Gli investimenti dell’Union
La più grande capitale europea senza calcio d’élite è Berlino. Ora ne stanno creando una. Nel campionato femminile. A Berlino-Köpenick, tra le mura dell’Alte Försterei, l’Union è una neopromossa in Bundesliga che gioca come se fosse già una squadra di Champions: acquisti di lusso, strategia ambiziosa, sogni di gloria internazionale. La polacca Tanja Pawollek, ex capitana dell’Eintracht Francoforte, Anna Aehling, Hannah Eurlings [120.000 euro di spesa, cifra record nel calcio femminile belga], Sophie Weidauer, Jenny Hipp e l’austriaca Eileen Campbell: portano tutte esperienza internazionale.
Dell’Union si è occupato Die Zeit raccontando degli investimenti nelle infrastrutture, dal centro Oberspree, inaugurato due anni fa per donne e giovani, al nuovo Alte Försterei che sarà condiviso con i maschi.
Il presidente Dirk Zingler non teme di criticare i rivali quando dice che è «vergognoso quanto poco siano pagate le donne. Alcuni club chiamano le professioniste ma non le pagano come tali. Finché giocheremo a calcio femminile in un centro giovanile, non possiamo sorprenderci se il settore non si sviluppa»
Fino a pochi anni fa, la squadra oscillava tra promozioni e retrocessioni in Regionalliga e serie B. Nel 2023 tutto è cambiato: Zingler ha ampliato lo staff tecnico, ha assunto un’allenatrice a tempo pieno e ha portato il team da due a sei membri. Tutte le giocatrici sono professioniste, un lusso raro persino in Bundesliga. L’effetto: 22 vittorie in 22 partite in Regionalliga 2023/24, differenza reti di 145 a 5, promozione immediata in serie B. Un anno dopo: la scalata in Bundesliga, chiusa con un 6.0 contro il Gütersloh davanti a oltre 20.000 spettatori. Die Zeit dice che l’Union Berlino non ha solo costruito una squadra vincente, ha creato un ecosistema. “Qui il calcio femminile non è un esercizio di pazienza o un hobby di medio livello: è una dichiarazione di serietà e lungimiranza”.