
DI ROBERTO LIBERALE
È un mondiale da record, sia per il numero di partecipanti, 128, che per il numero di nazioni rappresentate, 34. Sarà la prima volta per Kenya e Argentina, rispettivamente con David Munyua e Jesús Sálate, che esordiranno il 18 e il 19 dicembre. Munyua è un veterinario trentenne di Murang’a e porta alla finale di Alexandra Palace una nazione africana diversa dal Sudafrica come mai accaduto in precedenza. Jesús Sálate è invece già noto agli appassionati di freccette in quanto ha già preso parte a competizioni di livello internazionale, tra cui la Coppa del Mondo di quest’anno nella quale, insieme al compagno di squadra Victor Guillin, ha raggiunto gli ottavi di finale, persi poi contro l’Australia.
Il continente più rappresentato è l’Europa, con 22 nazioni e 104 giocatori presenti. Ancora una volta l’Italia è assente, mentre la parte del leone, manco a dirlo, la fa l’Inghilterra con 41 giocatori qualificati, il 32% del totale. L’unica altra nazione con uno schieramento in doppia cifra è l’Olanda, con 15 giocatori. La terza nazione più rappresentata è la Germania, con 8 atleti.
I grandi favoriti restano gli atleti britannici, 22 dei quali fanno parte della “Top 32”, ovvero le teste di serie secondo il ranking mondiale. Nessuno ha mai vinto il titolo senza esserlo, Raymond Van Barneveld, olandese, arrivò al titolo del 2007 partendo come ultima testa di serie, la numero 32. Luke Littler è stato invece il giocatore ad arrivare più vicino al titolo non da testa di serie. Nel 2024 fu sconfitto in finale da Humphries dopo essere partito dal terzo gruppo di merito. Ma “the Nuke” non aveva ancora 17 anni e si era qualificato grazie al secondo posto nel PDC Development Tour del 2023, un torneo riservato ai giovani dai 16 ai 24 anni classificati oltre il 32° posto nel ranking mondiale. In verità il suo talento e la sua forza erano già noti nell’ambiente dei “darts” e Littler era stato segnalato come potenziale outsider.
La presenza femminile ha raggiunto quest’anno le 5 unità. Beau Greaves, Lisa Ashton, Fallon Sherrock, Noa-Lynn van Leuven e Gemma Hayter sono le donne iscritte all’edizione 2026. Ashton è già fuori, dopo la sconfitta patita contro Michael Smith al primo turno. Le altre quattro saliranno sulla pedana di Ally Pally a partire da lunedì 15 dicembre.
La vera grande novità di questa stagione è che tutti inizieranno (o hanno già iniziato) a giocare fin dal primo turno, mentre in passato le teste di serie entravano in gara dal secondo. È l’effetto dell’allargamento da 96 a 128 giocatori, che ha comportato anche l’allungamento dell’evento dai 15 giorni delle ultime edizioni ai 19 attuali.
Nessuna caduta eccellente finora, il più quotato ad essere eliminato è stato il belga Huybrechts, 51° nel ranking del torneo, sconfitto a sorpresa dal debuttante tedesco Arno Merk. La partita tra i due è stata oggetto di un controverso caso mediatico che ha avuto come protagonista la Juventus. Infatti, come ogni giocatore all’ingresso in pedana di gara, anche Merk viene introdotto da una canzone. Il brano che di solito lo accompagna è “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri. Solo che per sbaglio è partita la versione ironica che prende in giro la Juventus, che ha come refrain “chi non salta juventino è”, brano già noto in Italia non solo perché usato da alcune tifoserie calcistiche nelle partite contro i bianconeri, ma anche perché per altre tre volte è stata ascoltata in manifestazioni sportive internazionali. È successo durante la premiazione della Nazionale Italiana agli Europei a squadre di atletica del 2023, durante la finale scudetto del campionato di basket islandese e addirittura in un video pubblicato dall’account ufficiale del Roland Garros.