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Un touchdown per Damar Hamlin
Sei giorni dopo il Monday Night che ha mandato in crisi le coscienze americane, le coscienze si sono placate e si sono godute il ritorno in campo della NFL. Come ha scritto Kevin B. Blackstone sul Washington Post, “il football è una dipendenza e nemmeno Damar Hamlin può farci smettere”.
Dal letto dell’ospedale dove si trova in degenza dopo l’arresto cardiaco, Hamlin ha twittato la foto con un cuore per i suoi Buffalo Bills, mentre il pubblico nelle arene e molti giocatori in campo mostravano la sua maglia con il numero 3, per mandargli una carezza.
La carezza più gradita è arrivata da un tipo che si chiama Nyheim Hines. Pronti, via, la partita contro i Patriots è cominciata e l’Highmark Stadium è esploso in un momento. I Bills hanno intercettato il kickoff e sono ripartiti in attacco, in contropiede diremmo noi europei. La squadra di Buffalo non segnava un touchdown con un’azione in replica alla palla al centro da 18 anni. Ieri sì. Novantasei yard in 14 secondi. Dice il New York Times che nella città natale di Damar Hamlin, l’angoscia si è trasformata in Happy Tears. I Bills hanno vinto 35-23. Dopo l’arresto cardiaco, Hamlin si era risvegliato l’altro giorno chiedendo: ehi ma poi abbiamo vinto? Stavolta ha visto, ha creduto e come dicono i giovani: ha cuorato.