Che cosa manca all’Inter per essere imprendibile

Un anno fa l’Inter andava al Capodanno con otto punti di svantaggio dal Napoli e l’attesa di uno scontro diretto da giocare in casa alla ripresa, per mangiargliene tre. Andò così, ridusse il distacco di quasi la metà in un colpo solo, ma non bastò, non servì, fu l’ultimo fuoco di paglia del campionato al cospetto di un Napoli che stava per dare l’accelerata definitiva. Nel giro di 12 mesi Inzaghi è passato dal -8 al +17 sulla squadra che ha lo scudetto sulla maglia. Per buona parte deve questo solco alla deriva verso la quale a Napoli si sono messi a navigare. È più interessante da esaminare il vantaggio sulla Juventus – dopo il pareggio di Marassi. 

Paolo Tomaselli sul Corriere della sera fa notare che quello tra Inzaghi e Allegri si conferma un cammino fin qui quasi parallelo, perché tutti e due hanno perso punti con le stesse tre squadre (Genoa, Bologna e Sassuolo), mentre i nerazzurri hanno vinto a Bergamo, dove la Juve ha pareggiato

I punti di differenza hanno quell’epicentro là e secondo Tomaselli non è solo statistica e non può essere solo una coincidenza, perché contro avversari che bloccano le fasce e aggrediscono nel mezzo il modulo delle due fuggitive non sempre trova le giuste contromisure. E questa Inter, oltre all’assenza pesantissima di Lautaro, è ancora priva di ricambi sugli esterni, uno dei suoi punti di forza, anche se nel finale a Marassi si rivede Dumfries: spingere tutta la partita con Darmian e Augusto è complicato

Giuseppe Allegrini su Sportellate ha visto una partita abbastanza noiosa e francamente prevedibile nel suo svolgimento e nella sua conclusione. Nelle sue considerazioni sottolinea come l’Inter non vinca a Genova da quasi tre anni e mezzo, un periodo lunghissimo in cui l’elemento costante è stato l’incapacità dell’Inter di riuscire ad imporsi su quelle squadre che esasperano il loro atteggiamento difensivo. Che sia stato il Genoa di Blessin o quello di Gilardino, il risultato non cambia: senza demonizzare il gioco difensivo del Violino, il fatto che l’Inter non sia riuscita a trovare soluzione alternative, anche estemporanee, per scardinare la retroguardia avversaria comincia ad essere preoccupante.

La conclusione a cui giunge Sportellate è che all’Inter servano giocatori in grado di saltare l’uomo e di andare in progressione, soprattutto nelle serate in cui viene meno la versione trascinante e inarrestabile di Thuram e Cuadrado conferma la pessima decisione di ingaggiarlo in estate

Per questo gira il nome di Buchanan in arrivo, portatore di qualità e dribbling. Secondo Sportellate l’Inter avrebbe bisogno in realtà di un giocatore sulla trequarti. Un Gudmundsson, insomma, mentre Emanuele Mongiardo su Ultimo Uomo trova che Buchanan potrebbe essere la scelta giusta, tornando a giocare a tutta fascia: Richiede compiti più specifici e facilmente eseguibili rispetto a giocare da terzino o esterno d’attacco, soprattutto in Italia, in cui c’è una cura particolare del ruolo. Si può spingere senza essere specialisti del dribbling – come invece si richiederebbe ad un’ala – e la presenza di un centrale in più consente di avere maggior protezione alle spalle – cosa che accade più difficilmente da terzino di una linea a quattro. Rispetto a Dumfries, Buchanan garantirebbe minor forza fisica e non avrebbe la stessa puntualità nel chiudere le azioni sul secondo palo. Tuttavia, offrirebbe una velocità e delle qualità tecniche con cui Inzaghi potrebbe aggiungere ulteriori varianti

Per arrivare dove? Per arrivare laddove Cristiano Gatti su Corriere dello Sport-Stadio pensa che sia impossibile non arrivare: Inutile nascondersi la realtà – dice – come succede in questi casi, da qui in avanti l’Inter continuerà a giocare contro se stessa, prima che contro gli altri. Vedi la spia accesa a Genova. Dovrà guardarsi dai cali di tensione, dalle mollezze del primato, dalla pancia piena, e blabla e blabla e blabla.  E poi, e poi. E poi tutti in attesa del 4 febbraio, giorno fatato della sfida totale a San Siro, mondanità assoluta altrimenti detta Derby d’Italia. Se ancora servirà a qualcosa

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