Il torneo
Le partite di oggi
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Il debutto della Costa d’Avorio contro il Mozambico
«Siamo pronti. Siamo uno staff tecnico giovane, arrivato alla nazionale in un modo piuttosto insolito, ma vincere in queste circostanze sarebbe eccezionale. È molto emozionante difendere il titolo con così tante aspettative. Ci sono diverse nazionali in corsa per la vittoria, come Marocco, Algeria, Senegal, Camerun, Nigeria, Sudafrica, Repubblica Democratica del Congo. Ma non prendiamoci in giro: siamo tra le favorite. La Coppa d’Africa è una grande fonte di passione. Io ho bisogno di questa pressione e di quest’adrenalina per dare il massimo, non sono preoccupato. Casomai tendiamo a essere un po’ compiaciuti quando giochiamo contro squadre considerate più deboli».
Émerse Faé, c.t. della Costa d’Avorio
ore 18.30 su Sportitalia
I tormenti del Camerun
E chi se li ricorda più Roger Milla e Thomas N’Kono, chi se lo ricorda più il Camerun che mise paura all’Italia di Berazot al Mundial 82 e all’Inghilterra di Gascoigne nell’estate italiana-na-na-na-na. Si fa quasi fatica a dirlo, considera L’Équipe, ma attorno ai Lions indomptables il rumore sembra essersi abbassato. La squadra è in preda a sconquassi interni e quasi ormai si dedica solo a quelli. Il ct Marc Brys è stato licenziato da Samuel Eto’o, presidente della federazione a ridosso del torneo. È cominciata così una piazza pulita che ha riguardato i profili meno compatibili con la linea Eto’o: André Onana, Michael Ngadeu, Vincent Aboubakar, Choupo-Moting. “Un’epurazione che ha cambiato ifaccia al gruppo“, scrive Hervé Penot.
Al loro posto, una squadra ringiovanita e un c.t. che rappresenta una frattura netta col passato. David Pagou, quasi 57 anni, ex vice di Brys nella versione gradita a Eto’o, debutta ad alto livello dopo una carriera trascorsa interamente in Camerun. È una soluzione d’emergenza. “Tutto il gruppo, però, aveva bisogno prima di tutto di serenità, di poter lavorare senza doversi chiedere chi parlasse con chi”. Una tensione diventata tossica anche per i più resistenti. Pagou non ha nascosto nulla. Alla prima conferenza in Marocco ha parlato apertamente di discontinuità: «Quando si vede il numero di nuovi convocati, si capisce che si tratta di una rottura».
Il nome che accende curiosità è quello di Christian Kofane, attaccante del Leverkusen, 19 anni, il possibile prodigio della nuova generazione. Persino Vincent Aboubakar, simbolo del passato e ora escluso, gli ha mandato un messaggio di sostegno sui social.
ore 21 su Sportitalia