Quousque tandem, Florentino

La campagna di Real Madrid TV contro gli arbitri e la loro protesta

 

    Ora. Se finanche la prima pagina di Marca la chiama una crisi senza precedenti, con tutti i precedenti che sono passati dalle prime pagine di Marca, allora la faccenda in Spagna è definitivamente fuori controllo. In Spagna da tempo si sono dati al veleno. A grandi dosi, a piccole dosi, ogni tanto ci sono tracce di stanchezza per la faida ma alla fine Madrid contro Barcellona, Barcellona contro Madrid è una trama troppo naturale, troppo facile e perfino troppo conveniente. Alba Flores, l’attrice che è stata Nairobi ne La casa di carta, dice che il successo della serie si spiega con il fútbol, con la riconoscibilità dentro il suo schema di Real Madrid vs Barcellona così noto al mondo, i ladri contro il potere o i ladroni contro i romantici, dipende dal punto di vista che si sceglie nella storia.

Quel che è successo ieri si sa. Filippo Maria Ricci dalla Spagna per la Gazzetta l’ha definita una giornata assurda. Alla vigilia del Clásico che in Spagna giocano ogni giorno nella società, in televisione, sui quotidiani; un Clásico che stasera deve assegnare la Coppa del re [ultima volta 2014]; una partita che il Real di Ancelotti aspetta o per riemergere o per affondare definitivamente, gli arbitri hanno tenuto una conferenza stampa per denunciare la politica editoriale di Real Madrid TV, dove da qualche tempo si sono messi a caccia di errori che hanno danneggiato la squadra.

Ora. Gli arbitri che hanno danneggiato il Real Madrid in una stessa frase ci stanno a fatica. Ci stanno storicamente a fatica. Ma ci sono tv di parte straordinariamente capaci a imporre la propria visione del mondo. Può darsi che a Real Madrid TV sia andata così, o forse no, forse davvero gli arbitri spagnoli si sono incontrati da qualche parte, tempo fa, tutti insieme, con delle maschere, incappucciati, di nascosto, in segreto, e si son detti oh mi raccomando, nianche un rigore bisogna dargli, nianche uno

Fatto sta che Ricardo de Burgos Bengoechea, arbitro scelto per la finale di stasera, ha detto che «i video su Real Madrid TV ci mettono grande pressione e hanno anche gravi ripercussioni nella tua vita privata. Quando tuo figlio torna a casa da scuola piangendo perché gli dicono che suo padre è un ladro, è davvero dura. È una situazione assurda» prima di scoppiare in lacrime davanti ai microfoni, consolato dall’addetto al Var, Pablo Gonzalez Fuertes. Bengochea aveva fatto in tempo a dire che «ci sono colleghi che hanno preferito scendere di categoria per non avere sulle spalle tutte questa pressione».  

Su Ricardo de Burgos Bengoechea, la tv del Real da giorni racconta che è un incapace, non è all’altezza, non ha mai arbitrato una partita importante, il resto chi lo sa, chi lo sa se di lui ci si può fidare. Ha anche espulso in passato Ronaldo e Vinicius. Quando la conferenza è finita, il Real ha chiesto la ricusazione della terna, la federcalcio non l’ha accolta [la federcalcio in Spagna è questo posticino qui] e allora Florentino ha disposto di disertare la conferenza stampa, l’allenamento e la cena ufficiale. Anzi anzi, ha fatto balenare l’ipotesi di non presentarsi nemmeno alla partita dinanzi a quella che viene considerata una «chiara e manifesta animosità e ostilità di nei confronti del Real Madrid» con «toni minacciosi e allusivi» di proteste. Lo sapete com’è fatto Florentino, se non danno il Pallone d’oro a Vinicius alla festa non si va. Anche al Mondiale per club aveva minacciato di non andare perché il calendario, gli impegni, questo calcio dei calendari ipertrofici, la globalizzazione. Poi è venuto fuori che il montepremi è di 125 milioni di euro per chi vince e non protesta più nessuno, né Ancelotti né Florentino. 

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Martedì, ha rinunciato alla presentazione del nuovo libro di Jorge Valdano, Francisco Martín Pinzón, el segundo de Cristoforo Colombo (Editorial Gredos), perché scrivere la biografia di un secondo è da sfigati, chi sa chi è il vicepresidente del Real Madrid?

Mercoledì, invece, Florentino Pérez rinuncerà a tutte le parti del suo corpo che sono arrivate seconde: la mano sinistra, il piede sinistro, l’occhio sinistro, l’orecchio sinistro e via così, fino a quando allo specchio non ha avuto una ideona. 

Giovedì, cominceranno i lavori del nuovo stadio “Florentino Pérez” per le trasferte del nuovo campionato del Real Madrid che giocherà contro il Real Madrid. Anche se avere un Real Madrid secondo non gli piace, forse invita quelli dell’Atlético.

MARCO CIRIELLO, Domani

 

Le reazioni in Spagna sono per buona parte prevedibili. Non ci sarebbe quasi manco bisogno di leggere cosa pensano i giornali di Madrid di questa storia né cosa pensano quelli di Barcellona. Il giornalismo sportivo spagnolo è pieno di rubriche in cui gli opinionisti scrivono da tifosi dichiarati. Rispondono al bisogno di dar voce al punto di vista di una parte, una viscera. Tomás Roncero ne tiene una particolarmente scomposta su Diario AS e non si è sottratto. Si dice terrorizzato dall’arbitraggio di stasera. Pare questa la priorità. Interviene in difesa di Real Madrid TV come un tempo faceva Stielike davanti alla porta di Miguel Ángel e con una linea che avrebbe reso orgogliosa Vicky di Casa Pound scrive: E allora Negreira?

 

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  15 DICEMBRE 2019

 

Se i video fossero fuori dalla legge, gli arbitri da anni avrebbero avuto la possibilità di rivolgersi al tribunale, ma non l’hanno fatto. La libertà di espressione consiste nel manifestare la propria opinione attraverso immagini che piacciano o meno, e che riflettono ciò che i tifosi del Real Madrid hanno sofferto fin dai tempi dei campionati di Tenerife [1992 e 1993]. Ciò che è doloroso è che né De Burgos né González Fuertes si siano mai presentati al pubblico, indignati per il fatto che il loro vicepresidente abbia incassato per 17 anni otto milioni e mezzo di euro in quella che un procuratore ha definito corruzione sistemica. Se avete tenuto nascosto Negreira, i video di Real Madrid TV sono solo una bazzecola. La situazione di Negreira getta sospetti su tutti, e loro non possono venire a fare prediche sulla moralità a nessuno

Santiago Nolla è il direttore del Mundo Deportivo, la voce ufficiale della catalanidad calcistica e dell’identità regionale espressa attraverso il calcio. Nel suo editoriale di stamattina, Nolla parla di una Coppa che il Madrid ha insudiciato. 

Qualunque cosa accada, la Coppa è già macchiata. I canali del Real Madrid hanno diffamato la partita promuovendo inaccettabili molestie nei confronti dell’arbitro, un professionista onesto che ha subito intollerabili attacchi del canale televisivo ufficiale del club. Con Florentino come presidente, il Real sta distruggendo i valori del calcio con gesti tipici del fanatismo, del vittimismo o della paura. I Blancos  si rifiutano di mettere fine alla deplorevole campagna mediatica contro gli arbitri, mentre la maggior parte dei loro tifosi, e tutti i tifosi, sono sbalorditi dalle molestie nei confronti di un professionista che cerca solo di fare il suo lavoro al meglio. I tifosi capiscono le critiche agli arbitri; non le campagne orchestrate che mirano a esercitare pressione sulle loro decisioni. Il calcio è un gioco tra coloro che toccano la palla. È un gioco e una festa, e questo non potrà essere rubato, non importa quanto cerchino di influenzare le cose fuori dal campo e sporcare la Coppa.

Joaquin Maroto, ancora su Diario AS, dice che è stato un errore gravissimo da parte della federazione far parlare gli arbitri prima di una finale tra Real Madrid e Barcellona. È stato come gettare benzina sul fuoco. Forse sarebbe utile una dichiarazione che riconosca le affermazioni degli arbitri come inappropriate, intempestive e minacciose

Dalla poltrona di presidente della Lega, il gran nemico Tebas attacca Pérez per aver fatto filtrare l’ipotesi del boicottaggio «Che sensibilità la sua. Non protesta, fa pressione. Non si lamenta, minaccia. Non vuole migliorare il calcio, vuole il suo calcio. E la cosa più grave non è che ci provi. La cosa grave è che tanti permettano questa cosa e lo aiutino».

E gli hombre vertical del giornalismo spagnolo? Che dicono? Alfredo Relano su Diario AS ha scritto nella sua colonna quotidiana della lotta per la salvezza e del Valladolid di Ronaldo. Il commento con la linea del giornale è stato affidato al vicedirettore Luis Nieto. La sua idea è che la federcalcio ha commesso un errore facendo parlare gli arbitri: hanno cercato vendetta quando non era il loro turno, mentre il Madrid ha completato il disastro facendo loro un affronto.

Neanche Jorge Valdano, un cuore così bianco, si occupa della vicenda nella sua rubrica del sabato su El Pais – ed è molto probabile che la sua rubrica sia consegnata al giornale in anticipo. Valdano parla della finale in quanto il giorno più bello dell’anno per la liturgia calcistica nazionale e il fatto che ci siano Real e Barça in campo significa che la portata simbolica di ciascuna di esse renderà la partita un’esplosione emotiva dalla risonanza mondiale. Ogni club con l’orgoglio della propria storia, con il peso del presente, con la sua narrazione politica, sociale e culturale. Ecco. 

 

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  2 NOVEMBRE 2024

 

Juan Ignacio Gallardo, direttore di Marca, deve essere invece tra quelli che non ne può più. Invita Florentino Pérez a farla finita. Dice che il Real Madrid nel mese di febbraio ha premuto il pulsante nucleare contro gli arbitri con una devastante dichiarazione di guerra firmata da un anonimo membro del consiglio. Florentino Pérez ha evitato che il suo nome fosse direttamente associato a un’affermazione che avrebbe infranto la storia, la reputazione e i valori del club. Quelle quattro pagine trasudavano tensione per il caso Negreira: un episodio che andrebbe risolto e sanzionato prima possibile, affinché non continui a macchiare il nome degli arbitri. Ma Florentino non ne ha parlato direttamente per non irritare il Barcellona, di cui ha bisogno per portare avanti la Superlega. Pérez non osa attaccare Laporta, allora attacca un gruppo che non ha alcun sostegno mediatico, né sociale né istituzionale. Una classe che non ha nessuno che la difenda

Gallardo usa termini bellici, scrive un editoriale durissimo e parla di bombardamento incessante della popolazione arbitrale sotto forma di video dannosi e imbarazzanti trasmessi dalla Real Madrid TV. L’intenzione di Florentino è distruggere. Semplicemente. Per una sorta di vendetta o di giustizia privata per la vicenda Negreira, credendo di indebolire l’immagine della Liga a vantaggio del suo progetto elitario. Oltre, naturalmente, a cercare di costringere gli arbitri a fischiare in suo favore. Il Real Madrid non offre idee, non offre soluzioni, non partecipa alle riunioni per correggere o migliorare la situazione. Ci bombarda solo di video. Causando danni enormi alle persone che hanno un fischietto. Un danno tanto sproporzionato quanto indegno del Real Madrid. Fino a ieri, quando gli arbitri hanno detto basta. Giustamente. Le lacrime di De Burgos Bengoetxea sono il trionfo della bassezza. Le parole di González Fuertes sono la resistenza della dignità. Ma la colpa non è solo di Florentino. La colpa è di tutti coloro che restano in silenzio e non criticano il presidente del Real Madrid per questo comportamento della Real Madrid TV, che viola ogni valore, ogni principio e ogni fair play che possiamo immaginare. A parte Javier Tebas, nessuno che abbia autorità o una posizione di responsabilità ha denunciato fermamente e pubblicamente questi video, rendendosi complice della situazione. Il ministero dello sport, citato in copia nella dichiarazione di guerra, si è voltato dall’altra parte e ha risposto con un vergognoso silenzio. La federcalcio è stata tiepida. La risposta del Madrid dopo la difesa degli arbitri è stata di una rabbia monumentale, con una richiesta di cambio degli arbitri [non nego che sia un dibattito interessante, così come l’opportunità o meno delle critiche degli arbitri], e una velata minaccia di non presentarsi. Tutto questo è molto difficile da capire. Il Real Madrid dovrebbe smettere di aggiungere tensione a questa vicenda. Per il bene del nostro calcio dovremmo gridare: Florentino, basta

 

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  15 AGOSTO 2024

 

E comunque giocano, giocano, figuriamoci se non giocano. Come dice Ricci sulla Gazzetta: Hanno scherzato. E con loro la stampa madridista

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