Peng Shuai ha parlato con l’Equipe

IL PAESE

Peng Shuai ha parlato con l’Equipe

 

      Dov’è Peng Shaui? – si chiedeva il mondo da qualche tempo. L’Equipe lo sa e sono andati a incontrarla. Il giornale francese dedica così la sua prima pagina all’intervista esclusiva alla tennista di Sophie Dorgan e Marc Ventouillac. Il quotidiano francese spiega ai suoi lettori innanzitutto come è nata. 

“Ci è sembrato che il modo più sicuro per contattarla – leggiamo – fosse attraverso il Comitato Olimpico Cinese (COC). La richiesta è stata presentata con poche speranze di successo e pensando che anche se pure l’intervista fosse stata concessa, ogni parola sarebbe stata soppesata con la massima attenzione. Il 18 gennaio abbiamo inviato la nostra richiesta tramite il CIO a Gou Zhongwen, presidente del COC. La risposta è arrivata solo giovedì scorso, sotto forma di un’e-mail del signor Wang Kan, capo di stato maggiore del COC, in cui spiegava che l’atleta aveva accettato di incontrarci a condizione che rispondesse in cinese. Quanto a noi, avevamo detto loro che il COC non avrebbe potuto rileggere l’intervista prima della pubblicazione. L’incontro è stato confermato per ieri mattina alle 11.30, ora cinese, in un lussuoso hotel di Pechino dove il COC ha stabilito i suoi alloggi”. 

Secondo il signor Wang Kan, giovane manager del comitato cinese, l’Equipe è stato l’unico giornale a presentare una richiesta di intervista, “ed è stato quindi considerato serio”, spiega il giornale. È la prima volta che Peng Shuai ha parlato con la stampa internazionale e indipendente, “in una suite al 16esimo piano dell’hotel, in un soggiorno di circa 13 metri quadrati, arredato in modo modesto con un paio di divani e tre poltrone, oltre a qualche vaso cinese su una mensola”. 

L’intervista, spiega l’Equipe, doveva durare mezz’ora, ma è arrivata quasi al doppio del tempo. “Ci è stato permesso di porre più domande del previsto, anche quelle non esplicitamente scritte nell’elenco che avevamo concordato di inviare in anticipo. In una tuta rossa della squadra di hockey cinese, Peng Shuai è apparsa in buona forma. All’inizio seduta a braccia incrociate, si è gradualmente rilassata”. Queste sono alcune delle sue risposte:

 

  ➣  La comunità internazionale e quella sportiva in particolare si preoccupano per lei. C’è stata la prima pagina di L’équipe, ci sono stati hashtag come #FreedomForPengShuai e #WhereisPengShuai. Lo sapeva?

«Non ero a conoscenza di tutto perché non guardo molto le notizie dei media stranieri, non so leggere in inglese, ma ne ho sentito parlare. In primo luogo vorrei ringraziare tennisti e tenniste, gli sportivi e le figure di spicco che erano preoccupati per me. Non avrei mai pensato che ci sarebbe stata una tale preoccupazione, e però vorrei sapere perché».  

  ➣  Cosa è successo davvero dopo il tuo post su Weibo del 2 novembre?

«Che cosa è successo… Ho già risposto a questa domanda durante un’intervista a Shanghai, un’e-mail che ho inviato alla WTA e molte altre e-mail. C’è stato un enorme malinteso dopo il post. Non voglio più che il suo significato venga distorto. E non voglio altro clamore mediatico». 

  ➣  Nel testo che abbiamo potuto leggere in Europa, lei ha accusato qualcuno di violenza sessuale. Cosa ha scritto veramente? Non capiamo.

«Violenza sessuale? Non ho mai detto che qualcuno mi avesse aggredito sessualmente in alcun modo».

  ➣  Tutti pensavano che fosse scomparsa ed erano preoccupati per la sua salute e sicurezza. I suoi amici non sono riusciti a contattarla, hanno pensato che lei fossi stata arrestata, soprattutto perché il suo post su Weibo sembrava una richiesta di aiuto.

«Non sono mai scomparsa. È solo che molte persone, come i miei amici o altre persone del CIO, mi hanno mandato messaggi ed era semplicemente impossibile rispondere a tutti. Ma sono sempre stata in stretto contatto con i miei amici più cari. Non so perché si è diffusa la notizia che fossi scomparsa».

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  ➣  Perché il tuo post su Weibo è scomparso?

(Con fermezza) «L’ho cancellato».

  ➣  Perché l’ha cancellato? «Come mai? Perché volevo».

  ➣  Ha avuto problemi con le autorità cinesi dopo quel post? «Prima di tutto vorrei dire che i sentimenti, lo sport e la politica sono tre cose distinte. I miei problemi amorosi, la mia vita personale non devono essere mescolati con lo sport e la politica. E lo sport non deve essere politicizzato, perché quando succede si voltano le spalle allo spirito olimpico e si va contro la volontà del mondo sportivo e degli atleti».

  ➣  Com’è stata sua tua vita dal 2 novembre? «Quello che doveva essere: niente di speciale…». 

  ➣  Lei è libera di viaggiare in Cina? La pandemia non è superata, ma potrebbe incontrare liberamente il signor Bach a Losanna quando sarà finita?

«In primo luogo, vorrei che le persone capissero davvero chi sono: sono una ragazza perfettamente normale, una tennista perfettamente normale. A volte sono serena, a volte sono felice, a volte mi sento triste. Posso anche sentirmi molto stressata o molto sotto pressione… Tutti i sentimenti e le reazioni che le donne provano, li provo e li sento anch’io. Mi sta chiedendo se posso viaggiare. Prima, quando andavo all’estero, era per gareggiare o per curarmi il ginocchio…». 

  ➣  Abbiamo un messaggio per lei dal giocatore francese Nicolas Mahut. Gli piacerebbe fare coppia con lei nel doppio misto al Roland-Garros. Accetterebbe?

(Ridendo) «Quando è? Temo di non essere abbastanza all’altezza. Il livello è molto alto tra i professionisti, va troppo veloce per me. Sarei molto sotto pressione. I requisiti atletici, la reattività, le capacità sono tutte altissime. Penso che tutto quello che posso fare è entrare a far parte di un circuito senior quando mi sarò ritirata. Ma lo ringrazio molto per avermi invitato. (sorride)». 

  ➣  Perché ha scelto di parlare con il presidente del CIO Thomas Bach anziché con la WTA?

«Non ho scelto niente. Come tutti, voi compresi, ho visto la dichiarazione sul sito ufficiale della WTA. Prima di allora, avevo ricevuto solo un’e-mail dal team di supporto psicologico, nessuno si era messo in contatto con me. Quando sono venuto a conoscenza della dichiarazione WTA, ho ricevuto una seconda e-mail e un messaggio di testo. L’ho trovato molto insolito. Perché avrei dovuto aver bisogno di supporto psicologico o qualcosa del genere? Non sapevo come prendere la cosa. Se gli psicologi WTA non sono riusciti a raggiungermi e pensavano che fossi scomparsa, penso sia stato un po’ eccessivo. Dopo aver letto quella dichiarazione, ho risposto personalmente al presidente della WTA, Steve Simon. Tutti mi hanno visto partecipare a un evento promozionale di tennis. È stato dopo quell’evento che ho ricevuto la notizia che il presidente del CIO, il signor Thomas Bach, desiderava chattare in video con me. Abbiamo deciso di chiacchierare quella sera stessa».

  ➣  Incontrerà il presidente Bach durante questi Giochi?

«Ringrazio profondamente il signor Bach che, durante la nostra video chat, mi ha invitato a cenare con lui durante queste Olimpiadi. Lo abbiamo fatto sabato scorso e abbiamo avuto una bella discussione. Mi ha chiesto se sto pensando di gareggiare di nuovo, quali sono i miei progetti, cosa ho intenzione di fare e così via. Quando ho scelto di sottopormi al secondo intervento chirurgico, il mio obiettivo era riprendere per le Olimpiadi. Speravo, sognavo di vincere una medaglia. Questa è la vita. Ha la sua giusta dose di rimpianti. Come dice il signor Bach, lo spirito olimpico non è solo vincere una medaglia; è anche una sfida umana per ognuno di noi, un incoraggiamento ad andare avanti».  

  ➣  Ha intenzione di assistere a qualche competizione durante questi Giochi?

«Sì! Preferirei di gran lunga giocare e non guardare! Sabato sono andata al curling. Mi piacerebbe anche andare a vedere il pattinaggio artistico, la danza sul ghiaccio mista. Voglio andare allo sci freestyle a vedere la nostra campionessa Eileen Gu, mi piace molto».  

  ➣  Cosa possiamo augurarle adesso?

«Se intende chiedermi cosa spero, io spero che gli antagonismi tra paesi del mondo con culture e sistemi diversi diminuiscano e che la comprensione reciproca si approfondisca. Spero che ognuno di noi possa vivere nella gioia e nella felicità. Auguro a tutti di affrontare, nel proprio percorso di vita, meno insidie ​​e più pace. Spero che ogni atleta in questi Giochi invernali possa dare il meglio di sé. Ovviamente auguro agli atleti cinesi di vincere molte medaglie».  

 

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