Il tennis e le Olimpiadi non si capiscono

DISCUSSIONI

IL TENNIS VA AI GIOCHI PER TURISMO

Le Olimpiadi? Non sono il posto più adatto al tennis. È bastato che Emma Raducanu si ritirasse dalla corsa per un posto a Parigi, per spingere il Telegraph a esprimere la sua tesi. Simon Briggs, firma di punta del giornale del conservatorismo britannico, scrive che i sostenitori della linea dura ritengono i Giochi una tappa superiore per lignaggio e dignità a un torneo qualunque nel carosello del tennis, tipo Cincinnati, tipo Madrid. Rappresentare il proprio Paese è allora un dovere, “e rifiutando il servizio militare, Emma Raducanu è diventata una renitente alla leva sportiva”.

Secondo Briggs, invece, Raducanu guarda le cose da una prospettiva diversa, più pragmatica, e considera questo Roland-Garros bis a cinque cerchi un evento che non offre punti per la classifica, del tutto privo del prestigio di un Grande Slam. “Se il torneo olimpico di tennis sembra un’anomalia – scrive – è perché queste atlete crescono sognando di vincere Wimbledon, non una medaglia d’oro. Raducanu dovrebbe davvero sentirsi in colpa nel dare priorità ai propri bisogni?”.

Se così fosse, non sarebbe l’unica. Solo 24 ore dopo l’annuncio della sua assenza, la numero 3 del mondo Aryna Sabalenka ha aggiungo il suo ritiro. Ha detto che preferisce riposarsi un po’. Nel suo caso deve aver pesato la sanzione che la Bielorussia deve scontare. Sarebbe andata a Parigi senza una bandiera, senza un inno da cantare, senza vedere la sigla del suo paese nel medagliere. Ci sarebbe pure andata da dissidente verso il suo governo. Meglio essere pronta fisicamente per i campi in cemento e lo US Open. Poco dopo si è defilata anche Ons Jabeur, che invece una bandiera ce l’ha, anzi, lei stessa è considerata un simbolo, un modello di comportamento per le donne arabe e africane. E invece. Niente Giochi.

GLI SPORT PIÙ OLIMPICI

Briggs ha scritto allora che “possiamo identificare due diversi tipi di sport olimpici. Le discipline hardcore sono quelle come la ginnastica, che scompaiono completamente dalla nostra vista a metà del ciclo olimpico. L’atletica leggera è quasi nella stessa posizione. Questi sono gli sport che rappresentano il cuore dei Giochi. In bilico sul bordo di una tavola a 10 metri d’altezza, sai che un tuffo fallito distruggerà le tue possibilità per i prossimi quattro anni. È quella pressione sconvolgente che dà alla competizione olimpica il suo sapore segreto.  La seconda categoria – continua l’editorialista del Telegraph – comprende gli sport turistici. I tennisti, i calciatori e i golfisti spesso sembrano apprezzare i Giochi perché non hanno a che fare con le sue aspettative schiaccianti”.

Il Telegraph cita una vecchia frase di Andy Murray per dimostrare che i tennisti giudicano le Olimpiadi un piacevole diversivo, non il loro core business in sé. “Quando ho cercato su Google gli sport più popolari al mondo – scrive Briggs – ne ho trovati sette in cima: calcio, cricket, tennis, golf, basket, baseball, rugby. Tutti saranno rappresentati a Los Angeles nel 2028. Ma bisogna scorrere fino al numero 8 della lista – l’hockey su prato – per trovarne uno che abba il culmine della sua attività alle Olimpiadi”. I Sette Grandi Sport possono anche portare un Jon Rahm o un Rafa Nadal, eclissando discipline meno popolari come il taekwondo e la canoa: “ma davvero hanno bisogno – si domanda il Telegraph – del loro momento quadriennale al sole?”.

La povera Raducanu è scivolata al numero 165 al mondo. Ha una storia recente di molti infortuni e “i suoi argomenti hanno molto senso. Sui campi in terra battuta all’aperto, la sua superficie meno favorita, non riuscirà mai a vincere una medaglia. Allora perché non giocare a Washington, e fare fortuna in classifica mentre le grandi sono a Parigi? La sua logica è impeccabile”.

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