La prima volta che Daniil Medvedev perse contro Sinner, prese a sfotticchiarlo. Aveva capito che si era sgretolato un muro. Nella testa del giovane Jannik non ci sarebbero stati più freni. Al Masters di Torino oggi si ritrovano per la terza volta in un mese, per un posto in finale. Daniele Azzolini su Tuttosport ha scritto stamattina che è perfino più di quanto un tennista in attività riesca a vedere la fidanzata.
“C’è il rischio di diventare amici, con uno che incontri una settimana sì e l’altra pure. Ma anche la possibilità di starsi sulle scatole da morire. Con Daniil Medvedev più una certezza che una possibilità. Sul suo taccuino nero, il russo della Croisette, francese di sponsor e di seconda lingua, ma con l’inestinguibile espressione corrucciata da giovane intellettuale di area trozkista, di nomi ne ha segnati ormai parecchi, alla voce da tenere lontano”.
Non è noto lo stato dei rapporti personali fra Sinner e Mededev. Quel che si sa, quel che si vede, è che la Next Gen, come scrive Tuttosport, per la prima volta per il russo sembra diventata un problema. “Lo stop contro Alcaraz, ieri, nel suo piccolo – scrive – lo conferma, anche se non è chiaro se il russo avesse attivato tutti i sensori del suo gioco. Forse no”. Tra le righe part di capire che volesse perdere, per non dover giocare contro Djokovic in semifinale.
Stefano Semeraro su la Stampa lo chiama un quinto set stagionale, ricordando le “due finali vinte a Rotterdam e Miami per Daniil, due per Sinner fra Cina e Austria. In molti si aspettano un match epocale, di sicuro sarà il centro del sabato del villaggio (globale). Ieri Sinner si è allenato, per un’ora e mezza abbondante, con il 18 enne americano Nishesh Basaraveddy, studente a Stanford, che gli ha fatto da sparring partner ma soprattutto da cavia: Vagnozzi e Cahill l’hanno piazzato a ridosso dei cartelloni, dove di solito bivacca Medvedev in risposta, e Jannik lo ha riempito di servizi slice a uscire. Il problemino alla schiena avvertito alla fine del secondo set con Rune non ha lasciato tracce, non c’è stato nemmeno bisogno di fare esami o consultare medici. Per impedirgli di scendere in campo ci vorrebbe un decreto, e forse non basterebbe”.
Marco Imarisio sul Corriere della sera elogia l’assenza di calcolo in Jannik Sinner. “Ha fatto bene a battere Holger Rune. Anche se ha rimesso in gioco Novak Djokovic. Era quel che ci si aspettava da un prototipo di italiano come lui. Serio, gran lavoratore. Senza fronzoli, poco amante delle scorciatoie. Non importa se ieri il luciferino Daniil Medvedev ha scelto di non impegnarsi contro Carlos Alcaraz, eliminando in questo modo il suo nemico Alexander Zverev. Oppure se Stefanos Tsitsipas ha giocato sapendo di essere infortunato. Può non piacere, ma aveva acquisito il diritto di provarci. Jannik ha fatto la cosa giusta per il tipo di campione e di persona che vuole essere. A essere sbagliata, fin da quel lontano 1980, è la demenziale formula dei gironi all’italiana”.
Come giocarsela
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Paolo Bertolucci sulla Gazzetta offre a Sinner consigli essenziali. Tipo: variare il gioco.
“La posizione arretrata del russo, abituato a manovrare ben oltre la riga di fondo, suggerisce un uso intelligente della palla corta da parte di Sinner, perché nelle zone del campo vicine alla rete Medvedev continua a muoversi con un certo disagio. Entrambi sono ottimi ribattitori, ma concettualmente si pongono su due piani diversi. Per Medvedev, infatti, la risposta è soprattutto un colpo per far iniziare lo scambio e solo raramente cerca la soluzione vincente immediata. Sinner, invece, è abilissimo nelle letture del servizio degli avversari e quando impatta con precisione e colpo d’occhio può subito fare male. Se, come è probabile, i game di servizio verranno pesantemente indirizzati da chi si trova alla battuta, entrambi dovranno essere disposti a rischiare qualcosa in più quando saranno chiamati a rispondere”.
Adriano Panatta su Tuttosport pare meno ottimista di altre volte e parla di match pericoloso, “perché a esserlo, per primo, è proprio Medvedev con il suo gioco sbirolo, i suoi servizi che calano dall’alto, le improvvisazioni. Sinner gli è stato superiore, a Pechino con qualche pausa, a Vienna in modo ancora più netto. Lì addirittura l’ha rimbalzato per il campo… Vi erano giocatori, nel tennis anni Settanta, che sembravano irraggiungibili, in realtà rappresentavano un ultimo passaggio a livello. Superato quello, te li eri messi definitivamente alle spalle. Non so se Medvedev possa rappresentare per Sinner un ostacolo del genere. Sono convinto che Jannik sia più forte del russo, perché gioca un tennis a una velocità pazzesca e nel farlo segue un suo progetto, costruisce una partita. Sa che cosa fare. Ma il russo è tipo da prendere con le molle”.
Vincenzo Santopadre su la Stampa sottolinea il peso che può avere la tensione in una circostanza del genere e ricorda la finale di Wimbledon giocata da Matteo Berrettini: “Il giorno prima non c’era nessuno al circolo, l’atmosfera era sospesa, quasi irreale. Perché – letteralmente – era come vivere un sogno. E Matteo mangiò sei chicchi di riso in tutto, perché gli si era chiuso lo stomaco”.
Effetto Sinner
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È stata una settimana lunga, un gioco di confronti e paragoni che stamattina Umberto Zapelloni riprende sul Foglio Sportivo. “Quando gioca ancora Sinner? Se una domanda di questo tipo comincia ad arrivare da nonne, mamme, mogli, fidanzate o amici allergici allo sport, allora significa che siamo di fronte a un fenomeno da analizzare. Ma anche a un evento che ciclicamente si ripresenta nelle nostre vite. Era capitato con Agostini, Tomba, Pantani, Valentino Rossi e un po’ anche con Federica Pellegrini. Merito di quei campioni che sanno andare oltre le loro discipline, perché riescono a parlare alla gente che di sport abitualmente non si interessa. Il rosso che vince potrebbe uscire sulla ruota di Torino prima che su quella di Las Vegas. Abbiamo bisogno di nuovi eroi sportivi”.
Gaia Piccardi sul Corriere della sera ipotizza nuovi record d’ascolto e ricorda che per la partita contro Rune ci sono stati 2.581.000 spettatori (share 13,4%) su Raidue (più altri 653 mila su Sky). “È anche alla visibilità in chiaro che va attribuito il cambio di percezione dell’atleta nell’opinione pubblica”.
voci Filippo Volandri
➣ Volandri, prima di tutto ci parli di Sinner.
«Jannik ha dimostrato di essere sulla strada giusta. Fisicamente s’è vista la sua brillantezza e resistenza nel terzo set contro Djokovic, poi anche contro Rune. Sul piano tecnico è cresciuto tantissimo. E il servizio è incredibile quanto sia migliorato. Con la prima, ma anche con la seconda. Contro Tsitsipas ha servito il 71% di prime e ricavato l’89% dei punti, percentuali un po’ abbassate con Djokovic perché Nole è uno dei migliori se non il migliore ribattitore del circuito. Sul piano mentale poi è in pieno. Con Rune stava dominando, ha avuto il problemino alla schiena, un po’ si è distratto, Rune è cresciuto, ma nel terzo set Jannik è ripartito e se avesse trasformato una delle palle break nei primi giochi avrebbe chiuso in anticipo. Battere Medvedev e poi Djokovic gli ha dato consapevolezza e fiducia. E se pensiamo a Bratislava 2022 sembra un altro giocatore. Complimenti a lui e al suo staff. Un lavoro straordinario. Non sarà sempre così, ma il salto di qualità è impressionante». – intervista di piero guerrini, Tuttosport
voci Massimo Sartori
➣ Il progresso che l’ha colpita di più?
«Vederlo giocare 3 ore e mezza senza cali. È pronto per gli Slam, anche se lì dovrà farlo per due settimane. Ma è migliorato sotto tutti gli aspetti, consuma meno energia, è preparato benissimo. Grazie ai consigli di Vagnozzi ora serve molto bene verso destra a uscire e si apre più facilmente il campo». Il suo 2023 è già memorabile. «Per me è quello che ha preparato meglio di tutti la stagione. È stato perfetto nell’alternanza fra riposo, allenamento e tornei. Ogni volta che ha giocato, si è dimostrato competitivo. L’unica sbavatura a Barcellona: dopo un match duro con Rune si è ritirato con Musetti»
➣ È il campione che l’Italia aspettava?
«Di lui mi parla il panettiere sotto casa. Sono andato dal notaio e mi ha chiesto: come va il Rosso?» – intervista di stefano semeraro, la Stampa
Il torneo di doppio
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Gli anni di Rohan Bopanna, indiano, arrivato in semifinale al Masters, scrive Tuttosport confermando doti atletiche, “in particolare a rete, di grande spessore. Lo stesso dicasi per la reattività e la potenza del servizio, alternata alla precisione”. Gioca in coppia con Matthew Ebden. Dal Gruppo verde si sono qualificati per le semifinali lo spagnolo Granollers e l’argentino Zeballos, che hanno chiuso il gruppo in testa, e il messicano Gonzalez con il francese Roger Vasselin. Hanno battuto ed eliminato la coppia prima testa di serie, Dodig e Krajicek.
in tv sabato ore 14 Rai 2 e Sky: Sinner vs Medvedev | 21 Alcaraz vs Djokovic
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