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Le Olimpiadi sono diventate finanziariamente inaccessibili ed economicamente insostenibili. È una voce che gira, eh, gira più o meno da quando quasi tutti i paesi che le sobbarcano dopo un po’ devono aumentare le tasse. Quel che è successo alla Grecia dopo il 2004, non ne parliamo. Ma su questa verità adesso arriva il timbro dei due economisti Robert Baade e Victor Matheson, in un articolo pubblicato su Le Monde. Quando è cominciata questa corsa alle spese folli nel nome di cinque cerchi colorati? Le Monde ha una data: 1936. Ha iniziato Hitler. Con un conto che equivale a 541 milioni di dollari di oggi, i Giochi di Berlino progettati per celebrare il potere della Germania nazista costarono dieci volte di più di tutte le edizioni precedenti messe assieme. Montreal nel 1976 stabilì il nuovo record, con quasi 7 miliardi di dollari. Le ultime cinque Olimpiadi estive e invernali hanno tutte superato la soglia dei 10 miliardi, con Pechino 2008 andata sopra i 45 e Sochi 2014 sopra i 50. Rio 2016 aveva un budget iniziale di 3 e alle fine è costata circa 13. La Cina si è vantata di aver contenuto i costi dei Giochi invernali di Pechino 2022 entro i 3,9 miliardi di dollari.
Le Monde dice che i costi lievitano per altre due voci, la sicurezza e la corruzione. “L’assenza di gare d’appalto, il perseguimento di priorità politiche e il ruolo crescente della televisione hanno contribuito all’aumento delle spese. Le cerimonie di apertura e chiusura di Tokyo sono costate 159,7 milioni di dollari, rispetto ai 40 di Londra 2012 e ai 20 di Rio 2016”.
E del resto: capitalismo fa rima con olimpismo. Questo lo dice il giornale della gauche francese, Libération, in un articolo che racconta come 78 tra sponsor e mecenati hanno fatto girare 1,7 miliardi di euro per partecipare all’organizzazione dell’evento mondiale. È il 39 percento dei 4,4 miliardi di budget previsto. Sono i soli titolati a utilizzare per scopi promozionali e pubblicitari il nome delle Olimpiadi e il logo dei cinque cerchi. All’interno dei sostenitori esiste poi una gerarchia, che mette in cima alla piramide i 15 partner globali del CIO [tra cui Coca-Cola, Airbnb, Visa e Omega]: beneficiano di visibilità totale in qualunque momento. Seguono gli sponsor dei soli Giochi di Parigi divisi in tre categorie: sette partner sono premium, 13 sono partner ufficiali e 43 sono sostenitori ufficiali. Gli importi del contratto non sono pubblici, ma secondo la società Circle Strategy un premium versa in media 90 milioni, un partner ufficiale 33 e un sostenitore 4.