INGHILTERRA
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Una reputazione in gioco
Il Manchester United tornerà mai ai vertici del calcio inglese? se lo domanda Oliver Kay, una delle firme di punta per il calcio su The Athletic “Nei tempi bui degli anni ’80 – ricorda e racconta – il Manchester United era solito trasmettere uno spot pubblicitario nel programma ufficiale delle partite con lo slogan: “Questa stagione facciamo sul serio!” Divenne una barzelletta ricorrente tra i tifosi, quando lo slogan non solo venne mantenuto oltre i primi tristi mesi della stagione, ma anche in quella successiva. Eppure nel calcio c’era sempre stata la convinzione che lo United, caduto in declino dopo aver vinto la sua prima Coppa dei Campioni nel 1968, sarebbe risorto”
Ci riuscì in effetti con sir Alex Ferguson, non solo a risorgere ma a dominare, in Inghilterra e in Europa, un dominio che seguiva il ciclo del grande Liverpool di Fagan e Paisley, e che ci costringe a mettere un asterisco grosso così su tutte le Coppe europee assegnate durante l’assenza delle squadre inglesi, anche se questa faccenda non piace granché a noi italiani. “Questo è lo stesso sentimento – dice Kay – che vive adesso tra le avversarie”, l’idea cioè che lo United prima o poi risorgerà, “che l’ora più buia arriva appena prima dell’alba; che a un certo punto quel gruppo si rimetterà in sesto e ricomincerà a competere per i trofei più grandi; che le confuse strategie di reclutamento dell’ultimo decennio lasceranno il posto a qualcosa di coerente; che alla fine troveranno un allenatore in grado di conquistare cuori e menti per portare giocatori e tifosi in viaggio, smettendo di perdere completamente la strada. Questa è la sfida che attende Ruben Amorim, qualora decidesse di prendere il posto di Erik ten Hag, esonerato lunedì”.

Boh, chi lo sa, ribatte lo storico del calcio Jonathan Wilson dal Guardian. Prendere il posto di ten Hag sarebbe un rischio enorme per “la sua reputazione stellare”, perché “ricostruire una squadra e una cultura è un compito arduo”.
“Amorim – dice Wilson – non è Cristiano Ronaldo”, intendendo che non si tratta di una stella che si spegne. “Quando Ronaldo è tornato allo United nel 2021, la sua carriera da giocatore stava volgendo al termine, non era più adatto né al rapido contropiede preferito da Ole Gunnar Solskjær, né al pressing richiesto da Ralf Rangnick. Riuscire a scaricarlo in modo relativamente pulito è stato probabilmente il più grande risultato di Ten Hag all’Old Trafford. Amorim, al contrario, è un allenatore in ascesa. Il trentanovenne è probabilmente il più brillante della promettente generazione di giovani allenatori portoghesi, oltre a essere stato accostato al Manchester City, è stato preso in considerazione in estate dal Liverpool prima che si rivolgesse ad Arne Slot”.
Insomma, dice Wilson: chi glielo fa fare. Anche Ten Hag [“l’ultimo allenatore incapace di imporre uno stile”, Michael Cox, The Athletic] arrivò con una bella reputazione che si era costruito all’Ajax, e guardate dov’è finito. Gli chiedevano di fare pressing alto con Ronaldo e di tenere una linea alta di difesa con De Gea. “Se Amorim dovesse ottenere il lavoro, potrebbe essere costretto a giocare con 3-4-3 nel quale la linea di quattro è un diamante. Ma un diamante composto da Casemiro, Mainoo, Ugarte e Fernandes non sembra particolarmente sicuro. È questo il problema per chiunque entri. Questa è una squadra assemblata a caro prezzo senza grandi effetti. Ristrutturare lo United è un lavoro da onnipotenti, in un club che ha avuto la tendenza a masticare i suoi manager. Il Manchester United è sempre il Manchester United e c’è un fascino nel pensare di poter essere forse quello che arriva e fa funzionare di nuovo tutto, ma per un manager in ascesa è anche un rischio enorme. Se Amorim ha altre opzioni, farebbe bene a considerarle molto seriamente”.