Mondiali dei club, giorno-2 | Lo stato d’allerta intorno a PSG-Atlético

PSG VS ATLETICO MADRID

Lo stato d’allerta a Los Angeles intorno alla partita

Campo principale

Alla conquista del mondo dice stamattina L’Équipe per l’esordio del PSG ai Mondiali dei club. Olé.

La vigilia? In stato di allerta, dice El Pais. La polizia americana ha modificato l’orario e il luogo della conferenza stampa degli allenatori per motivi di sicurezza. Una squadra speciale è stata spedita in città per gestire eventuali problemi che potrebbero sorgere dalle proteste di piazza.

Il giornale spagnolo racconta che il coprifuoco decretato dal sindaco di Los Angeles, il rumore degli elicotteri e il loro zig zag come lucciole tra i grattacieli adiacenti al Conrad Hotel, dove risiede l’Atlético, sono stati interpretati come sconvenienti, non come un segno di un pericolo. I giocatori che si sono presentati a parlare erano ben istruiti, allineati al discorso ufficiale della calma, per non generare allarme con le loro dichiarazioni. Tutti hanno fatto riferimento al fastidio delle sirene e degli elicotteri, ma hanno detto di essere concentrati sul loro lavoro.

Così L’Équipe riferisce di gente rilassata e sorridente.

Luis Enrique, a piedi nudi, si è tolto la maglietta ed è andato a fare una lunga passeggiata, da solo, nel campo di allenamento dell’Università della California. Abbronzato e con un fisico tonico, il tecnico parigino ha fatto una serie di giri di campo. Forse un modo per staccare la spina dopo la seduta d’allenamento, per pensare alla formazione che schiererà domenica? O semplicemente per godersi il sole che deve ricordargli un po’ Barcellona, ​​situata più o meno alla stessa latitudine della California?. Come al solito: noi che ne possiamo sapere. 

TRAME Quel che sappiamo è che da questa partita cominciò la costruzione della gioiosa macchina da gol parigina. Luis Enrique la mise in piedi ins seguito alla sconfitta contro i vecchi materassai al Parco dei Principi in Champions League sul finire del 2024: ci sono stati 152 gol in 58 partite, solo il Barcellona in Europa ne ha fatti di più. Una delle chiavi tattiche segnalate da L’Équipe è l’aggiustamento della posizione e della mentalità di Nuno Mendes.

L’Atlético era allora nel pieno del suo magnifico periodo di gloria, 15 vittorie consecutive fra ottobre e gennaio, in testa alla Liga prima di confondersi e vincere appena una volta tra metà gennaio e metà febbraio, compromettendo ogni cosa e giocandosi la tredicesima.

Simeone esibì a Parigi tutto il suo senso strategico per il contrattacco e si prese la sola partita vinta nella storia della Champions League con un possesso palla al di sotto del 30 percento.

CHI VEDERE

Dice L’Équipe  che dopo la spettacolare finale di Champions League contro l’Inter, Désiré Doué torna in campo con un nuovo status, quello dell’uomo che nel collaudato collettivo dei campioni d’Europa, ha piantato la bandiera sulla luna. Ha avuto un solo giorno libero dopo quella partita e lo ha trascorso in campagna con la famiglia per festeggiare il suo ventesimo compleanno. Dopo è stato in Nazionale da Deschamps e adesso ai Mondiali dei club, in coda a una stagione da 15 gol e 16 assist.

Come Kylian Mbappé – dice José Barroso – Doué dimostra una maturità rara per la sua età e sa dove vuole arrivare. È solo all’inizio della sua storia, ne è consapevole. Sa su cosa deve ancora lavorare. Luis Enrique gioca un ruolo chiave in questa traiettoria. Conosciamo il suo ritornello: la vera stella è la squadra.

ECCELLENZE  

Diego Simeone lo chiama Il Sicario perché ha segnato 14 gol entrando dalla panchina. In effetti Alexander Sorloth ha lasciato traccia di sé sui corpi di molte squadre, compresa la Nazionale italiana a Oslo. ha segnato nove volte nelle ultime otto partite colchonere, un finale di stagione che ha sconvolto le gerarchie e ha mandato in panchina Antoine Griezmann. Di lui dice il vecchio campione Adelardo che ha un profilo alla Diego Costa, un giocatore che all’Atlético mancava da qualche anno. Nell’ombra – racconta l’Équipe – ha sopportato pazientemente i problemi, ha continuato a lavorare e a sfruttare i minuti a disposizione, consapevole del suo ruolo decisivo nei finali di partita


PALMEIRAS vs PORTO 

È la prima volta da quasi cinquant’anni che il Porto non riesce a finire ai primi due posti del campionato per due stagioni di fila ed è la prima volta che arriva a giugno senza un trofeo dal 2021. Il Palmeiras si è allontanato dal Brasileirao per giocare questo torneo dopo aver vinto 7 delle prime 11 partite. Qui si gode le ultime esibizioni di Estêvão, dopo destinato al Chelsea. È stato un giocatore da 13 gol e 9 assist nella stagione scorsa.


BOTAFOGO VS SEATTLE

I Sounders arrivano alla partita d’apertura ai Mondiali dei club dopo due sconfitte consecutive contro Minnesota e Vancouver Whitecaps nella Major League. Il loro campionato è stato un’altalena. Sono sesti nella Western Conference dopo 18 partite con lo stesso numero di gol segnati e subiti [25]. Albert Rusnák è la loro stella, lo slovacco ha preso parte a 20 gol in 26 partite, 8 li ha segnati lui e 12 li ha fatti segnare. La squadra di Seattle ha una presenza alla Coppa del mondo FIFA del 2022, quando venne fatta fuori ai quarti di finale dagli egiziani dell’Al Ahly. Ha perso solo una delle ultime 15 partite al Lumen Field e dall’inizio del 2024 ha subito cinque sconfitte in 36 partite casalinghe. Il Botafogo è il campione in carica della Coppa Libertadores. Igor Jesus è il giocatore più pericoloso in attacco secondo le voci statistiche, primo per tiri in porta, tiri nello specchio e tocchi in area avversaria.


AL AHLY VS INTER MIAMI

Certe parate da Oscar

Non ci sono state molte emozioni autentiche nella partita d’apertura del torneo. Tanta musica e fuochi d’artificio prima del calcio d’inizio, ma nessun gol. Più di Messi ha lasciato il segno un altro argentino, il portiere Óscar Ustari, 38 anni, nel primo tempo ha parato un rigore all’egiziano Trezeguet.

Ustari era il terzo portiere ai Mondiali del 2006 e ha vinto l’oro olimpico due anni dopo a Tokyo. Ha tentato la strada del successo in Europa ma quando arrivò al Getafe si ruppe il crociato. Ci ha riprovato con l’Almeria e con il Sunderland ma senza giocare mai. In compenso si è lussato una rotula dopo una parata in Messico: in rete ci sono le foto dell’osso che gli esce dalla gamba, non le guardate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.