LA PAROLA CHE NON VI HO DETTO
Scuola
“A scuola con Sinner e Gattuso”: per la seconda volta in otto giorni, Jannik Sinner e Rino Gattuso sono nella stessa frase in un titolo in prima pagina sulla Gazzetta dello sport, nella rubrica La sveglia di Luigi Garlando. È un pezzo che parla a chi comincia la scuola, al milione e 300 mila studenti lombardi per i quali “stamattina la sveglia suona per davvero”.
“Preparatevi a giocare con lo spirito di Sinner” – consiglia Garlando. Ma anche “fate squadra come pretende Gattuso e aiutate chi è in difficoltà, come faceva Rino da mediano”. Ma sono esempi virtuosi, “per un milione e 300 mila studenti lombardi” anche Sofia Raffaeli che non gareggia per le medaglie ma per esprimere emozioni, Myriam Sylla felice di aver dato il meglio, Zico che amava il Maracanà, Toni Kroos che si lavava le scarpe, Nicolussi Caviglia che legge Omero. Che bello svegliarsi e poter andare a scuola così, sospinti dal vento di un modello.
Le povere ragazze e i poveri ragazzi del Friuli Venezia Giulia hanno invece cominciato ieri senza neppure un incoraggiamento – che so – di un Meret, uno Scuffet, uno Zoff. Nessuno che dalla prima pagina della Gazzetta gli abbia detto “coraggio, ragazzi” come avviene con “un milione e 300 mila studenti lombardi”.
In Veneto, in Valle d’Aosta, in Trentino, nella provincia autonoma di Trento, in Piemonte hanno sentito suonare la campanella addirittura mercoledì, due giorni prima – e accipicchia niente di niente – Sinner e Gattuso erano distratti. La scuola comincia quando comincia in Lombardia. Coraggio, ragazzi. E ragazze.