Ci sono due gol da recuperare per la Francia stasera contro la Croazia, nella partita che rievoca la finale mondiale del 2018, sette anni fa, quando Macron venne accompagnato da Putin nello spogliatoio di Deschamps. Vincent Duluc su L’Équipe la definisce la serata della verità per i Blues, chiamati a “mostrare la loro vera natura” dopo la sconfitta dell’andata in trasferta.
Due gol da recuperare e “un filo da riannodare” dodici anni dopo un’analoga rimonta vissuta contro l’Ucraina per andare a giocare i Mondiali in Brasile. L’editorialista del giornale francese parla di una Nazionale che si trova “ai piedi di una vertigine”.
Quella notte di novembre del 2013 portava con sé la “tremenda e storica paura di perdersi un Mondiale. La paura di non qualificarsi per la Final Four della Nations League non è esattamente dello stesso ordine: ne parleremmo per un giorno o due, e saremmo più interessati all’inizio delle qualificazioni per il Mondiale del 2026”.
Anche Francia, come l’Italia, se va fuori finisce in un girone da cinque [Repubblica Ceca, Montenegro, Isole Faroe e Gibilterra] anziché da quattro [Ucraina, Islanda e Azerbaigian], ma come scrive Duluc non è il risultato a porre il problema, “piuttosto la misura del vuoto visto nel primo tempo e dell’impotenza del secondo”.
Intorno a Deschamps è stato riaperto un dibattito, innescato dall’annuncio della sua partenza nel 2026. L’Équipe dice che poche sconfitte della Nazionale portano misura: “gli eccessi derivano dalla rarità delle partite e dalla sensazione che dovremmo vedere il meglio del calcio, dunque dal divario tra questo desiderio e la realtà, dalla delusione per il fatto che i buoni periodi degli attaccanti nei loro club portino invece a un’espressione collettiva così poco interessante”.
Eurosport France esplicita tutto questo con il nome di Dembélé, al quale Luis Enrique ha dato un ruolo ricavandone grande efficacia, mentre Deschamps non riesce a far lo stesso. La stanchezza dalla Nazionale viene ricondotta un po’ alla Champions League e un po’ al Ramadan. Chi corre a guardare cosa si dice sui social per compilare il racconto della realtà con la finzione degli hashtag dice che la gente vuole il ritorno di Paul Pogba e Antoine Griezmann, “dato che Raymond Kopa non è disponibile” ironizza Duluc, eppure Tchouaméni è un titolare di Carlo Ancelotti al Real e Dembélé corre per il Pallone d’Oro.
L’urgenza vera, secondo L’Équipe, è ritrovare “uno slancio collettivo” attorno a Kylian Mbappé, reduce da tre sconfitte in tre partite da titolare partenze con i Blues: “Abbiamo sempre pensato che il suo ritorno ai massimi livelli, con il Real avrebbe cambiato la Nazionale”. E invece.
“Che i Blues si qualifichino o meno per la Final Four non è la questione più importante. Ma dimostrare che squadra vogliono essere, questo sì”.