#2 giorni alla Diamond League di Xiamen
► Alex Marquez è caduto due volte, si è rialzato e ha fatto il miglior tempo nelle pre-qualifiche del GP di Spagna: sembra Marc. Invece Marc s’è piazzato quarto. Bagnaia secondo. Oggi qualifiche e gara sprint ◇ L’australiano Michael Storer ha vinto il Giro del Trentino che adesso si chiama Tour of the Alps. è un australiano di 28 anni con due tappe della Vuelta nel suo palmarès. Verrà al Giro d’Italia ◇ Il Padova è stato promosso in serie B dopo sei anni, il Pisa ha fatto un passo verso la serie A andando a vincere a Brescia. La Sampdoria in zona play-out ◇ Il Lecce minaccia di non presentarsi a Bergamo domani sera per il recupero della partita rinviata ieri a causa della morte del massaggiatore: troppo presto per elaborare il lutto ◇ Christian Parlati ha vinto gli Europei di judo nella categoria dei 90 kg ◇ Monaco e Olympiakos hanno battuto per la seconda volta Barcellona e Real Madrid nei quarti di Eurolega: le serie sono al meglio delle 5 gare ◇ Jasmine Paolini e Flavio Cobolli hanno passato il turno a Madrid, Federico Cinà è stato battuto da Sebastian Korda ma ha giocato alla pari per due set. Oggi c’è Arnaldi contro Djokovic
Che cosa stanno leggendo in Europa
🟨 In Inghilterra l’attesa per il titolo del LIverpool – In Spagna l’incendiaria vigilia della finale di Coppa del re – In Francia la prima sconfitta del PSG – In Italia la ricostruzione della Juventus e la corsa dell’Inter
| Il Real Madrid è politica
José Mourinho
Le immagini della giornata di ieri
Accontentatevi della Redoute
È da sette anni che la Liegi ha scoperto il fascino e il valore del passato. È da sette anni cioè che la corsa ha rimesso piede nel centro della città, si spinge più avanti ad Ans e si è risvegliata. Come? Un signore francese che adesso lavora in Belgio direbbe che i belgi hanno rimesso la Redoute al centro del villaggio, consolidando quello che stamattina viene definito “lo scenario più stereotipato, poiché ormai quasi tutto si svolge lì”.
Di chi è questa definizione? Alexandre Roos, évidemment. Insieme con il rilancio del luogo chiave della più anziana fra le Classiche c’è “l’avvento di una generazione di pazzi amanti dei fuochi d’artificio” – i quali hanno rafforzato l’importanza di questo “trampolino di lancio ideale”, il cui culmine domani sarà a 34 km dall’arrivo, dove Remco Evenepoel nel 2022 e nel 2023, dove Tadej Pogacar l’anno scorso hanno costruito le loro vittorie. Certo, ormai 34 km dal traguardo sembrano quasi la distanza dove Silvio Martinello lanciava lo sprint a Mario Cipollini, ma pazienza golosoni, ve lo farete bastare.
«I capitani non hanno più paura di partire da così lontano», dice a L’Équipe Bernard, compagno di squadra di Mattias Skjelmose alla Lidl-Trek. Dopo la Redoute del resto ci sono pochi altri momenti in cui le cose possono essere organizzate per benino. Dopo la Redoute, si sale sul nuovo Cornémont, si fa un piccolo altopiano, si ridiscende fino ai piedi delle Forges, si risale e ci sono cinque punti pianeggianti, si gira a destra, si scende e siamo ai piedi della Roche-aux-Faucons.
In conferenza stampa Evenepoel ha detto che la modifica apportata due anni fa alla Redoute, dove i corridori non salgono più fino alla vetta ma svoltano a destra per raggiungere l’inedita salita di Cornémont, ha accentuato l’importanza della salita. Incoraggia ad attaccare.
Quando l’ha detto sembrava di stare in quella scena di Operazione sottoveste, quel film di Blake Edwards in cui un sommergibile è costretto a imbarcare un gruppo di ufficiali ausiliarie. Ne nasce un discreto scompiglio a bordo, giacché uno dei tenenti è Tony Curtis – e lo sapete come fa Tony Curtis se una sceneggiatura del 1959 gli mette delle ufficiali ausiliarie intorno. Una di loro è Dina Merrill, l’attrice che avrebbe sposato l’erede dell’impero Colgate. I sorrisi sono come le ciliegie, uno tira un altro altro, e un altro ancora, così tra le pareti strette del sottomarino finisce che la signorina e Tony Curtis vengono a contatto, si baciano e sono colti in flagrant – come dicono oggi i baskettofoni. L’arbitro che li coglie a contatto è il signore dei signori del cinema di tutti i tempi, Cary Grant, così non è che fa scenate o che. Imposta quella sua voce alla Gualtiero De Angelis e fa un colpo di tosse. Lei si scuote e difende il bel ragazzotto agli occhi del suo comandante. Dice: Ero io che lo incoraggiavo. Allora Cary Grant tira fuori la frase delle frasi: «Tenente – dice – i miei marinai di tutto hanno bisogno, fuorché di essere incoraggiati». Fine dello stream of consciousness.
Di tutto avevano bisogno questi pazzi amanti dei fuochi d’artificio, come li chiama l’Immaginifico, tranne che di essere incoraggiati dalla nuova Redoute, “un perfetto trampolino di lancio per dinamitare la corsa”.
Quando è stato chiesto a Valentin Madouas se la Redoute pesasse troppo sulla gara, il francese non ha esitato e ha risposto di sì. Dice che così impedisce lo svolgimento di un altro tipo di trama, un po’ come il muto di Huy alla Freccia Vallone – infatti pure stavolta ci sono chiacchiere in Belgio per la sua eliminazione [ci sono parecchi scriteriati in giro].
Roos analizza con la voce di qualche corridore alcuni possibili scenari alternativi, ma – poverini – i corridori trascurano del tutto l’ipotesi che se pure ce ne fosse uno, i protagonisti sarebbero sempre gli stessi. Pare che nel tracciato ci sia un nuova salita, dicono la più dura del Belgio – questo Col de Haussire – ma arriva troppo presto e da quel punto fino a Viesalm poi c’è vento contrario. Per anni e anni, decine di anni, abbiamo aspettato gli ultimi 5-10 km delle corse, certe volte abbiamo aspettato lo sprint. Adesso tutti schizzinosi. Tsk. Aspettate la Redoute.
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La prima tappa della Diamond League
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