Il lavoro della Ferrari lo sta facendo la McLaren

Max Verstappen ha vinto anche il Gran Premio dell’Emilia-Romagna di Formula 1, arrivando a Imola davanti all’inglese della McLaren Lando Norris, ma stavolta con un margine assai ridotto, solo 8 decimi.  Al terzo posto Charles Leclerc su Ferrari, staccato di 8 secondi scarso, quarto Oscar Piastri sull’altra McLaren e quinto l’altro ferrarista Carlos Sainz. Per Verstappen si tratta del quinto GP vinto su sette. È ovviamente in testa alla classifica generale.

 

SETTE CILINDRI | I bicchieri mezzi pieni o mezzi vuoti di Maranello

DI ROBERTO LIBERALE

 

ARTEFICI  Comunque Max

«La Formula Uno è uno sport semplice: 20 uomini si rincorrono a bordo di macchine velocissime per 300 km. E alla fine vince Verstappen».

Parafrasando Gary Lineker e la sua famosa affermazione degli anni ’90 dedicata alla nazionale tedesca di calcio, si può velocemente racchiudere quanto visto nel GP dell’Emilia-Romagna 2024. Stavolta Max e la sua Red Bull non sembravano i più forti. Non è stato un weekend semplice per la scuderia di Horner e Marko, ma la classe del suo pilota di punta ha risolto delle difficoltà in pista che stavano per portare Lando Norris alla sua seconda vittoria consecutiva. Verstappen sembrava davvero felice della sua 59esima vittoria, arrivata con soli 7 decimi di vantaggio sulla McLaren, e con la spada di Damocle dei track limits, già superati troppe volte dal pilota olandese: avrebbero portato a una fatale penalizzazione se passati ulteriormente. Che la Red Bull non fosse l’astronave a cui siamo stati abituati lo dimostra il passo di Pérez, giunto ottavo a 55 secondi dal suo caposquadra, quasi 9 decimi al giro. 

Di sicuro Max ha avuto il vantaggio della pole position, ottenuta anche grazie all’aiuto di Hulkenberg che ha offerto (in)volontariamente la sua scia a Verstappen durante il giro veloce. Secondo la Gazzetta dello Sport, il guadagno non dovrebbe essere stato superiore a mezzo decimo di secondo. Considerato che, dopo la retrocessione di Piastri, in seconda posizione in griglia partiva Norris, più lento di 0”091, come si faccia ad affermare che la scia sia stata decisiva per la pole resta un mistero. Piuttosto il vero mistero in casa Red Bull torna ad essere Checo Pérez, in difficoltà sin dalle qualifiche del sabato, nelle quali non è riuscito ad andare oltre la Q2. 

Dopo l’addio di Newey, a Milton Keynes ci saranno tante novità. Horner e Marko puntano a tenersi ben stretto Verstappen, il quale però è costretto fare sempre tutto da solo. Dopo sette GP, il vantaggio Red Bull in entrambe le classifiche è già molto consistente, anche se i soli tre secondi posti di Perez hanno tolto pochi punti agli avversari di Max. Ecco perché le possibilità di permanenza di Checo in Red Bull si assottigliano sempre più.

 

MEDUSE  Le sbavature di Monsieur Leclerc

Le speranze della Ferrari e dei suoi tifosi, alimentate dai tanto pubblicizzati aggiornamenti portati in pista ad Imola, si infrangono contro la bravura di Verstappen e Norris, che erano a bordo di monoposto stavolta non così superiori alla Ferrari. Beh, poi ci si è messo anche un errore di Leclerc, andato sull’erba alla variante dedicata a Fausto Gresini quando era molto vicino a Norris. 

Resta da capire quanto questa uscita di pista abbia pesato sul risultato finale, anche se la recente carriera di Leclerc è un po’ troppo caratterizzata da queste sbavature in momenti topici. La Ferrari ha comunque fatto il suo dovere e il distacco dalla Red Bull ormai è minimo, appena 8 secondi in 63 giri. Nel frattempo Leclerc si è ripreso la leadership della scuderia, anche perché Sainz non è stato capace di reggere il ritmo dei primi tre dopo l’undercut subito da Piastri, entrato ai box prima del pilota spagnolo. Sainz, ormai separato in casa al di là dei proclami reciproci, è in cerca della prossima scuderia, che giustamente si aspetta ambiziosa quanto lui e adeguata al suo nuovo ruolo di plurivincitore di Gran Premi.

 

PROSPETTIVE  La crescita continua della McLaren

McLaren di nuovo sugli scudi, anche se Norris è tornato alla cara vecchia abitudine del secondo gradino del podio, raggiunto per la nona volta in carriera. Zak Brown ha affermato che «con due giri in più Norris avrebbe vinto». 

Forse sarebbe più corretto dire che se la rincorsa fosse iniziata due giri prima Norris avrebbe avuto più chance. La McLaren è però la scuderia più in forma, il secondo posto di Norris a 7 decimi e il quarto di Piastri a 14 secondi ne hanno fatto la scuderia mediamente più veloce a Imola. E con 30 punti il team capitanato da Andrea Stella è anche quello che ha fatto più punti in Emilia-Romagna. Una crescita continua che potrebbe portare a nuovi exploit nei prossimi Gran Premi, soprattutto perché la McLaren sembra anche avere la coppia di piloti meglio assortita.

 

MAMELISMI  No, Kimi Sinner anche no

Le altre scuderie stanno a guardare. O almeno così sembra. Mercedes e Aston Martin sono attardate in classifica costruttori, così come i loro piloti nella classifica specifica. Dopo una qualifica che ha visto arrivare in Q3 entrambe le RB di Tsunoda e Ricciardo, e la Haas di Hulkenberg, la gara ha ristabilito quelle gerarchie che vanno avanti da tempo, con la sola RB di Tsunoda a punti. La Mercedes, dopo l’addio di Hamilton, è alla ricerca del suo sostituto. Campagne di stampa vorrebbero sin dal 2025 il giovanissimo Kimi Antonelli al posto di Lewis. Interessante è invece il punto di vista di Carlo Vanzini e Marc Gené, espresso su Sky Sport F1 subito dopo la fine del Gran Premio: «Per questi ragazzi (Bearman e Antonelli ndSl) c’è tanta distrazione da questa Formula Uno. Una bella distrazione per carità. Dispiace perché sono ancora nella Formula 2, e già si parla della Formula 1, mentre sarebbe bello vederli in Formula 2 per correre in quella categoria e conquistare podi e vittorie. Penso che ci sia un po’ troppa pressione per entrambi, soprattutto per Kimi».

In fondo si tratta di ragazzi molto giovani, ed ascoltare anche dei messaggi letti in diretta su Sky Sport F1 durante la Sprint F2 del sabato, in cui i tifosi italiani azzardavano un paragone tra Sinner e Kimi Antonelli come futuri numeri uno dei rispettivi sport, non fa stare tranquilli sul futuro, soprattutto mediatico e social, del giovane pilota bolognese non ancora maggiorenne. Derubricare il tutto a “fame di vittorie da parte dei tifosi italiani” spaventa, nell’ottica di una incombente calcistizzazione anche della Formula Uno.

TENDENZE Le notti ai simulatori

Un cilindro a parte merita l’esplosione del Motorsport virtuale, nel quale, tanto per cambiare, primeggia ancora una volta Verstappen. Infatti Max, oltre Imola, vince anche la 24 ore virtuale del Nürburgring, insieme al suo team di “gioco”. Chi pensa che si tratti della solita roba da nerd si sbaglia. Molti piloti di Formula Uno, tra cui Norris, partecipano alle gare online, anche se per Verstappen si tratta di una autentica passione. Tanto che a Imola ha portato con sé il suo simulatore e lo ha installato nel suo camper. I piloti sono degli eccezionali testimonial per questo sport virtuale, trovarseli di fronte in qualche gara online non è così raro.

Secondo alcuni analisti, in particolare Grand View Research, la dimensione del mercato globale dei simulatori di gioco passerà dai 4,5 miliardi di dollari del 2020 ai 10 miliardi di dollari del 2027. Il progresso nella tecnologia di simulazione offre ormai un’esperienza di guida davvero coinvolgente, e sempre più piloti si tengono in allenamento col simulatore personale. Addio notti brave da piloti playboy. Oggi i millennial le notti in bianco le passano davanti agli schermi dei simulatori.

 

DISCUSSIONI La distanza tra il tifo e la passione

Il pubblico di Imola è apparso genuino e appassionato, a parte qualche fischio inopportuno a Verstappen durante le prove. Alla domanda di Camicioli, sempre su Sky Sport F1, se l’Italia è la casa della Formula Uno, ancora Carlo Vanzini ha risposto: «Sicuramente in Italia c’è una passione maniacale, la Ferrari è qualcosa che non si ferma all’Italia, lo vediamo in giro per tutto il mondo. Sarebbe bello vedere questa passione e questa partecipazione anche nei weekend sui circuiti italiani quando non c’è la Formula 1. Vorrebbe dire che la nostra cultura sportiva raggiunge un livello un po’ più alto. Siamo tutti capaci di esser tifosi della Formula 1, però è bello e auspicabile portare i figli nei weekend sui circuiti vicino casa». Sette Cilindri condivide. Sempre nell’ottica di separare il tifo dalla passione, che sono parenti, ma non sono la stessa cosa.

 

PROSPETTIVE  Il futuro di Imola e dei circuiti storici

Il destino di Imola nel futuro della Formula Uno non sembra roseo. Benché si tratti di uno dei circuiti preferiti dai piloti, in cui alla guida si deve essere perfetti, dopo il 2025 potrebbe uscire dal giro. Secondo Formula Passion, «non è l’unica, nonostante gli sforzi enormi degli organizzatori, a rischiare il posto in calendario. A farle compagnia c’è Barcellona per esempio, ma anche Spa e Zandvoort non se la passano granché bene. A questo si aggiungono altri Paesi europei ‘storici’ come Francia e Germania». Sempre secondo Formula Passion, la soluzione potrebbe essere quella di dedicare uno slot del calendario ad un Gran Premio d’Europa itinerante. Raggruppando magari tre o quattro circuiti europei che si alternino una volta per uno, ospitando la propria gara e dando senso proprio al concetto di Gran Premio d’Europa. 

Di sicuro è un peccato non vedere più Le Castellet, Estoril, Hockenheim, Nürburgring e tanti altri circuiti che hanno fatto la storia della Formula Uno. Al loro posto più Stati Uniti e Medio Oriente. Sarà difficile chiedere a Liberty Media, che ha rilanciato la F1 di rinunciare a quella fetta di mercato. Però nessuno sport può cancellare totalmente la sua storia.

 

   PUZZLE  CHE COSA SI DICE IN GIRO

 

  IL SIGNORE DELLA SCALTREZZA

Jacopo D’Orsi, La Stampa: In due giorni Verstappen ha eguagliato Senna (8 pole di fila), Prost (7 in avvio di stagione) e Schumacher (3 trionfi in serie a Imola), superando Hamilton: 30,7% di successi contro il 30,4% di Lewis. Non si può rendere meglio l’idea di quanto questa vittoria sia un capolavoro, stavolta alla zoppicante Red Bull è servito il miglior Super Max: furbo nel succhiare la scia di Hulkenberg in qualifica, spietato al via nell’approfittare di un Norris come sempre in soggezione, perfetto nel non piazzare una virgola fuori posto quando i 5″ di penalità erano dietro l’angolo (track limits). Mai visto esultare tanto

 

  IL GAP DELLA FERRARI  

Daniele Sparisci, Corriere della sera: I  progressi della McLaren infatti hanno ridimensionato la portata delle novità di Maranello, John Elkann era presente alla gara di casa. Il «pacchetto» Imola era stato preparato con due obiettivi: agganciare la Red Bull e respingere l’assalto della scuderia di Andrea Stella, ha portato miglioramenti ma non abbastanza. Dall’obiettivo pole si è scivolati verso una seconda fila che ha cristallizzato le posizioni — qui i sorpassi sono merce rara— relegando la Ferrari al ruolo di terza forza, nonostante il balzo di Leclerc, ora secondo in classifica. Di più: una strategia discutibile ha permesso a Piastri di passare Sainz al pit-stop. Gli sviluppi contano, ma il confronto si è spostato anche sul lato umano: la differenza la fanno i piloti (ieri Max), gli ingegneri che preparano la vettura al simulatore e quelli in pista

 

  L’EFFETTO NEWEY

Gianluca Gasparini, la Gazzetta dello sport: A Woking stanno lavorando molto bene, e non a caso in loco c’è un buon numero di tecnici di provenienza Red Bull, a partire dal capo progettista Rob Marshall e dall’aerodinamico Peter Prodromou. Una vera scuola, quella di Milton Keynes. Con un professore conosciusto da tutti, ovvero Adrian Newey. Il genio inglese, Imola lo ha confermato, serve più che mai alla Ferrari Da quando il suo addio è stato ufficializzato, il dominio della Red Bull non è sembrato più tale e di colpo Verstappen, per vincere, deve operare un mezzo miracolo come quello di ieri. Un caso, forse. Ma a Maranello non c’è più tempo da perdere.

 

  PAROLA D’ORDINE: RIMANDARE

Giorgio Pasini, Tuttosport: La coperta è corta? Probabilmente. La Ferrari e gia battuta? No, ma intorno a Maranello echeggia troppo il pensiero del 2025, di quello che verrà. In questo il merito di aver strappato alla Mercedes il totem Lewis Hamilton, il tecnico top Serra e il manager D’Ambrosio, per non parlare della grande attesa per l’annuncio dell’ingaggio di Newey, rischia di diventare una colpa: spostare tutto al prossimo anno. Una cosa già vista da tanto, troppo tempo.

 

  DOVE VA IL MONDO E DOVE VA LA FERRARI

Mauro Coppini, Corriere dello sport-stadio: In poco tempo i distacchi sono passati dai secondi ai decimi e ai centesimi. Ma proprio per questo la competitività è destinata a crescere e riguarda piloti e costruttori. Piloti perché la gioventù, nata e cresciuta con i simulatori, sembra destinata a prendere il campo. Abituati come sono a “giocare” con i limiti per eccesso. E costruttori, per costruire quella “casa comune” tra tecnici ed ingegneri che non ammette gerarchie. In questo senso la Ferrari sembra avere preso un’altra strada. Con la caccia a Adrian Newey, grande ingegnere della Red Bull ma deciso a rimanere in Inghilterra e a lavorare a distanza e con l’acquisizione di un pilota, Lewis Hamilton, dalla grande storia e dall’incerto futuro

 

  L’UFFICIO FACCE

Umberto Zapelloni, il Giornale: La faccia di Leclerc è quella di chi è invitato al brindisi, ma non riesce a divertirsi perché pensa alla fidanzata rimasta a casa («in gara bene, ci è mancato qualcosa in qualifica»). Ci ha provato ad essere aggressivo dopo il cambio gomme, ma poi dopo il lungo alla Gresini ha dovuto lasciar perdere, mentre là davanti si stava scatenando lo show. Almeno con Charles la strategia ha funzionato, mentre a Carlos il cambio ritardato è costato una posizione su Piastri  Quella di Imola, pur essendo dedicata a Enzo e Dino, non è una pista favorevole alla Ferrari, aspettiamo prima di dare il giudizio finale sulla nuova SF-24 che comunque è meglio della vecchia.

 

  GLI EQUILIBRI E I COMPROMESSI

Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: Se Leclerc fosse partito davanti a Norris è probabile che davanti avrebbe concluso. Il che significa che l’equilibrio si è fatto sottilissimo, giocato su uno, due decimi il sabato, da chi guida macchine in costante evoluzione. La SF-24 vista ieri non è una versione B della vettura che ha iniziato la stagione, ha proposto una serie di modifiche efficaci sul passo, non sulle rette. Il fatto è che un po’ tutti cercano un compromesso ideale su ogni tracciato, consapevoli di poter prevalere o meno, di un nulla, tappa dopo tappa

 

  VIVA L’ITALIA

Leo Turrini, Resto del Carlino: Lo dico subito: ha vinto Imola. La gente. La folla. Il pubblico. Non era scontato, per una Formula Uno ormai da anni dominata dai Bibitari. Ha vinto Imola, con quello spettacolo di colori che era un omaggio ad una passione antica, nel presente condivisa anche da tantissimi.

 

  E VIVA SENNA

Alessandra Retico, Repubblica: Proprio nel trentennale dalla scomparsa di Ratzenberger e Senna: Sebastian Vettel prima della gara ha girato sulla McLaren MP4/8 guidata dal brasiliano nel 1993. Emozionatissimo, il tedesco: «Ayrton è stato un simbolo potente, d’ispirazione per lo sport e per il suo paese, per i bambini. Il motorsport è una piattaforma incredibile per portare messaggi, io purtroppo l’ho scoperto un po’ tardi. Torno in F1? No, ritirarmi è stata una scelta difficile ma ne sono felice, anche se alcune cose mi mancano».

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.