| artefici McFratemo e il Pallone d’oro
The Athletic si è lanciato nella compilazione di una classifica dei favoriti per il Pallone d’oro sulla scorta di dati, analisi, opinioni. Ha messo Raphinha in testa seguito da Dembélé, Lamine Yamal, Harry Kane e Kylian Mbappé. Ma questo è accaduto in aprile, ormai un mese fa. Come accadde con Edoardo Bennato nel 1980, quando pubblicò i due album Uffà Uffà e Sono solo canzonette rispettivamente il 1° marzo e il 1° aprile, anche The Athletic nel giro di un mese fa uscire una seconda classifica. Dove i primi tre non cambiano, ma dove al quarto posto si affaccia Pedri [sale dal nono], al quinto c’è Alessandro Bastoni [dal settimo] e colpo di scena: sorpresa delle sorprese, meraviglia delle meraviglie – all’ottavo posto entra dal nulla Scott McTominay. È l’unico fra i primi-10 a non aver giocato le Coppe e lo mettono davanti a Mbappé e Kane. Per non saper né leggere né scrivere, De Laurentiis è andato a depositare l’ormai famoso marchio McFratm. Con una certa scaltrezza ora ci vorrebbe qualcuno che andasse a depositare il marchio McFratemo – più rigoroso rispetto al canone del napoletano scritto, dove le vocali prive di accento [qui sono la E e la O], le vocali pronunciate in modo inafferrabile e soggette al fenomeno della neutralizzazione in vocale indistinta o evanescente, vanno scritte. Eduardo le scriveva in modo conforme allo standard italiano per non spiazzare il lettore straniero, riprendendo il processo che faceva parte della tradizione e che era stato adottato anche da Salvatore Di Giacomo.