Elisa Di Francisca, Benedetta Pilato e la stessa poltrona di Velasco

MEDUSE OLIMPICHE

Elisa Di Francisca e la stessa poltrona di Velasco

E insomma c’è questa storia di Elisa Di Francisca che nel salotto RAI del direttore Jacopo Volpi se l’è presa con Benedetta Pilato, non le sono piaciute le parole di serenità nell’accettare la sconfitta, un quarto posto arrivato per un centesimo di secondo, meno di un soffio, quella che si chiama medaglia di legno. La faccenda è montata un po’ quando Federica Pellegrini è scesa in difesa di Pilato senza citare l’ex fiorettista. Di Francisca ha spiegato di aver fatto una telefonata a Pilato per spiegarsi, e niente pareva finita, pare finita, chi lo sa. Stefano Semeraro su La Stampa ha scritto che nel vasto repertorio dei materiali con cui costruire le medaglie della delusione – carta, cartone, stoffa, legno, latta… – mancava la medaglia di carbone. A colmare il vuoto è arrivata, trionfalmente e con la consueta grinta, Elisa Di Francisca. Stavolta però prima con una stoccata a vuoto, poi con una parata tardiva.

Su X però qualcuno s’è ricordato che tre anni fa, durante i Giochi di Tokyo, Elisa Di Francisca era stata critica verso la spedizione italiana di scherma tornata senza ori e dallo studio RAI Julio Velasco le aveva risposto in modo severo. Julio Velasco è l’uomo che non considera l’alibi un elemento della discussione sportiva, l’uomo che pensa che un quarto posto vada al migliore del mondo tranne tre. Ecco, Velasco nel 2021 rispose così: «Queste dichiarazioni sono disgustose. Il problema non è se ha ragione o non ha ragione. È disgustoso il momento. I tempi sono sbagliati. È disgustoso parlare così di una collega, di un allenatore, gratuitamente. Viviamo dei momenti, non solo nello sport, in cui cercare di essere buoni è un difetto. Tutte le religioni della storia hanno invitato a cercare di sviluppare il buono contro il cattivo, il bene contro il male, adesso risulta che chi cerca il bene è un idiota, un buonista, non è sincero, è falso. Non è così. L’educazione passa dal reprimere certe cose che fanno male agli altri o non fanno bene alla comunità, e queste parole non fanno bene alla scherma, non fanno bene allo sport, sono una cosa del tutto gratuita, scomposta, disgustosa. Io credo che in tutti i settori possiamo criticare, ma questo è un attacco frontale, non è una critica. Poi in un momento nel quale sono addolorate, stanno soffrendo, vai a mettere il dito sulla piaga, tu che hai fatto quell’attività e sai che vuol dire perdere»

In un commento sotto il post si legge: Discorso bellissimo però in tutto questo perché Jacopo Volpi che adesso è il direttore la chiama come opinionista?. Intende: sulla stessa poltrona di Velasco. 

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