Essere Kylian Mbappé secondo Jorge Valdano

L’importanza della cultura nella formazione dei calciatori

Partiamo da una domanda, scrive Jorge Valdano nella sua rubrica del sabato mattina su El País: può un calciatore formato in ciò che è estraneo al calcio diventare un giocatore migliore? Sapere recitare la tabellina dell’otto – spiega – non garantisce di colpire meglio di testa su un corner. Coniugare correttamente un verbo composto non migliora il dribbling. Vedere un film di Kurosawa non aiuta a comprendere il gioco. Di una cosa si dice certo: nessuna di queste tre cose peggiora, nessuna renderà peggiore un calciatore.

Per Valdano, cultura, educazione, curiosità allargano lo sguardo e rafforzano la fiducia in sé. Così ricorda quando lesse per la prima volta Manuel Vázquez Montalbán, e scoprì in lui un modo di legare il calcio alla politica e alla società. Da quel momento, giocare significò qualcosa di diverso. Capì che quanto andava facendo aveva un valore di rappresentanza, che il calcio occupava un posto più alto nella scala sociale, e che forse il calcio era più importante di quanto credesse. 

Una settimana fa, il filosofo del calcio ha avuto il privilegio di intervistare Kylian Mbappé, un giocatore che genera un’aspettativa planetaria. Quella pressione che può trasformarsi in stanchezza o superbia. Stavolta, racconta, era lui a invadere l’intimità dell’altro — e non gli risultava comodo. Ma l’equilibrio di Mbappé, il tono pacato, la naturalezza con cui rispondeva a ogni domanda gli sono sembrati ammirevoli. Non ha eluso nulla, ha trovato le parole giuste, e il suo scudo preferito contro i temi scomodi era il buon senso.

In quell’atteggiamento, nella chiarezza con cui ha saputo raccontare le proprie imprese o riconoscere gli errori, c’era qualcosa di più del talento: c’era educazione. Non quella accademica, ma quella che insegna a osservare il mondo senza perdere l’equilibrio riconosce Valdano. Oggi, un calciatore non è solo una macchina da ammirare, un taglio di capelli da imitare o un marchio globale: è uno specchio in cui milioni si riflettono. Non gli si può imporre di essere un esempio, ma è necessario riconoscere che la sua influenza esiste — e pesa.

Per tutto questo Valdano conclude segnalando un libro che riflette sul calcio come fenomeno culturale: Por qué el fútbol, di Galder Reguera, direttore della Fondazione dell’Athletic Club di Bilbao. Il progetto “Garathuz” — sviluppo, formazione umana dei giovani calciatori — combina incontri, esperienze e letture adatte a ogni età, per far coincidere la crescita sportiva con quella personale. L’Athletic, dice Valdano, ha già risposto a quella domanda iniziale: sì, un giocatore formato in ciò che è estraneo al calcio può diventare un giocatore migliore. Non perché il verso di una poesia migliori un controllo orientato, ma perché il calcio comincia nella testa e finisce nei piedi

E allora Valdano chiude alla sua maniera, sospendendo il tempo in una riflessione lieve: in pochi giorni ha trovato un calciatore intelligente, capace di guardarsi dalla giusta distanza, e un club che educa perché sa che il calcio è fatto di uomini che giocano. Ci sono settimane, scrive, in cui il calcio sembra davvero un buon posto in cui specchiarsi. E poi scopri che in quel posto si mettono insieme e decidono di protestare se una cosa non gli garba. 

 

dicono

Certe cose che fa Yamal

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▥   Repubblica: Basta autografi ai tifosi, l’ingordo Yamal si vende anche la firma ➔  Silvia Scotti racconta: Il piccolo tifoso deve solo andare sul sito specializzato e chiedere la carta di credito a mamma e papà. L’autografo di Lamine Yamal si acquista, al negozio o su Internet. Una società specializzata in gadget sportivi gli ha fatto la proposta, gli compra il nome, venderà tazze-penne-magliette, lui vuole accettare, ma non potrà fare autografi. Le persone che gestiscono i suoi contratti gli hanno chiesto di non firmarne più. Perché ora hanno un valore.

▥   La Gazzetta dello sport: Yamal, soccorso Barça – Derby di Catalogna, Flick in difficoltà si affida alla stella. I blaugrana sono reduci da due sconfitte. Con il Girona torna Lamine che continua a far discutere per le scelte fuori dal campo ➔  Filippo Maria Ricci scrive: Tutto ciò che circonda Lamine Yamal assume ormai una dimensione galattica. E attorno a lui c’è un quadro familiare peculiare: la madre che si offre di andare a cenare al ristorante Nobu di Londra con chi vuole pagare 800 sterline per la sua compagnia, il padre, accoltellato gravemente 15 mesi fa, che passa da un’eccentricità all’altra sempre pubblicizzate sui social. La nonna paterna sta cercando di mettere ordine, ma le vanno via da tutte le parti

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