L’esordio con vittoria del Marocco
Il debutto del Marocco in Coppa d’Africa è andato come il paese sperava, una vittoria 2-0 contro le Isole Comore che ha spezzato l’enorme pressione accumulata negli ultimi due anni. L’Équipe descrive il contesto emotivo prima ancora del risultato: le aspettative alte, l’opinione pubblica scettica, 18 vittorie consecutive che non erano bastate a mettere al riparo il c.t. Walid Regragui dalle critiche. Il primo tempo è stato chiuso tra i fischi e l’infortunio di Saïss ha alimentato la tensione. Nel secondo è cambiato tutto con i gol di Brahim Diaz e una rovesciata di El Kaabi. Ci sono stati anche dei rischi, come un’occasione per Rafiki Saïd, ma alla fine il Marocco ne è uscito ritrovando ritmo, idee e fiducia. Una serata d’apertura cominciata sotto una pioggia torrenziale e l’atmosfera ne ha risentito: tribune svuotate in anticipo, umidità, pubblico smorzato dal rigore fallito nei primi minuti e dall’orgoglio delle Comore. Quando Brahim Díaz ha segnato l’1-0, Mathieu Grégoire su L’Équipe scrive che “si può davvero datare l’inizio della CAN in quel preciso momento”, erano le 21.24, “il Moulay Abdellah ha tirato il fiato, trasformando il sollievo in energia”.
Il paese
Un dispiegamento di polizia da record
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Le Monde racconta invece il torneo come parte della strategia di soft power avviata da Re Mohammed VI nel 2008. L’obiettivo è rafforzare l’influenza economica e diplomatica del paese sulla scena internazionale, non solo in Africa. “Avere successo in questa Coppa d’Africa non significa solo vincere un trofeo o organizzare bene un evento”, ha scritto il quotidiano Aujourd’hui le Maroc nel suo editoriale del 21 dicembre. “Si tratta di dimostrare, con i fatti, che il Marocco è pronto. Pronto ad affrontare sfide ancora più grandi. Pronto a trasformare il successo in Africa in credibilità globale”.
Dopo le proteste dei mesi scorsi, la Gen Z 212 ha ottenuto l’impegno del governo di destinare il 10% del PIL all’istruzione e alla sanità – dopo aver visto spendere milioni e milioni nella costruzioni di stadi. Inoltre il re ha promesso di ristrutturare 90 ospedali e di rafforzare i servizi di supporto scolastico. Ma il movimento giovanile non esclude di tornare a farsi vedere e sentire durante il torneo. L’Associazione marocchina per i diritti umani ha condannato gli arresti di migranti irregolari, trasportati fuori da Rabat per sgomberare gli spazi pubblici e migliorare l’immagine della città. Le Monde riferisce di una massiccia presenza di polizia davanti alla nuova stazione ferroviaria di Rabat Riad, di fronte allo stadio. Il Marocco ha dispiegato risorse straordinarie: sorveglianza con droni, telecamere di riconoscimento facciale, stazioni di polizia all’interno degli stadi. Il nuovo Centro di cooperazione africana di polizia ha centralizzato tutte le forze di sicurezza marocchine [gendarmi, servizi segreti nazionali ed esteri] e gli ufficiali di collegamento degli altri 23 paesi qualificati per il torneo.