RUOTE
L’allenamento di Pogačar per il Tour de FranceGIRO D’ITALIA Al secondo e ultimo giorno di riposo del Giro, Tadej Pogačar è arrivato con un vantaggio di 6 minuti e 41 secondi su Geraint Thomas – per inciso il, corridore che ha vinto il Tour nel 2018 e ha fatto secondo al Giro un anno fa. Lungo questa pedalata da Venaria Reale fino a Roma è come se il gallese fosse a diversi chilometri di distanza, in un altro villaggio, in un paese differente. È l’immagine scelta dalla rivista Rouleur per descrivere il dominio dello sloveno, intenzionato a vincere pure la tappa che avea il Mortirolo al centro della cartina e il Mottolino nella coda. È scattato a 15 km dall’arrivo e “Geraint Thomas – ha scritto Giovanni Battistuzzi su Giro di Ruota – l’ha guardato come a dire: vabbé, è andato, pensavo attaccasse prima”. In quei 15 km Pogačar ha acchiappato gli otto che davanti credevano di essere in fuga, ha dato quasi tre minuti ai più vicini in classifica. “Era stato visibile per tutto il tempo, nascosto dietro gli attori minori ma non fuori dalla vista, aspettando il momento giusto per fare il suo spettacolare ingresso sulla scena”. In questo 2024 ha corso 25 giorni e ha vinto 11 volte. “Alle cinque, l’ora dei toreri, come scriveva qualcuno, Tadej Pogačar, sulle rampe del Mottolino, ha “matato” il gruppo, ha fatto esplodere, una volta di più, il Giro d’Italia. La semantica legata alla Spagna e ai tori non è casuale – ha scritto Stefano Zago su Al Vento – perché esattamente trent’anni fa, esattamente alle cinque, Luis Ocaña finiva di vivere, dopo uno sparo, all’ora di pranzo, nella tenuta di Caupenne d’Armagnac”. [tutto qui] |
VITE OLIMPICHE
Cosa aspettarsi dai Trials USAACQUE Le qualificazioni olimpiche statunitensi non riguardano mai soltanto loro. Sui Trials si posano gli occhi di tutto il mondo perché in molti casi sono una semifinale dei Giochi, o dei Mondiali. Quasi mai ci sono risultati estremi, quelli che chiamiamo record. La pressione e il nervosismo per conquistare un titolo o un posto alle Olimpiadi fanno scivolare la prestazione del cronometro in secondo piano. Ai Trials 2021 di nuoto caddero cinque primati americani per mani e piedi di tre persone in tre gare: Torri Huske nei 100 farfalla, Michael Andrew nei 100 rana, Caeleb Dressel nei 50 stile. Cinque anni prima, nelle selezioni per Rio, gli unici due record furono di Kevin Cordes e Josh Prenot nella rana maschile, mentre nel 2012 prima di Londra volarono solo Dana Vollmer nei 100 farfalla e Allison Schmitt nei 200 stile libero. Il sito Swim Swam ha lanciato un sondaggio alla vigilia del Trials 2024, chiedendosi quanti primati americani potranno cadere. Il 40,8% dei voti va all’opzione uno o due, seguita con il 39% dall’ipotesi tre o quattro. Sono fortemente indiziati i tempi di Douglass nella rana, Regan Smith a dorso, Torri Huske e Katie Grimes a farfalla, Gretchen Walsh nei 400 misti, Abbey Weitzel e Nic Fink nello sprint a stile libero, Ryan Murphy nella rana, Hunter Armstrong a dorso. Secondo la rivista specializzata online, Bobby Finke non spingerà più di tanto per il tempo negli 800 e 1500 stile libero maschili, la priorità è la qualificazione, nessuno gli chiede un crono strabiliante. |
PODEMI
La salvezza del CagliariSERIE A Il Cagliari resta in Serie A. A una giornata dalla fine, Claudio Ranieri ha compiuto la sua missione con il 2-0 sul campo del Sassuolo, a questo punto quasi spacciato, destinato al ritorno in serie B dopo 11 campionati. I gol decisivi negli ultimi 20 minuti di Prati e Lapadula.
|
ARCHIVI
La celebrazione del Milan di CoppaGLI ANNI CON IL QUATTRO La prima pagina del Corriere della sera che il 19 maggio 94 celebra la vittoria del Milan di Sacchi in Coppa dei Campioni, la sera prima 4-0 al Barcellona. |
EUROGOL
Anche il Brest perde il suo architettoFRANCIA È successo al Napoli con Spalletti e Giuntoli. Sta per succedere al Bologna con Thiago Motta. Accade in Francia. Le gioie durano poco. Se ne va da Brest il direttore sportivo Grégory Lorenzi ed è una perdita enorme. L’Équipe ha dedicato la prima pagina di oggi alla squadra rivelazione della Ligue1, per la prima volta qualificata a una coppa europea. Ma dovrà giocarla senza l’uomo che costruito questo risultato storico. “Una perdita enorme per il futuro del club europeo” hanno scritto Franck Le Dorze e Bertrand Latour. “È un mini-terremoto, quello che sta per scuotere lo Stade Brestois, con scosse di assestamento di cui facciamo ancora fatica a misurare l’entità”. Lorenzi era arrivato alla direzione sportiva nel 2016, con l’arrivo di Denis Le Saint alla presidenza. Un binomio che si scinde a Tolosa e “forse proprio perché la squadra del Finistère non potrà ripetere un’impresa simile in tempi brevi, i mezzi finanziari rimarranno limitati a lungo termine: era giunto il momento per il dirigente 40enne di decollare”. L’ultimo fascicolo a cui ha lavorato è la ricerca di uno stadio per giocare la Coppa dei Campioni: in settimana è stato a Guingamp. “Qualunque sia la sua destinazione – ha scritto L’Équipe – sarà interessante vedere come si fonderà in una struttura più grande e segmentata, lui che ha sempre avuto pieni poteri. Per Brest la cosa più importante è trovare un successore che sia efficiente. Tanto più che con la Champions League i progetti non mancheranno”. LEGGI ANCHE |
VITE OLIMPICHE..
La fiaccola portata da Sandra Forgues. Per i transgender nello sport PARIS 2024 | -68 GIORNI Oggi la fiaccola se ne va scorrazzando di nuovo sui Pirenei, una tappa spettacolare della staffetta olimpica, tra panorami mozzafiato e siti emblematici. Il percorso è cominciato al Pic du Midi de Bigorre per proseguire verso Lourdes, lungo un tratto in mountain bike attraverso i santuari. Quindi una sosta al Lago de l’Arrêt-Darré e dopo aver attraversato Bagnères-de-Bigorre e Lannemezan, una puntatina glaciale verso Gavarnie, patrimonio dell’UNESCO. La giornata si chiude a Tarbes, dove si terranno luci, colori, giochi di bandiere, ricchi premi e cotillon.
La tappa di ieri è stata segnata dalla partecipazione come tedofora di Sandra Forgues, nata Wilfrid, e come Wilfrid oro nella canoa ad Atlanta dopo il bronzo di Barcellona, 4 ori mondiali con 3 argenti e 2 bronzi. Oggi ha 54 anni, fa l’ingegnera informatica, la sua storia è stata raccontata da Le Monde. Nel 2016, all’età di 46 anni, sposato, padre di due figli, ha deciso di rompere quella che chiama la sua prigione d’oro per realizzare la transizione con una cura ormonale e un percorso chirurgico durato tre anni. «Ho decostruito la persona che ero» spiega a Le Monde. Oggi è nonna di Timothé, nata nel 2023 e descrive i suoi giorni felici in un villaggio di Volvestre, a mezz’ora a sud di Tolosa, dove vive in una casa con vista su un bosco sotto il quale scorre un ruscello. È responsabile dei sistemi informatici di una società a Blagnac, pratica regolarmente corsa e pallamano, in una squadra femminile. Non si definisce un’attivista, ma Sandra Forgues fa della transizione di genere una causa da difendere. «Il mondo cisgender – dice – rappresenta il 95% della popolazione ma cosa vogliamo farne del restante 5%? Questo segmento della popolazione è diventato lo spasso dei neoconservatori spinti dalle religioni e dalle ultra-femministe, bersaglio di commenti infamanti e indescrivibili. Non posso permettere a nessuno di dire sciocchezze sull’argomento». Dal novembre del 2023 presiede insieme a Jean-François Toussaint, professore di fisiologia e direttore dell’Istituto di ricerca medica ed epidemiologia dello sport, un comitato di esperti sulla transizione di genere nello sport di alto livello, istituito alla fine del 2023 dalla ministra dello Sport e dei Giochi Olimpici e Paralimpici, Amélie Oudéa-Castéra. «Intervistiamo specialisti di biologia, epidemiologia, endocrinologia, atleti, associazioni, per dare raccomandazioni, senza fare proselitismo, con obiettività», spiega Sandra Forgues, speranzosa di trovare una «verità scientifica per spiegare in modo razionale la transizione di genere. Aspiriamo al rispetto e ad una vita pacifica», dice. |
EUROGOL
È finito il ciclo di Emma Hayes al ChelseaSIPARI Nel giorno in cui Klopp siede per l’ultima volta sulla panchina del Liverpool, la stampa inglese si dedica a un’altra separazione rumorosa, rendendo omaggio alla carriera di Emma Hayes al Chelsea. Il Telegraph fa notare una delle statistiche più notevoli su di lei: da quando è stata nominata allenatrice nell’agosto del 2012, la squadra maschile ha cambiato 11 allenatori. L‘altra statistica riguarda il numero di trofei: da 0 senza di lei ai 16 di oggi. «La mia legacy – ha detto Hayes l’altro giorno – l’eredità che lascio è la mentalità vincente». Durante il tempo trascorso al Chelsea, dice il Telegraph, Hayes ha affrontato con successo le stessa proprietà che tanto hanno frustrato gente come José Mourinho e Antonio Conte [con Roman Abramovich] e poi Thomas Tuchel e Mauricio Pochettino. Questo “indica un carattere forte ma anche scaltro. È difficile ricordare un precedente allenatore del Chelsea che se ne sia andato alle sue condizioni, come sta facendo Hayes“. Si parla spesso di modello nello sport, la definizione è poche volte così calzante come nel caso di Gemma Hayes. Se non è più un tabù discutere di ciclo mestruale nel calcio o della disparità di studi tra infortuni maschili e femminili al crociato, si deve a lei. “Ha sfidato con successo gli stereotipi“ dice il Telegraph, mentre il Guardian ricorda pure lo scivolone di qualche mese fa, quando ha definito inappropriate le relazioni fra calciatrici compagne di squadra. Se ne occupò anche il sito italiano specializzato L Football sottolineando come non fosse probabilmente estraneo il fatto che il Chelsea avesse tre coppie in squadra [Maddalena Eriksson e Pernille Harder, Jess Carter e Ann-Katrin Berger, Fran Kirby e Maren Mjelde]. È stato Il suo carattere testardo, dice il Guardian a portarla a fare “alcune cose strane“. Hayes reagì in due modi. Il primo: parlò di commenti ingiusti e pericolosi, una conseguenza dell’aggressività maschile; il secondo: si scusò leggendo una poesia di Robert Frost in conferenza stampa. Il Guardian le ha dedicato anche una galleria per immagini |
VITE OLIMPICHE .
La notte di Biles. Ma senza trielloGINNASTICA La gara di ginnastica più nobile della storia, il triello Biles-Douglas-Lee, è durato poco, pochissimo. Nel suo tentativo di tornare alle Olimpiadi a distanza di 12 anni dall’ultima volta, Gabby Douglas si è dovuta ritirare dal Core Hydration Classic di Hartford dopo una caduta alle parallele. Aveva gareggiato per la prima volta a distanza di 8 anni il mese scorso a Katy, in Texas. Ieri è arrivata nel Connecticut solo poche ore prima della gara, con un pesante ritardo nel viaggio pe rle cattive condizioni del tempo e i voli dal Texas cancellati. Ha avuto un passaggio su un jet privato grazie all’intercessione del suo agente, al primo evento della serata ha pagato tutto lo stress. Due cadute, il ritiro. Gabby Douglas è già qualificata nel volteggio e nella trave per i campionati USA di fine mese. Peggio ancora è andata a Konnor McClain, uscita con una sospetta diagnosi di rottura del tendine d’Achille. Era considerata una buona carta per Parigi.
Così il triello è diventato uno show di Simone Biles, che al volteggio ha proposto il suo famoso mega-super esercizio. Ha vinto il concorso generale, e con lei sul podio sono salite Shilese Jones e Jordan Chiles, mirabolante alle parallele.
E Sunisa Lee? Come se l’è cavata? Ha vinto alla trave. Così.
|
IL TELECOSLALOM..
Che cosa vedere oggi in tvLA GIORNATA
VITE OLIMPICHE 9.00 Judo, Mondiali – su Discovery+ e in streaming su Judo Tv 15.00 Europei tiro a volo in streaming sul sito di Escshooting livetodayall 20.00 Diamond League da Marrakech – su RaiSport e Sky ACQUE 9.00 Canottaggio, Qualificazioni olimpiche – in streaming sul sito di World Rowing 10.00 Europei 2024 di canoa slalom – in streaming sul canale YouTube Canoe Europe. RUOTE 10.40 Giro d’Italia , quindicesima tappa – su Eurosport, Rai Sport e dalle 14 su Rai 2 11.25 Mountain Bike, World Series – su Discovery+. 14.30 Vuelta a Burgos femminile: quarta tappa – su Discovery+ 15.00 F1, GP Imola: la gara – su Sky e TV8 15.30 Quattro Giorni di Dunkerque – su Discovery+. TENNIS 12.00 ATP Challenger Torino, finale: Musetti vs Passaro – su SuperTennis 12.00 ATP Roma, finale doppio maschile – su Sky 13.30 WTA Roma, finale doppio femminile: Errani/Paolini vs Gauff/Routliffe – – su Rai e Sky 17.00 ATP Roma, finale maschile: Zverev vs Jarry – su Rai 2, Sky PODEMI 12.30 Serie A: Sassuolo vs Cagliari – su Sky e DAZN 14.30 Serie A femminile: Roma vs Fiorentina – su RaiSport e DAZN 15.00 Serie A maschile: Monza vs Frosinone e Udinese vs Empoli – su DAZN 18.00 Serie A maschile: Inter vs Lazio – su DAZN 20.45 Serie A maschile: Roma vs Genoa – su DAZN PALAZZETTI E DINTORNI 15.00 VNL femminile: Brasile vs Serbia – su DAZN 17.15 Preolimpico basket 3×3: Italia vs Canada – su Discovery+ e in streaming sul canale YouTube FIBA 3×3. 18.00 Play-off basket, Serie A: Trento vs Olimpia Milano – su Eurosport1 EUROGOL 17.00 Premier League: Manchester City vs West Ham – su Sky 19.00 Liga: Athletic Bilbao vs Siviglia, Atlético Madrid vs Osasuna, Barcellona vs Rayo, Maiorca vs Almeria, Valencia vs Girona, Villarreal vs Real Madrid – su DAZN 20.30 Ligue1: Lille vs Nizza – su Sky AMERICHE 21.30 NBA, Gara-7 semifinale Est: New York vs Indiana – su Sky e NBA Pass 2.00 NBA, Gara-7, semifinale Ovest: Denver vs Minnesota – su Sky e NBA Pass |
RASSEGNA
Che cosa si dice in giro stamattinaEDICOLA
Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. I giornali catalani celebrano lo scudetto femminile nel calcio del Barcellona. I titoli in Inghilterra sono dedicati in prevalenza all’ultima giornata in Premier e alla volata tra Manchester City e Arsenal. In Italia spazio alle nubi sulla situazione finanziaria dell’Inter. |