Il ragazzo che per primo s’è preso Giro e Tour nella stessa estate dopo 26 anni, il ragazzo che per primo ha accumulato Giro-Tour-Mondiale dopo 37 anni, oggi può essere il primo dal 1995 a vincere con la maglia iridata alla prima corsa, senza dover aspettare la stagione successiva. Non succede da quando ci riuscì Abraham Olano, il passista che voleva somigliare a Indurain e che si trasformò in un paio d’anni da specialista per volatine alle Vuelta in un corridore implacabile a cronometro, e nelle corse a tappe straordinario nel recuperare in discesa quanto perdeva in salita.
Solo sei giorni dopo il Mondiale di Duitama – settembre 1995 – avrebbe vinto la Subida Naranco. Sono passati quasi trent’anni, Tadej Pogacar oggi può imitarlo al Giro dell’Emilia, 215 km, il colle San Luca da fare e rifare dopo aver già scalato la Zocca [13,9 km al 3,9% di media], la Grizzana Morandi [6,2 km al 5,8%] e il Montechiaro [3,1 km, 9,7% di media e passaggi al 18%], sulle stesse strade dove a luglio è cominciato il Tour, le strade care a Pantani. Di fronte allo sloveno il belga Remco Evenepoel, gli spagnoli Enric Mas e Pello Bilbao, il britannico Thomas Pidcock, il francese David Gaudu, tutti più o meno qui per preparare il Lombardia di sabato.
Anche Tom Boonen nel 2005 riuscì a vincere alla prima uscita con la maglia arcobaleno, sprintò davanti a tutti al GP di Doha, ma erano nel frattempo passati 144 giorni dal suo trionfo mondiale a Madrid. Si sarebbe ripetuto allo stesso modo in 4 delle prime 5 gare del nuovo anno. Nel 1998 lo svizzero Camenzind riuscì ad arrivare secondo alla Milano-Torino tre giorni dopo aver vinto il Mondiale e finì primo al Lombardia dopo altri tre. Freire vinse nel 2002 alla seconda uscita da campione, Bugno alla terza nel 1993 come Museeuw nel 1997 e Bettini nel 2006, anche lui al Lombardia (20 giorni dopo). Hushovd impiegò sole tre corse per vincere in arcobaleno al Trofeo Borgomanero nel 2010.
Il 2020 fu la stagione scompaginata dalla pandemia. Julian Alaphilippe vinse il Mondiale a fine settembre, non si presentò alla Freccia Vallone e chiuse quinto alla Liegi del 4 ottobre. Vinse la prima volta in arcobaleno il 7 alla Freccia del Brabante: erano passati 10 giorni. Dopo il bis iridato del 2021 dovette invece aspettare il 5 aprile dell’anno successivo, come Remco Evenepoel attese il 21 febbraio dell’anno dopo: alla nona corsa. Van der Poel nel 2023 è riuscito a tagliare il traguardo per primo da campione del mondo alla quarta corsa, era la Super 8 Classic, con un’attesa minima fra 6 agosto e 16 settembre.
Un tempo si parlava di maledizione della maglia iridata. Venne tirata fuori di nuovo per Mads Pedersen, che nel 2019 infilò tre ritiri alle tre corse successive il Mondiale. Dovette aspettare l’agosto del 2020 per sbloccarsi. Ma negli anni prima di lui non erano mai stati necessari più di 20 giorni di corsa. Nei Duemila il ciclista con più successi in maglia iridata in una stagione è stato Sagan con 18 primi posti ottenuti nel 2016 [in 73 giorni]. L’uomo che più l’ha portata in giro per il mondo è stato Philippe Gilbert nel 2013: per 99 giorni di corsa. Altro che maledizione. L’ultimo campione del mondo incapace di vincere per un anno intero con la maglia iridata sulle spalle è stato Luc Leblanc nel 1995, peraltro la vestì solo 10 volte, troppi infortuni. Era successo per primo al belga Karel Kars, il più giovane campione della storia, ventenne, trovatosi nel 1934 nella singolare condizione di aver vinto il Mondiale nel giorno in cui debuttava su strada. Era un pistard, batté tutti e se ne tornò alla pista per altri tre anni.
Il francese Antonin Magne, campione nel 1936, all’inizio della stagione successiva fu coinvolto in un incidente d’auto al volante della sua Panhard, si infortunò il ginocchio, sua moglie si ruppe la mascella, poi il suo amico André Raynaud morì durante una gara su pista. Così Magne nel 1937 corse solo due volte e non vinse mai. Senza vittoria in maglia iridata sono rimasti Toni Simpson nel 1966, Joop Zoetemelk nel 1986, Stephen Roche nel 1988 [ma la vestì solo per 5 giorni], Rudy Dhaenens nel 1991. La cosa più singolare di tutte è successa a Freddy Maertens, belga, due volte campione del mondo in volata, la prima battendo Moser nel 1976 e la seconda battendo Saronni nel 1981. Ebbene, dopo la prima volta stabilì il record di vittorie in una stagione con la maglia iridata [44 successi] e dopo la seconda non vinse mai più in carriera: avrebbe corso solo 6 volte per altri due anni.
Il destino più tragico è toccato al povero Jean-Pierre Monseré, morto da campione del mondo. Era arrivato primo nell’agosto 1970 a Leicester, fu travolto da un’auto nella primavera successiva, mentre correva l’ultima kermesse a Retie in preparazione alla Milano-Sanremo. Aveva 22 anni,