La finale tra due squadre che non abbiamo visto a Natale

La settima squadra campione NBA diversa in sette anni avrà un’altra caratteristica. Da quando la lega ha introdotto la tassa sul lusso – la multa che scatta quando per tre stagioni consecutive si supera il salary cap – per la prima volta nessuna delle due squadre arrivate alla finale per l’anello è stata obbligata a pagarla. Sedici degli ultimi 22 campioni e 26 delle ultime 44 finaliste hanno compilato il modulo dei contribuenti.
“Si tratta di due squadre – spiega Sports Illustrated – costruite principalmente su giovani talenti che per ora mantengono bassi i costi, nonostante la presenza di alcuni veterani molto quotati in rosa”. Le sei squadre campioni non paganti sono state Miami Heat nel 2006, San Antonio Spurs 2014, Golden State Warriors 2015, Golden State Warriors 2017 e Los Angeles Lakers 2020.
Non è tutto. Sia Indiana Pacers sia Oklahoma Thunder sono state escluse dalla programmazione televisiva del giorno di Natale, il clou mediatico della stagione nella lega.
“L’NBA ha sempre considerato il giorno di Natale come un evento di punta per vendere stelle e riportare l’attenzione sullo sport. I tifosi occasionali – dice la rivista americana – considerano la festività come l’inizio non ufficiale della stagione. Lavorare il giorno di Natale è un onore, un obiettivo a cui molte squadre aspirano”.
Oklahoma e Indiana non sono state ritenute all’altezza del gala [e questa cosa sta inquietando le tv per l’audience della finale]. È la prima volta dal 2007 che le finali NBA non includono almeno una squadra che abbia giocato a Natale. È la prima finale dal 2006 in cui si sfidano due franchigie che non hanno mai vinto, sebbene i notai ci tengano a dire che i Thunder sono stati generai da una costola dei Seattle Supersonic campioni nel 1979.
È una finale tra due vicini di casa, per quanto si possa essere vicini di casa se è previsto che in finale debbano sfidarsi una squadra che vien dall’est e una che viene dall’ovest. Gli Indiana Pacers e gli Oklahoma City Thunder hanno i loro palazzetti separati da soli 1.111,8 km. È la distanza più breve dalle finali 1971, quando i Milwaukee Bucks sfidarono i Baltimore Bullets: erano separati da 1.000 km.
Chi avesse voglia di recuperare le previsioni dei bookmaker di inizio stagione, scoprirebbe che questa finale era altamente improbabile. Una partita per l’anello tra gli Oklahoma City Thunder e gli Indiana Pacers aveva solo l’1% di probabilità di realizzarsi in ottobre, in gran parte a causa del modo in cui il mercato considerava i Pacers, perché i Thunder erano i grandi favoriti sulla sponda del Pacifico sin dall’inizio.