tennis a Charlotte, nella Nord Carolina dov’è nata
▥ Leylah Fernandez ha un’altra storia di mescolanza alle spalle, anche lei è canadese, ma è già fuori dal torneo, eliminata da Olga Danilovic, figlia di cotanto Danilovic, nei mesi scorsi finalista a Rouen e titolo ad Antalya. Danilovic è stata devastante in risposta: si è aggiudicata il 75% dei punti sul servizio dell’avversaria. Ha chiuso con 18 vincenti contro 17, ma con 17 errori contro 28. Dopo il quarto di finale a febbraio in Abu Dhabi, Fernandez ha vinto solo 3 partite su 11.
LE CINQUE PARTITE DA GUARDARE OGGI
① Iga Swiatek (5) contro Rebecca Sramkova
Philippe-Chatrier, primo incontro
La ex numero uno del mondo, la ex giocatrice da battere, non ha più vinto un titolo dopo il Roland-Garros 2024 né ha più raggiunto una finale. Racconta che ultimamente riesce solo a concentrarsi sui propri errori,e il tennis non lo perdona. Affronta la slovacca Rebecca Sramkova, numero 42 del mondo, alla quale l’ultima volta lasciò un paio di game come gesto di buona creanza. Vediamo.
② Naomi Osaka vs Paula Badosa (10)
Philippe-Chatrier, seconda partita
La partita più bella del tabellone femminile al primo turno. Dopo aver perso al primo turno nel Masters 1000 di Madrid, Naomi Osaka ha fatto qualcosa di raro, andando a giocare un torneo del circuito inferiore a Saint Malo, in Francia, e arrivando fino al titolo, il suo primo da professionista sulla terra battuta. Il suo rapporto con questa strana superficie è tutta nell’aneddoto che si racconta su di lei. Quando la prima volta le chiesero della velocità dei campi, non aveva idea se fossero lenti o rapidii, non sapeva rispondere. Sapeva solo che erano rossi.
È arrivata al quarto turno a Roma la settimana dopo, sconfitta al tie-break del terzo set dall’americana Peyton Stearns, e adesso è qua per giocare il suo miglior torneo di sempre sulla terra battuta, sotto la guida di Patrick Mouratoglou che le ha insegnato come ci si difende: un anno fa si trovò a un punto dal battere Iga Swiatek al secondo turno, quando Swiatek era Swiatek: infatti avrebbe vinto il titolo.
Badosa ha raggiunto la sua prima semifinale in uno Slam a Melbourne, ma ha saltato quasi tutta la stagione di preparazione sulla terra battuta per un infortunio alla schiena, raggiungendo i quarti di finale nel suo primo torneo giocato a Strasburgo la settimana scorsa. Non si sono mai affrontate prima.
③ Emma Raducanu contro Wang Xinyu
Campo 8, primo incontro
È solo la seconda volta che Emma Raducanu gioca a Parigi. La campionessa degli US Open 2021 è diventata una star fiabesca in quell’autunno a New York, quando passò tre turni di qualificazione e filò dritta verso il titolo senza perdere un set. E poi? E poi ha vinto una partita al Roland-Garros nel 2022, si è infortunata l’anno successivo e l’anno scorso ha preferito concentrarsi sulla preparazione all’erba. Stavolta promette battaglia, così dice: a Roma ha raggiunto gli ottavi di finale.
④ Casper Ruud (7) contro Albert Ramos-Vinolas (Q)
Court Simonne-Mathieu, prima partita
Parigi è casa di Casper Ruud senza essere la casa di Casper Ruud, così dice il sito ufficiale del torneo. Negli ultimi tre anni ha raggiunto due finali e una semifinale, qui si sente sempre a suo agio. Viene dalla semifinale di Madrid e un quarto di finale a Roma, ma con un solo game strappato a Jannik Sinner. Si è preso qualche giorno di riposo e si è allenato proprio con Jannik l’altro giorno. Albert Ramos-Vinolas gioca al Roland-Garros per l’ultima volta durante il suo anno d’addio nel tour.
⑤ Carlos Alcaraz [2] contro Kei Nishikori
Suzanne-Lenglen, secondo incontro
Nessuno ha avuto una stagione di avvicinamento alla terra battuta migliore di Alcaraz. È l’unico giocatore, donne comprese, ad aver vinto due titoli Masters 1000 sulla terra battuta [Monte-Carlo e Roma] con un bilancio di 15 vittorie su 16 sulla superficie: unica sconfitta subita contro Holger Rune nella finale di Barcellona. Esordio contro l’ex numero 4 Nishikori, il cui miglior risultato Slam è una finale agli US Open 2014, ma anche tre volte ai quarti di finale a Parigi. Alcaraz non ha mai perso al primo turno di uno Slam in 16 uscite e non ha mai incrociato finora il giapponese. È una trappola.
E stasera Sinner
Perbacco, ma stasera gioca Sinner. L’avversario è un francese di 23 anni e di formazione americana. Si chiama Arthur Rinderknech e in rete tutti s’interessano a lui per finire in alto nelle ricerche di Google. Mats Wilander ha parlato di Jannick in due interviste con il Corriere della sera e La Stampa.
In sostanza dice che gli ricorda la freddezza della generazione d’oro svedese perché è un bravo ragazzo e un giocatore pazzesco».
A Gaia Piccardi parla anche di Lorenzo Musetti: «Io lo amo. Il suo tennis classico, con il rovescio a una mano, è una benedizione per il nostro sport. Sa giocare su ogni terreno: emergerà anche sul cemento, vedrete, che è la superficie più facile. Lorenzo è l’incarnazione dell’eleganza, un balsamo contro i picchiatori e il dilagare dei rovesci bimani. Scomoda i paragoni con Federer, che però aveva un servizio molto migliore. Anche Alcaraz è meraviglioso e la mano delicata di Sinner, piano piano, sta uscendo fuori. Mi piace che Jannik utilizzi la palla corta, che venga a rete, che provi a fare sempre qualcosa di diverso. L’Italia oggi è quello che la Svezia è stata negli anni Ottanta e Novanta: il Paese leader, una scuola di riferimento per tutti. Con la vostra passione, con il sorriso di Jasmine Paolini, fate bene a tutto il tennis. Però non commettete il nostro errore… La Svezia, prima con Borg e poi con noi eredi, ha dominato per anni però non ha saputo costruirsi un futuro. Hanno pensato che fosse tutto scontato, automatico. Invece no. A un certo punto, all’improvviso, il filone del tennis svedese si è esaurito. E oggi non abbiamo più nessuno da top 100. Un consiglio: apprezzate la bellezza di quello che avete, finché dura».
Con Stefano Semeraro ha fatto un accenno al prossimo coach di Sinner. «Dipende da quest’anno. Se non vincerà altri Slam, potrebbe avere bisogno di Andy Murray. Se chiuderà lo Slam, gli basterà chiedere a suo fratello…». E se chiamasse lei? – gli ha chiesto Semeraro. «Non lo so – la risposta – perché non capiterà mai. Dire di no a una proposta del genere è difficile. Penso a Stefan Edberg, che mai avrebbe voluto tornare a viaggiare, ma quando Federer l’ha chiamato ha detto sì in un secondo. Non so se io o McEnroe potremmo aiutare Jannik, ma a tutti piacerebbe provarci».
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