SETTE CILINDRI | Come la sta sfangando Verstappen
DI ROBERTO LIBERALE
① ARTEFICI UNA TABELLA PER NORRIS
Norris ha smentito quanti dubitavano delle sue capacità di partire in pole position e fare tutta la gara in testa. Qualche rischio l’ha corso durante due incontri ravvicinati con le barriere, ma alla fine ce l’ha fatta a diventare il 60esimo pilota nella storia della F1 a condurre un GP dal primo all’ultimo giro. Merito della sua McLaren, la nuova astronave che gira sulle piste di Formula Uno, ma anche dello stesso Lando, nel quale forse neppure la sua scuderia crede fino in fondo come possibile campione del mondo.
L’aritmetica dice che vincendo tutte le 6 prossime gare con il giro più veloce, più le tre sprint, Norris raggiungerebbe quota 459 punti. Un totale che sarebbe insufficiente a vincere il titolo, e per un solo punto, se Verstappen dovesse arrivare sempre secondo. Lando dovrà non solo provare a vincere sempre, ma anche sperare che almeno un pilota, almeno una volta, si inserisca tra lui e Max. Ammesso e non concesso che Norris riesca a fare un filotto del genere, quel pilota potrebbe essere il suo compagno Piastri che finora, anche se con merito, ha invece tolto un po’ di punti al suo caposquadra. Può darsi che con questa situazione di classifica le regole “papaya” tornino in soffitta per un po’. L’unica cosa certa è che il campionato 2024 non si chiuderà con 4 o 5 gare di anticipo, come invece è successo nelle ultime due stagioni.
② ORIZZONTI LA RASSEGNAZIONE DELLA RED BULL
Max Verstappen ha ancora una volta limitato i danni ma non c’è alcuna strategia in questo secondo posto. La Red Bull non è più una monoposto che possa essere guidata facendo calcoli. Solo Max in questo momento può riuscire a farla andare di nuovo così veloce. Dopo due Gran Premi abbastanza anonimi, Verstappen ha recuperato un po’ di feeling con la macchina, il risultato è stato vederlo almeno davanti alla McLaren di Piastri, mentre il suo compagno Pérez è arrivato a malapena in zona punti. Max è solo, sarà difficile avere un aiuto dal suo compagno di squadra, troppo lento per poter contrastare gli avversari, soprattutto con una vettura non più dominante come in passato.
Chris Horner e Helmut Marko si stanno rassegnando a perdere il campionato costruttori, non solo perché lo svantaggio rispetto alla McLaren è cresciuto a 41 punti, ma anche perché, come spesso ricordato qui, Zak Brown e Andrea Stella dispongono della migliore coppia di piloti del mondiale.
③ PROSPETTIVE FERRARI, BENEDETTA SIA LA SOSTA
Nonostante la delusione, la Ferrari continua a fare meglio in gara rispetto alle prove. Forse stavolta sarebbe meglio dire che ciò è successo soprattutto perché le due Rosse hanno fatto molto male sabato. Le qualifiche sono state pessime, con entrambe le monoposto senza un tempo valido in Q3. Probabilmente Leclerc, partendo più avanti su un circuito così poco adatto ai sorpassi, poteva finire sul podio. Molto difficile invece pensare che potesse insidiare Norris e Verstappen.
L’incidente di Sainz a Baku, unito ai punti persi a Singapore, pesa molto sulla classifica costruttori, anche se questa McLaren sembra attualmente inattaccabile. Alla fine un quinto e un settimo posto portano pochi punti rispetto al potenziale della Ferrari, soprattutto dopo 14 podi, di cui 4 consecutivi. Per recuperare ci sono ancora 6 Gran Premi e 3 Sprint Race e soprattutto quattro settimane di pausa che, contrariamente alle quattro estive, possono essere utilizzate per lavorare sulle monoposto.
④ PANORAMI MERCEDES, MAI TANTO MALE NELL’ERA DI HAMILTON
La Mercedes dice definitivamente addio a qualsiasi residua speranza di rientrare in lotta per il podio della classifica costruttori. Eppure le tre vittorie in quattro GP, tra Austria e Belgio, avevano fatto intravedere dei progressi che non sono stati del tutto confermati nelle ultime quattro gare. Ma la Formula Uno di quest’anno va così, ogni valutazione è prontamente smentita dalle gare successive. A parte l’eccezione della McLaren, è tutta un’altalena di prestazioni, anche se i team che arrivano al podio sono sempre gli stessi quattro.
La scuderia di Toto Wolff cerca di ottenere risultati migliori differenziando le strategie dei due piloti in ogni gara, ma alla fine l’impressione è che a rimetterci sia sempre Hamilton. In 11 Gran Premi su 18 Russell ha preceduto Lewis, anche se quest’ultimo conserva ancora 19 punti di vantaggio sul giovane compagno di squadra, in gran parte a causa della squalifica di Russell nel GP del Belgio dopo la vittoria in pista. Sottovoce si parla di favoritismi per il pilota che resterà al volante delle frecce d’argento anche nel 2025, il che non pare neanche così illogico, anche se la scuderia nega qualsiasi differenza di trattamento tra i due. Il quarto posto in classifica costruttori sarebbe il peggior piazzamento degli ultimi 12 anni. Mentre il sesto e il settimo posto in quella piloti costituirebbero il peggiore dal 2012, l’ultimo anno prima dell’arrivo di Hamilton. Tutto ciò nonostante le tre vittorie e i sette podi già ottenuti nel 2024.
⑤ MERIDIANE DATE UN SEDILE A COLAPINTO
Le scuderie di seconda fascia, tra cui va ormai annoverata anche la Aston Martin, continuano ad avere enormi difficoltà a entrare in zona punti. A Singapore emerge la Haas, con i 2 punti portati a casa da Hulkenberg, mentre Alonso salva l’onore della Aston Martin con 4 punticini. La Kick Sauber è ancora a 0 punti, mentre si distingue ancora Franco Colapinto con una gara solida e un ottimo 11esimo posto, al limite della zona punti. Sarebbe un peccato non rivederlo l’anno prossimo in Formula Uno, anche se ormai di posti disponibili al volante delle monoposto del 2025 sembrano non essercene più.
⑥ DISCUSSIONI UNA F1 INTERGENERAZIONALE
È la terza volta che sul podio salgono insieme Norris, Piastri e Verstappen, la prima nel 2024. La prima volta in assoluto fu nel GP di Giappone della scorsa stagione, e si trattò del quarto podio più giovane della storia come età media. Quest’anno è già il 22esimo, ma è un chiaro segnale che il ricambio generazionale è ormai in corso, e il prossimo GP, con Lawson, Colapinto, Piastri e Tsunoda, tutti nati dopo il 2000, sarà un assaggio del ringiovanimento del 2025.
L’altra faccia della medaglia è costituita dal sempreverde Fernando Alonso, che continua a entrare in zona punti. Ora è al posto 24 come pilota più anziano a esserci riuscito, con i suoi 43 anni, 1 mese e 24 giorni. La bravura e la passione non hanno età.
⑦ TRAMONTI RICCIARDO VERSO L’EPILOGO
Le parole di Daniel Ricciardo lasciano presagire un imminente addio alla Formula Uno. Dispiacerà non vedere più il simpaticissimo pilota australiano nel paddock e in pista, ma francamente non ha più mostrato quelle doti che lo hanno portato a vincere 8 Gran Premi, a salire 32 volte sul podio e arrivare due volte terzo nel mondiale. La sua decisione di lasciare la Red Bull a fine 2018, dopo che Max Verstappen gli aveva tolto a suon di risultati i galloni di caposquadra, fu molto sofferta. Daniel voleva diventare campione del mondo, e con Max in squadra sarebbe stato impossibile. Allo stesso tempo, è stato il compagno che ha meno sofferto psicologicamente Verstappen, forse anche perché si sono incrociati quando Max aveva solo 20 anni.
Nelle due successive stagioni in Renault, Daniel ha fatto meglio dei suoi compagni di squadra, prima Hulkenberg e poi Ocon, mentre in McLaren, nonostante sia riuscito a vincere il suo ultimo Gran Premio a Monza nel 2021, non si è mai adattato alla monoposto, ed è stato sopravanzato in entrambe le stagioni dall’emergente Norris. Forse la sua separazione con la scuderia di Woking ha rappresentato l’inizio del suo declino. Rimasto appiedato ad inizio stagione 2023, è rientrato in Alpha Tauri a metà stagione al posto di Nyck De Vries disputando però soli 7 Gran Premi a causa di una frattura alla mano nelle prove libere in Olanda. Confermato quest’anno nella stessa scuderia, anche se denominata diversamente, è riuscito a rimanere in orbita Red Bull con la speranza, mai abbandonata, di prendere il posto di Sergio Pérez. Invece, quasi sicuramente, toccherà a lui farsi da parte per lasciare il volante a un giovane emergente, il 22enne Liam Lawson.
PUZZLE | CHE COSA SI DICE IN GIRO
▥ LANDO SECONDO MAX Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “Verstappen sembra considerare il suo antagonista non ancora attrezzato per un confronto ad alta tensione. Freddezza e ferocia da abbinare al talento. Tutta roba che maneggia da quando andava all’asilo, che ha visto e decifrato colluttando con Lewis Hamilton. E sa che Piastri e Leclerc hanno voglia e mezzi per fregare a Lando qualche pezzo di pane. Non riesce più a viaggiare davanti. Ma quando guarda dietro, non vede ancora una vera minaccia, un solo specchio. Qualcuno fatto della sua stessa pasta”
▥ UNA NON GARA Umberto Zapelloni, il Giornale: “Il duello mondiale in pratica non c’è mai stato. Norris è schizzato via alla partenza e poi ha gradualmente aumentato il margine fino ad arrivare al cambio gomme in tutta sicurezza. Per la prima volta a Singapore non è dovuta scendere in pista la safety car (sono ormai 8 gare che Maylander non lavora) e tutto è filato via liscio”.
▥ CERTI INCASTRI GIUSTI Leo Turrini, il Resto del Carlino: “La F1 è come il cubo di Rubik. Ce l’avete presente? Devi azzeccare tutti gli incastri per ottenere il risultato perfetto. A Maranello lo sanno benissimo, non foss’altro per storia, tradizione e cultura. Solo che. Solo che a volte se ne dimenticano la lezione di Andrea Stella, il capo italiano della squadra britannica, non può essere ignorata. La posso riassumere in una frase cara a James Bond: never say never again. Tradotto: mai dire mai. A nessuno a primavera sarebbe venuto in mente che la Dittatura Bibitara era attaccabile: a Stella sì. La fantasia degli italiani, già”.
▥ LA DIFFERENZA TRA EROSIONE E VALANGA Gianluca Gasparini, la Gazzetta dello sport: “Un momento preciso ha fotografato in modo netto la sua superiorità, quando dal muretto gli hanno chiesto di provare a portare il vantaggio su Max da 2 a 5 secondi (per sicurezza) e lui ha eseguito in un amen con facilità irrisoria. È come se la grande competitività della McLaren desse la sensazione di poter travolgere tutto e tutti ma poi alla fine, facendo bene i conti, ci si rende conto che si tratta di un’erosione e non di una valanga. Ci sono ancora sei appuntamenti iridati, se la Red Bull del campione in carica si comporta come a Singapore, togliergli la corona sarà impossibile o quasi”.
▥ COSA SARA’ Fabio Tavelli, il Foglio: “È improbabile che Norris riesca a fare un bottino del 100 per cento dei punti disponibili, quante volte Verstappen riuscirà ad arrivare secondo? E quanti inserimenti nella prima e nella seconda posizione potranno arrivare da Piastri e Leclerc? Considerando molto difficile un periodico Norris-Verstappen da qui alla fine della stagione saranno decisivi gli altri, considerando che sia l’olandese che l’inglese non dovranno mai fare “zero” al termine del week end di gara. E se lo spread si dovesse ridurre ancora forse al team Mc Laren torneranno in mente i punti lasciati per strada per errori o strategie”.
▥ COME ANDARSENE’ Fulvio Solms, Corriere dello sport-stadio: “Bella è stata quella lunga indecisione prima di uscire dalla macchina come chi, lasciando definitivamente l’ufficio, prima di imboccare la porta si giri a guardarlo per un’ultima volta. Evviva questo ragazzo dai sentimenti delicati e l’umorismo di grana grossa, molto australiano nonostante le radici siculo-calabresi. Parlò anche con la Ferrari: non sortì nulla di concreto, ma il nostro non se ne fece un cruccio. Evviva questo modo positivo di vedere la vita, molto oltre il microcosmo dei motori”