I gol della Champions, il colpo di Scandicci a Conegliano – Lo Slalom del 17 aprile

 

 

23.40

I gol della Champions

EUROGOL

Avremo dunque in semifinale due squadre tedesche come non succedeva dal 2020, una sola squadra spagnola come un anno fa, una francese dopo tre edizioni senza. La Premier inglese è fuori. Aveva preso per sé 7 posti su 12 in finale dal 2018 in avanti, stavolta fa un balzo all’indietro, alla stagione della pandemia chiusa nella bolla in Portogallo, oppure al trienni 15-17 con una sola squadra in semifinale [il Manchester City] su 12 posti disponibili. 

Il Bayern torna in semifinale dopo tre eliminazioni consecutive ai quarti, il Borussia Dortmund non la gioca dal 2013 e il PSG dal 2021. L’ultima volta che in semifinale non c’erano né Messi né Ronaldo né Guardiola, la Coppa finì in Baviera. 

23.30

Il saluto di Bruno Rezende a Modena dopo 13 anni

PALAZZETTI E DINTORNI

 


22.54

Il colpo di Scandicci a Conegliano

PALAZZETTI E DINTORNI

Dopo oltre 45 partite senza perdere, a due settimane dalla finale di Coppa dei Campioni contro Milano, Conegliano si sc opre all’improvviso vulnerabile. Aveva perso Gara-4 di semifinale a Novara, adesso una sconfitta in casa in gara-1 di finale contro una sorprendentissima e spettacolare Scandicci [22-25, 25-16, 22-25, 26-24 e 15-17]. Dalla Toscana andrà via il coach Massimo Barbolini, andrà via pure la fuoriclasse cinese Zhu Ting, “tornata prepotentemente alla ribalta dopo un lungo periodo di dolore e fatica“ [Carlo Lisi, Corriere dello sport-stadio], ma non è arrivato il momento per pensarci. La serie al meglio delle 5 è cominciata con 31 punti di Ekaterina Antropova [5 ace e 3 muri] per replicare ai 34 di Isabelle Haak [3 muri e 3 ace]. Zhu Ting ha chiuso con 15 punti, Marina Lubian ne ha fatti 13. “Partita epica“ secondo il sito della Lega. Sabato sera Gara-2. 

 


  NON CI POSSO CREDERE   In serie A si corre eccome

Sarà un problema da domani lamentarsi del ritmo del calcio italiano, dell’intensità del calcio italiano, della velocità del calcio italiano, sarà un problema continuare a disprezzare una serie di parametri scientifici senza avere dei dati in mano, perché ora i dati ci sono e smentiscono le nostre percezioni. Il numero 460 del CIES Football Observatory Weekly Post ha messo in fila 30 campionati di tutto il mondo secondo un “indice di corse veloci”, basato su tre variabili fisiche misurate da SkillCorner: sprint, velocità e accelerazioni. Le variabili prese in considerazione sono la frequenza delle corse ad alta velocità (≥25 km/h per ≥0.7”), la velocità massima media raggiunta dai giocatori e la frequenza delle loro accelerazioni (>=10.8km/h/s per ≥0,7”). 

Ebbene, sorpresa delle sorprese, meraviglia delle meraviglie, alle spalle della Premier League prima e della serie B inglese seconda, si piazza la serie A, davanti al campionato olandese e al resto d’Europa. 

La serie A si piazza auarta nello sprint dietro la B inglese, il Portogallo e la Svizzera; terza nella velocità dietro Inghilterra e Brasile; settima per accelerazioni in una voce che vede primeggiare la B inglese, la Premier e la B francese. 

La Serie B italiana è penultima, davanti alla sola Primera División argentina. Tra i club, i valori più alti sono stati registrati per il Chelsea, davanti al Tottenham e ad altri sei club inglesi, tra cui Liverpool, Manchester United e Leicester. I migliori indici fuori dall’Inghilterra sono stati misurati per il Rayo Vallecano nella Liga, per il Bayern Monaco davanti al Bayer Leverkusen in Bundesliga, per lo Strasburgo davanti al PSG in Ligue 1, per il Sassuolo in Serie A. 


  LA DOMANDA DI OGGI 

Malagò davvero pensa che l’Italia sia un modello nel gender gap?

 

 ➣  Sarà l’Olimpiade della parità di genere con lo stesso numero di uomini e donne ai Giochi, strada che anche l’Italia sta percorrendo. 

«Siamo 110 a 109 in questo momento. Al di là dei numeri, che possono essere condizionati da una squadra in più o in meno che si qualifica all’ultimo momento, conta il messaggio che diamo al Paese». 

 ➣  Vuol dire che lo sport italiano è un passo avanti rispetto all’Italia? 

«Non solo sulla parità di genere. Prendiamo i successi dell’atletica, ottenuti anche con gli italiani di seconda generazione. Eppure viviamo una contraddizione enorme». 

 ➣  Quale? 

«Otteniamo risultati con le strutture peggiori del mondo. Non lo dico io ma gli stessi organismi che rappresentano lo sport a livello governativo. Quanto può durare?» 

 ➣  Chi si fa carico dello sport in Italia? 

«Le Asd (Associazioni sportive dilettantistiche, ndr): tutto è sulle loro spalle, fanno un lavoro encomiabile e sono state le più colpite da quello che è successo negli ultimi anni. Loro sono la nostra forza, che nasce dalla debolezza dovuta all’assenza dello sport a scuola su cui si continua a fantasticare. Preferisco stendere un velo pietoso». 

 ➣  A proposito: chi arriverà dopo Malagò? O forse dovremmo partire dal “quando” il Coni avrà un nuovo presidente. 

«A oggi la legge dice che tutti sono ricandidabili, anche i presidenti di federazione e del Cip, a eccezione del presidente del Coni. Se il Governo ritiene che questa sia una cosa giusta, io sono sereno e tranquillo. Dico però che pochissimi mesi dopo la scadenza del mandato al Coni, fissata al 30 maggio 2025, abbiamo l’Olimpiade in casa con un tema di competenze, ruoli, ma anche di statuto e atti formali. In questo momento c’è anche la coincidenza che la carica di membro del Cio e presidente del Coni è unica».

[intervista di Paolo De Laurentiis, Corriere dello sport-stadio]

 

In oltre cento anni di storia dello sport nazionale, dalla nascita delle prime federazioni (la prima in assoluto fu la ginnastica nel 1869) per arrivare alle attuali 48 sono stati circa 800 i ruoli di presidente che mai sono stati ricoperti da una donna. Solo nella recente tornata elettorale è arrivata l’eccezione che conferma la regola, con l’elezione di Antonella Granata alla federazione squash e Laura Lunetta alla federazione danza sportiva. Molti i presidenti che hanno superato i tre mandati (ogni mandato dura 4 anni) con punte record di gestione del potere di 8 mandati (federazione pattinaggio a rotelle e tiro a volo) a dimostrazione che il sistema patriarcale discrimina le donne e accetta di non rigenerarsi.

Ovviamente mai una donna è stata presidente del Coni. Con confini tracciati da questi presupposti e scolpiti nella pietra di un sistema elettorale esclusivo, è piuttosto scontato che in territorio italiano (ultima ricerca del Censis) dei 4.708.741 atleti tesserati nelle diverse Federazioni, le donne siano appena il 28%, le allenatrici il 19,8% e le dirigenti di società il 15,4%.

[Antonella Bellutti, Domani, 10 marzo]

 

 ➣  Presidente Malagò ha ancora significato la definizione tregua olimpica? 

«Non parlarne significa abdicare alla realtà dei fatti, credo che il governo delle istituzioni dello sport debba fare l’impossibile per mantenere vivo il significato. Più che anacronistica, la tregua olimpica è molto complicata». Gli atleti russi e bielorussi gareggeranno ancora senza bandiera e inno.  

➣  Decisione inevitabile o si sarebbe potuto allentare la presa? 

«Troverai sempre qualcuno per cui si doveva fare di più o diversamente, ma il fatto che sia ucraini sia russi siano insoddisfatti ci fa capire che questa soluzione è la meno peggio». 

 ➣  Come già a Tokyo, sfilerà la Palestina: alta tensione? 

«La speranza è che in questi 100 giorni i missili possano lasciare spazio alla diplomazia. Spero in uno spiraglio che possa evitare questo massacro quotidiano. Alternative non ci sono, peggio sarebbe lasciare a casa israeliani o palestinesi». 

 ➣  Avremo il portabandiera o i portabandiera come a Tokyo dove sfilammo dietro a Jessica Rossi ed Elia Viviani? 

«Un comitato olimpico nazionale può fare quello che vuole, ma se il presidente è membro Cio, come lo sono io, più che sbagliato è inelegante non seguire le indicazioni in tema di gender equity. A maggior ragione, poi, se i prossimi Giochi saranno in casa nostra». 

 ➣  Il Coni prevede che siano olimpionici: vale sempre? 

«Ho un’idea ma fino al 22 aprile, quando la comunicherò alla Giunta, me la tengo. La regola della medaglia d’oro non è scritta, ma è una consuetudine che ci piace mantenere». 

[intervista di Paolo Brusorio, La Stampa – tutta qui]


IL NOME DEL GIORNO  Amanda Brown

Amanda Brown, nuora dell’ex nazionale irlandese Davy Tweed, dice che non si può perdonare un mostro. È una delle vittime dell’ex seconda linea della nazionale irlandese anni ’90. Alla sua morte, tre anni fa, ha trovato il coraggio di raccontare pubblicamente gliabusi subiti dall’uomo che era il suo patrigno. 

Stamattina ne scrive L’Équipe. “Sul termosifone di un piccolo padiglione alla periferia di Belfast, la divisa da rugby di un ragazzino si sta lentamente asciugando: maglia e pantaloncini, calzini a righe. “È mio figlio, ha 6 anni – dice Amanda Brown – è troppo piccolo per capire». Fino a qualche mese fa Amanda Brown non voleva più sentir parlare di questo sport: «In fondo ritenevo il rugby in parte responsabile delle violenze che avevo subito; Da bambina, me ne stavo in disparte quasi ogni fine settimana per vedere la gente applaudire e ammirare la persona che mi aveva ferito così tanto. A scuola era lo stesso: vedevo questo rispetto per lui negli occhi dei miei compagni e la cosa peggiore è che mi sono buttata in questo gioco perché non volevo che nessuno scoprisse cosa stava realmente succedendo. Avevo paura di cosa sarebbe successo alla mia famiglia, era un uomo molto violento. Mi ha terrorizzata»  [tutto qui]


TITOLI E FRAMMENTI

Gli odori del mercoledì

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L’ALLORO  L’Inter di Inzaghi vista da Massimo Moratti

«Il bel gioco è la sua caratteristica principale. Piacevolissima da vedere, a volte mi ricorda l’Inter di Herrera: io consideravo meraviglioso per certi versi il gioco tutto verticale di Herrera, ma questa Inter con un sistema sicuramente diverso, se vogliamo moderno, lo esprime al meglio».
Se l’aspettava così forte? 
«Dopo la finale di Champions era chiaro che fossi più convinto che si potesse arrivare a un traguardo prestigioso, come la seconda stella, ma forse per scaramanzia o prudenza non volevo essere così sicuro. Ma fin dalle prime partite si è compresa la vera dimensione dell’Inter». 
Chi mette sul suo podio nerazzurro? 
«Barella, Dimarco e Lautaro». Le motivazioni. «Barella ha avuto una crescita fantastica nel controllo del gioco e dei tempi. Coraggioso e generoso, non lo vedi mai al risparmio. Dimarco rappresenta la volontà, il senso di appartenenza, un valore che ha trasmesso ai tifosi. Lautaro è la classe, il senso del gol, il dribbling, un attaccante di grandissima qualità».
[intervista di Daniele Dallera, Corriere della sera]

 

  L’INCENSO I programmi per la festa
Se, come si augura il mondo nerazzurro, il titolo dovesse arrivare lunedì 22, la squadra festeggerebbe pubblicamente il giorno dopo: previsto un bus scoperto, con partenza da San Siro e arrivo al Duomo, il cui percorso nel dettaglio deve essere ancora definito. Dopo l’arrivo in piazza, la squadra saluterà i suoi tifosi dalla Terrazza 21: previsto anche un Dj set. Se invece la conquista dello scudetto dovesse slittare alla gara interna con il Torino del fine settimana successivo, la parata in bus avverrebbe la sera stessa del match, per il quale l’Inter è pronta a chiedere che venga giocato non in orario notturno. Il concerto Il secondo momento dei festeggiamenti avverrà più avanti. Servirà un po’ di pazienza, fino al 19 maggio (data da confermare una volta stilati anticipi e posticipi). È il giorno dell’ultima gara in casa dell’Inter, in programma c’è la sfida alla Lazio. Ma l’avversario poco importa. È quel che avverrà a margine della partita che interessa. E così, per celebrare la consegna ufficiale della coppa del campionato, l’Inter sta organizzando un maxi concerto. Non un solo cantante sarà chiamato a salire sul palco, sarà un vero e proprio festival nerazzurro: presente Ligabue, molto probabili pure le esibizioni di Max Pezzali, Andrea Bocelli e Tananai.

 

LA MENTA  Matilde Villa

Matilde Villa va tra le professioniste d’America. Sarà una giocatrice delle Atlanta Dream, scelta al terzo giro, col numero 32. Ha 19 anni, di Carate Brianza, play di Venezia, studia Scienze della Comunicazione. È la nona italiana di sempre chiamata in WNBA dopo Catarina Pollini [Houston 1997], Susanna Bonfiglio [Phoenix 2002], Laura Macchi e Raffaella Masciadri [Los Angeles Sparks 2004], Francesca Zara [Seattle 2005], Kathrin Ress [Minnesota 2007], Cecilia Zandalasini [Minnesota 2017], Lorela Cubaj [New York Liberty 2022].  

Villa  stamattina ne ha parlato con Cosimo Cito su Repubblica. 

«Ora sono super-focalizzata sul finale della stagione, voglio chiuderla al meglio e vincere il campionato. Quest’estate ci sarà anche la nazionale U20, è il mio ultimo anno. Ora devo pensare a tutto, è avvenuto così all’improvviso da lasciarmi senza fiato. Ero con alcune compagne, ho visto sfilare nomi incredibili, da Caitlin Clark a Kamilla Cardoso, a un certo punto avevo perso un po’  le speranze. Ho sentito prima l’urlo delle mie compagne, poi ho capito. Ho chiamato subito la mia famiglia. Sono momenti che non si dimenticano. Anche mia sorella Eleonora è negli Usa, gioca e studia al college a Washington. Ci siamo viste poco purtroppo ultimamente, quando sarò là avremo sicuramente più occasioni. E questa è una delle cose più importanti». 

  RHUM  I 70 anni di Riccardo Patrese
Papà era commerciante, mamma voleva che si laureasse. Ma Riccardo Patrese ha scelto i motori. «Con il trasferimento da Padova a Badia Polesine mio padre liquidò le attività che erano state il business di famiglia. Quanto agli studi, mi iscrissi a Scienze Politiche per non deludere mia madre, ma l’approdo in F1 chiuse ogni discorso. La laurea l’avrei presa volentieri, però la verità è che ho lo sport nel Dna: sciavo, nuotavo alla Rari Nantes Padova, dove trovavo Novella Calligaris, ed ero bravo. Ma il nuoto era in conflitto con il kart e lo lasciai». In F1 256 partenze, 37 podi, 6 vittorie. Ma il titolo l’ha solo sfiorato. «Mi manca. Ripenso alla chimera Ferrari e al Mondiale vinto da Nelson Piquet con la Brabham: il suo posto l’avevano offerto prima a me e nel 1981 forse avrei vinto. E magari pure nel 1980, se non fossi finito alla Arrows. Nel 1983, invece, ho perso io la chance andando a sbattere a Imola: assieme a Nelson ero in lizza per il ruolo di anti-Prost».  [Flavio Vanetti, Corriere della sera]

 

ZOLFO   La fronda contro Domenech
Mercoledì si è riunito un comitato direttivo straordinario dell’Unecatef, il sindacato degli allenatori francesi, per discutere ufficialmente le condizioni alle quali dovranno svolgersi le elezioni presidenziali il 6 maggio, in particolare dell’uso dei voti elettronici. Ma dietro le quinte, sostiene L’Équipe, sta prendendo forma quello che sembra un colpo di stato per spodestare Raymond Domenech, l’attuale presidente, accusato di essersi appropriato dell’organo per fini personali. 


TENNIS

La controprova per Nadal

  LE GUIDE INUTILI DI SLALOM  | BARCELLONA

①  Il secondo turno del torneo continua a Barcelona Rafa Nadal in programma sul Campo Rafa Nadal come terzo match del giorno, contro il numero 11 del mondo Alex de Minaur. Nadal può diventare il giocatore più anziano a raggiungere il terzo turno nella storia del torneo. Non batte un top-20 da novembre 2022. È avanti 3-1 negli scontri diretti, ma de Minaur ha vinto l’ultimo alla United Cup dell’anno scorso. Nessun australiano ha mai battuto Nadal su campi in terra battuta [12 sconfitte su 12]. 

Oltre a Nadal, giocano altri quattro spagnoli: Alejandro Davidovich Fokina vs Tomas Machac, Roberto Carballes Baena vs Lorenzo Musetti [semifinale un anno fa]. Jaume Munar vs Jordan Thompson e Roberto Bautista Agut cerca la sua 400esima vittoria in carriera contro Andrea Vavassori.

②  C’è l’esordio di Casper Ruud, testa di serie numero 3. Arriva a Barcellona con l’adrenalina del successo di Monte-Carlo su Novak Djokovic. Incontra Alexandre Muller. Con una vittoria eguaglia le 25 stagionali di Jannik Sinner. Muller non ha mai battuto un Top-20. 

③ Con la coppa di Monte-Carlo imbarcata nella stiva dell’aereo, Stefanos Tsitsipas è arrivato a Barcellona e oggi incrocia l’austriaco Sebastian Ofner, che non hai mai battuto un Top-10 in carriera. 

 

AGGIORNAMENTO

L’applauso di Barcellona sul campo Rafa Nadal per Rafa Nadal. Ha perso in due set da de Minaur, attento solo a non farsi male, come ha raccontato lui stesso alla fine. Lo ha chiamato un passo avanti, ma verso cosa? Ha detto che non era il giorno giusto per lasciare tutto sul campo, lasciare tutto e morire. Vuole darsi la possibilità di farlo tra qualche settimana, almeno provarci, così ha detto. A Madrid andrà un po’ meglio, a Roma un po’ di più, a Parigi sarà il giorno. Adesso in pubblico lo chiama il momento giusto per provarci. dentro di sé pensa che sarà il momento giusto per salutare. L’applauso di Barcellona è stato l’ultimo. Lo hanno capito tutti, anche se dirselo è dura.

 


6.55

Che cosa vedere oggi in tv

IL TELECOSLALOM

TENNIS

10.00   ATP Bucarest, ottavi di finale – su Sky

11.00  ATP Barcellona e München – su Sky

11.30  WTA Rouen – su Sky

12.30  WTA  Stoccarda – su Sky

FRONTIERE

12.00   Mondiali di snooker, qualificazioni – in streaming su Eurosport e Discovery+

RUOTE

12.35  Tour of the Alps, 3. tappa – su Eurosport e Rai Play

14.25  Freccia Vallone maschile – su Eurosport e RaiSport  

16.50  Freccia Vallone femminile – su Eurosport e RaiSport

VITE OLIMPICHE

14.30   Qualificazioni olimpiche di tiro a segno, carabina maschile 10 metri – in streaming sul canale YouTube di ISSF)

16.00  Qualificazioni olimpiche di tiro a segno, carabina femminile 10 metri – in streaming sul canale YouTube di ISSF)

ACQUE

19.00  Serie A1 pallanuoto femminile: Roma-Padova – su RaiSport 

PALAZZETTI E DINTORNI

19.00  Europe Cup basket, finale d’andata: Chemnitz-Bahcesehir – in streaming sul canale YouTube della FIBA)

20.00 Champions League basket, Gara-3 quarti di finale: Tenerife-Tofas – su DAZN 

20.00 Serie A1 femminile di basket: Roma-Schio – in streaming su LBF 

20.30 Finale scudetto femminile di pallavolo, Gara-1: Conegliano-Scandicci – su RaiSport e Sky

EUROGOL

21.00  Champions League, ritorno quarti di finale; Bayern Monaco-Arsenal – su Sky e Mediaset Infinity+

21.00 Champions League, ritorno quarti di finale: Manchester City-Real Madrid – su Amazon Prime Video

AMERICHE

1.00  NBA, Play-in Est: Philadelphia-Miami – su Sky

3.30  NBA, Play-In: Chicago-Atlanta – su Sky

6.30

Che cosa si dice in giro stamattina

EDICOLA

 

Il diario di Slalom si apre come come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. In Francia è partito l’ultimo tratto del conto alla rovescia verso i Giochi di Parigi, mancano 100 giorni e ieri è stata accesa la fiaccola a Olimpia. In Spagna spazio alle eliminazioni di Atlético Madrid e Barcellona dalla Champions, con le rimonte di PSG e Borussia Dortmund. In Inghilterra attesa per le partite di stasera di Bellingham con il Real e dell’Arsenal contro il Bayern di Kane. In Italia tanto tanto calciomercato. 

Tutta la galleria è qui

 

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