Solo nel fango ci incontravamo
Oscar Wilde
attese
Il regalo di Natale: un duello nel fango tra Van Aert e van der Poel
▻ Questo è un posto di orrori e di fantasmi. È il posto dove due anni ricoverarono Eddy Merckx per un grave trauma cranico dopo una caduta in bicicletta. È il posto dove un ventenne entrò armato di un coltello in un asilo e fece una strage. Quando mi vieni a prendere, il pezzo più lungo mai scritto da Ligabue, sette minuti, parla di questo.
E poi è stato come quando tolgono la luce / e la maestra urlava come con un’altra voce / se non stiamo buoni arriva forse l’uomo nero / io prima ho vomitato e lui adesso è qui davvero
Dendermonde, nelle Fiandre orientali, significa Bocca, nel senso di bocca di un fiume, una foce. Durante la prima guerra mondiale venne rasa al suolo. Ma è anche un posto di poeti e favole. Prudence van Duyse scrisse un inno per la città nel quale un cavallo gigante, nome: Ros Beiaard, protegge gli abitanti, o una cosa simile. Annelies Verbeke, assai premiata scrittrice belga, è nata qui. Qualche anno fa si prestò a una iniziativa del Goethe Institut che mandava gli autori di prestigio in giro per le case dei cittadini a leggere piece teatrali e opere.
Dendermonde è un posto di atrocità e anche di gemme, in fondo come tutti. È il posto dal quale lo sport ci spedisce il suo regalo di Natale, un presepe di biciclette in mezzo al fango, con una prova di Coppa del mondo di ciclocross che vede il ritorno di Matthew van der Poel – ve lo ricorderete – il nipote di Raymond Poulidor, autore di uno dei gesti più toccanti del 2021. Si presentò alla partenza del Tour de France con la maglia vintage del nonno, gli stessi colori dell’epoca. Voleva conquistare così la gialla che Poulidor non riuscì a indossare mai. Fallì l’assalto, ci riprovò, la prese. Alzò occhi e dita al cielo. Le dediche ai nonni sono state una costante in questi mesi. Van der Poel non corre dalla Roubaix di ottobre, la corsa vinta da Sonny Colbrelli in mezzo alle maschere di fango. Da quel pantano l’olandese è emerso con un infortunio alla schiena che l’ha tolto dalla scena, poi una caduta in allenamento gli ha fatto prendere una botta al ginocchio: ritorno rinviato. Fino a domenica.
«Il ginocchio non fa più male, la schiena invece è ancora lì che dà fastidio e dovrò conviverci. Dopo la Roubaix sono andato un po’ in vacanza e quello stupido problema al ginocchio non ci voleva. Ero in bici con un amico nel bosco, nemmeno un allenamento, piuttosto una girata. In un tratto scivoloso ho perso l’aderenza della ruota davanti e sono caduto battendo il ginocchio sulla ghiaia. Hanno pulito la pelle e tolto alcuni lembi di pelle e ho perso subito 4 giorni di allenamento. Poi sono ripartito, per ritrovare la forma, ma dopo 5-6 giorni ho dovuto fermarmi di nuovo. Ammetto di aver avuto paura. La mia stagione di cross quest’anno sarà già breve, poteva saltare del tutto, invece adesso sembra che vada tutto bene».
Matthew Van der Poel
Cosa aspettarsi? Papà Adri dice non più di un posto tra i primi cinque. Gli servono quattro corse d’assaggio per tornare a vincere.
Il regalo di Dendermonde non è meno gradito. Van der Poel si ripresenta al duello con Wout van Aert. Fanno questo da quando sono bambini. Su strada si sfidano da meno tempo. Sono stati alla partenza contemporaneamente per 46 volte. In 28 occasioni l’olandese è arrivato davanti, le vittorie sono 9-6. Enzo Vicennati su Bici Pro esclama: “Si salvi chi può! La sensazione è che la sua idea sia esattamente quella di rientrare in modo prepotente”.
Van Aert si è allenato in Spagna dopo aver vinto la prova nella neve di Vermiglio. A Dendermonde l’anno scorso vinse lui sotto la pioggia. Domenica dovrebbe essere asciutto e sarà un anticipo dei Mondiali in programma a gennaio a Fayette, negli Stati Uniti. Bicisport ha scritto in questi giorni che i due saranno avversari anche per la maglia verde al Tour de France: la classifica a punti è il nuovo obiettivo dichiarato per entrambi.
La corsa ha rischiato di essere cancellata come quella del 29 dicembre a Diegem. Cycling News sottolinea che la decisione del governo belga di vietare agli spettatori gli eventi sportivi ha causato il caos tra gli organizzatori. I campionati nazionali belgi a Middelkerke (8 e 9 gennaio) sono a rischio. La gara di Coppa del Mondo di Dendermonde va in scena nonostante la perdita di incassi, così come resta per ora in calendario l’Heusden-Zolder del 27 dicembre, la rivincita immediata.
La corsa di Diegem è saltata perché il percorso taglia in due il paese e accarezza due caffè. Sarebbe stato impossibile chiuderlo al pubblico. Il tracciato di Dendermonde è più isolato. I cinquemila biglietti venduti sono stati rimborsati. «Non volevo gettare la spugna» ha detto l’organizzatore Jurgen Mettepenningen ai media fiamminghi. «Certo, finanziariamente questo è un duro colpo. Alla fine sono riuscito a mantenere viva la corsa grazie al contributo del Comune». Francis Bosschaerts, presidente del comitato organizzatore di Deigem, invece si tormenta e si chiede perché i mercatini di Natale siano aperti a Bruges.
Il duello in realtà è poi un triello, perché si presenta al via pure Tom Pidcock, il nuovo fenomeno del ciclismo britannico, pure lui trasversale a cross, mountain bike e strada, come si usa adesso. Nella corsa femminile torna Marianne Vos. Contro Lucinda Brand e Denise Betsema.