
Se ti danno lo stesso soprannome usato da Frank Sinatra, un motivo deve esserci. The Voice di Russ Bray è “così ruvida e fragorosa da far sembrare un chierichetto ogni pescivendolo al mercato settimanale”. Così una volta ha scritto Die Welt a proposito del più famoso arbitro di freccette al mondo, un personaggio pure nel videogame ufficiale. È stato ingaggiato come telecronista di boxe e ha recitato in un film. Adesso è al capolinea. Quando tra qualche giorno avremo un nuovo campione del mondo, avremo pure un arbitro in meno. Lascia. Se ne va. Non riesce più a concentrarsi e far calcoli rapidamente. Il lavoro sta diventando faticoso. Il caller – così si chiama il suo ruolo – controlla le frecce lanciate e dichiara i punti segnati. La realtà è quella che stabilisce lui. Con le sue braccia tatuate, Russ Bray è famoso quanto le superstar del gioco, lo dice il suo collega tedesco Gordon Shumway. Quando tre freccette fanno un triplo 20, il punteggio più alto, Russ Bray si esalta. Quel suo grido è disponibile anche come suoneria per il cellulare. «Molte persone sanno fare bene i conti al volo – dice Shumway – ma lui è diventato un luminare grazie alla sua voce. Altrimenti sarebbe stato un interlocutore normale. Non riesco a immaginare la carriera che ha avuto con un’altra voce».
Una carriera cominciata per caso. In genere va così per i portieri di calcio. Russ Bray era un agente di pattuglia, poi si è messo a fare l’impalcatore. Nel tempo libero giocava a freccette e un giorno che mancava l’arbitro in una partita di campionato della sua contea in Inghilterra, andò a colmare il vuoto. Non rimase l’unica volta. Nel 1996 la Professional Darts Corporation venne a conoscenza di questo bel tipo e lo convocarono come riserva, fino alla promozione ufficiale. Lo ricordava nei giorni scorsi lo stesso Bray in un’intervista a Deutschlandfunk, uno dei programmi di culto della radio pubblica tedesca. Nel 2002 è stato lui a fare la chiamata di un momento storico, il primo lancio in diretta tv di un 9-darter, il gioco perfetto in cui si sommano 501 punti. Lo fece Phil Taylor.
I colleghi lo definiscono un uomo rispettoso, educato e cortese. Gli piace far battute o scherzi sul palco, ma quando l’ambiente si fa troppo colorito Russ si trasforma in un tutore della credibilità: «Signore e signori – dice – il massimo dell’ordine». Dopo tanti anni è ancora affascinato dalle frecce volanti, anche se comincia a confondersi con le addizioni. «Posso ancora dare molto allo sport», ha detto a Deutschlandfunk. Firma autografi, fa selfie coi tifosi e nei prossimi anni sarà ambasciatore della Professional Darts Corporation sul mercato asiatico. Dice: «Da qualche parte là fuori c’è un Michael van Gerwen, o un altro Phil Taylor, si tratta di trovare quella persona. Voglio farlo e vedere in cosa possiamo migliorare».
L’ultimo torneo di Bray intanto si avvia verso la composizione degli ottavi di finale. Undici inglesi e un olandese sono già qualificati, dalle ultime quattro partite di terzo turno verranno fuori altri paesi: un posto andrà a Galles o Polonia, il secondo a Olanda o Galles, il terzo a Scozia o Croazia, l’ultimo sarà per l’Australia oppure ancora l’Olanda. Sono saltate finora le teste di serie dal numero #4 al numero #7, più le numero #12, #13, #15 e 16. Agli ottavi di finale mancherà dunque il 50% dei giocatori destinati a spingersi tra i primi sedici. Devono ancora andare in pista le teste di serie numero #3, #9 e #10, ma nel frattempo è uscito di scena Gerwyn Price, gallese 38 anni, ex rugbista, celebre perché pianta di proposito dei casini mentre gioca, in mezzo al rumore gioca d apadreterno. Una specie di Novak Djokovic, lo chiamano The Iceman per la resistenza allo stress. Si fa precedere dalla canzone Ice Ice Baby di Vanilla Ice. Ha un’impugnatura originale e qualche anno fa era indicato come il futuro dominatore della scena. Invece è stato eliminato da Brendan Nolan. Il suo cavaliere oscuro.
fonte | Deutschlandfunk
[con la collaborazione di Roberto Liberale]