► Federica Brignone ha vinto anche la Coppa di slalom gigante dopo quella di discesa libera e quella generale. Si è piazzata seconda nella prova finale a Sun Valley dietro Lara Gut-Behrami ◇ La Lega Calcio ha deciso di lasciare immutata la formula della final four per la Supercoppa ◇ Tadej Pogacar cambia il suo programma: salta la sfida di venerdì all’Harelbeke contro Van der Poel perché ha deciso di correre la Roubaix ◇ L’Olimpia Milano ha perso in Eurolega lo scontro diretto in chiave play-off con il Real Madrid ◇ L’infortunio a Marcell Jacobs è più serio: si tratta di uno strappo muscolare. Il Corriere della sera scrive che il papà di Tortu è stato convocato al primo raduno per la staffetta
prima di tutto
L’atletica leggera inventa la patente di femminilità
Una ventina d’anni dopo l’abolizione del test di genere, Sebastian Coe muove il passo definitivo nella battaglia che ha occupato il grosso dei suoi pensieri da quando è alla guida di World Athletics. L’annuncio del test del DNA per la partecipazione alle gare femminili arriva una settimana dopo la sconfitta nell’elezione alla guida del CIO, ed è lecito presumere che sarebbe stato il suo jolly, il suo coniglio dal cilindro nel caso in cui fosse andato a sedere sulla poltrona. La difformità dei corpi è diventata un’ossessione politica. Prima ancora di dover affrontare questioni relative alle transizioni di genere, Coe aveva già messo fuorilegge atlete nate biologicamente donne, da Caster Semenya in poi.
Ora le atlete dovranno sottoporsi a un tampone della guancia o un’analisi del sangue una tantum per competere. Devono prendere la patente di femminilità. La presidenza di Coe è tutta definita da un progressivo inasprimento delle regole di ammissibilità alle gare, in contrapposizione alle linee guida del CIO di questi anni, a loro volta a rischio con la salita di Kirsty Coventry al soglio pontificio: non è così schierata come Coe ma sufficientemente ambigua da tenere sotto il suo ombrello di vaghezza anche uno schema simile. La sua posizione prevede “la creazione di una task force per studiare una possibile politica transgender e DSD”.
World Athletics ha fatto sapere che i regolamenti saranno presto redatti e che sarà individuato un fornitore in grado di condurre test non invasivi. Le atlete dovrammo dimostrare di non avere il gene SRY, che determina il sesso maschile nella maggior parte dei mammiferi.
Oggi World Athletics vieta alle donne transgender che hanno superato la pubertà maschile di competere e richiede alle atlete con Desorder of Sexual Development [DSD] di abbassare il proprio livello naturale di testosterone per essere ammesse.
Cosimo Cito su Repubblica lo chiama “lo schiaffo di Coe” e scrive che “Di colpo l’atletica si è risvegliata nel 1966, quando i test di genere vennero introdotti per la prima volta nell’atletica, agli Europei di Budapest: allora, un comitato di medici procedeva ad esaminare i genitali degli atleti per confermarne il sesso. Prima dell’introduzione di quei test, le sorelle sovietiche Irina e Tamara Press annunciarono improvvisamente il loro addio alle gare”.
Il Giornale lo definisce “il tampone di Adamo ed Eva” ma non è un intervento critico né problematico verso la decisione, anzi. Elia Pagnoni parla di atleti – al maschile – che prendono parte alle gare femminili.
Giulia Zonca su La Stampa dice che World Athletics ha presentato uno studio che “quantifica in una quota tra il 3 e il 5 per cento il vantaggio di un atleta nato con caratteristiche maschili e passato poi a un altro genere. Percentuale che aumenta per lanci e salti. La decisione sarà certo portata davanti al tribunale sportivo dove World Athletics ha già vinto la causa contro Caster Semenya”.
Nel luglio del 2023 la Corte europea per i diritti dell’umanità (CEDU) ha però giudicato che c’è stata discriminazione verso di lei, senza tuttavia invalidare il regolamento di World Athletics.
Ma gli studi non dicono tutti la stessa cosa
La faccenda è molto più complessa di come la presenta Coe e molto molto molto più complessa di come l’ha presentata World Aquatics con Lia Thomas – di cui Slalom si è molto occupato. Stephanie Burnett e Ines Eisele, dalla redazione Fact Check di Deutsche Welle, si sono messe a verificare se le misure restrittive sono giustificate in base ai dati scientifici di nostra conoscenza.
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Lara Gut-Behrami e un Super-G da crono maschile
A proposito di confronti di genere. Nei giorni scorsi girava la versione secondo cui Lara Gut-Behrami con il suo tempo nel Super-G di Sun Valley sarebbe stata decima fra gli uomini, impegnati sulla stessa pista nelle finali di Coppa del mondo. Gianmario Bonzi, voce di Eurosport, chiarisce sulla sua pagina Facebook: “Alla fine abbiamo avuto la certezza che tre porte siano state cambiate nel tracciato del superG di domenica a Sun Valley, tra donne e uomini. Chiaro, bisogna vedere chi è stato avvantaggiato di più. Quindi, il presunto “decimo” posto di Lara Gut-Behrami nella gara maschile (posto che comunque gli uomini hanno sciato su pista già segnata) non è più tale. Ma la sostanza non cambia. La ticinese è stata fenomenale.SuperG più difficile della storia, almeno a livello femminile? E miglior prestazione della carriera per Lara? Chissà…”
Platini e Blatter: innocenti 14 anni dopo
Da un tribunale sono appena usciti anche Michel Platini e Sepp Blatter. La corte straordinaria d’appello di Muttenz in Svizzera ha confermato la sentenza di assoluzione del 2022 per l’ex presidente della UEFA e per il suo omologo della FIFA dall’accusa di frode per il caso del pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri. Una storia di 14 anni fa che ha impedito a Platini di correre per la presidenza della federazione mondiale. Aveva inventato il calcio del fair play finanziario.
Il procuratore Thomas Hildbrand aveva chiesto una pena di venti mesi, respingendo la tesi della difesa, secondo cui il pagamento costituiva un conguaglio sullo stipendio di Platini in base a un accordo orale del 1998 per la carica di consigliere. Hildbrand non è riuscito a provare che fossero soldi versati per farsi da parte e rinunciare alla candidatura.
Le Monde non esclude che la Procura svizzera possa fare ricorso al Tribunale federale di Losanna e avviare un terzo capitolo giudiziario. Il giornale francese scrive che “come un funambolo l’ottantanovenne patriarca è uscito indenne e scagionato dai numerosi procedimenti penali avviati contro di lui in Svizzera dal 2002”. Platini non esclude un contrattacco legale in Svizzera contro i responsabili del procedimento.
Le immagini della giornata di ieri
L’età del portiere quarter back
Nella sua newsletter Soccer per il Guardian, ogni tanto lo storico del calcio Jonathan Wilson risponde alle domande di chi legge e stavolta mister David gli ha chiesto se per caso non stiamo vivendo l’età del portiere quarter back. Il signor David sarebbe un magnifico titolista nei quotidiani. Ha trovato un’immagine meravigliosa e una sequenza di parole sufficientemente chiare e brevi.
Il tema non è nuovissimo ma è abbastanza nerd e divisivo da generare engagement. L’engagement è tutto. Per questo anche le pagine social di testate insospettabili e fino a ieri autorevoli pubblicano cose immonde per generare insulti contro sé stessi, contro delle categorie, contro certe etnie. Comunque. Non è questo.
I portieri. I quarter back.
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Sta saltando Lawson alla Red Bull
I siti specializzati danno per imminente una decisione della Red Bull sul Liam Lawson. Il futuro è in bilico, probabilmente già segnato. Per il GP del Giappone il suo sedile dovrebbe essere assegnato a Yuki Tsunoda. Speedcafe scrive che “si pensava che il neozelandese avesse un temperamento e una personalità tali da integrarsi più facilmente al fianco di Max Verstappen nella squadra senior. Tuttavia le sue prestazioni finora sono state deludenti. Si è qualificato ventesimo nelle tre sessioni di prova finora disputate. Nonostante abbia fatto progressi in Cina, non ha ancora ottenuto buoni risultati in termini di punti”.
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