Il calcio è bello se è ingiusto e crudele

Dalla Germania, terra di filosofia, arriva una riflessione sul calcio come dramma: sulla buona sorte e la crudeltà dei gol segnati e presi nei minuti di recupero. Sulla supremazia dell’ingiustizia. Deutschlandfunk, la radio pubblica, dice che ora la Croazia piange e l’Italia festeggia, perché il calcio è per sua natura uno sport ingiusto, e questo fa parte del suo fascino. Julian Tilders ha scritto che il dramma è un archetipo della letteratura. La storia si sviluppa in più atti attraverso un arco di suspense determinato esclusivamente dalle persone che interagiscono

L’ultimo atto di Croazia-Italia è stato indirizzato verso l’epilogo dalla decisione dell’arbitro di concedere otto minuti di recupero, una decisione che ha fatto infuriare i croati. Il ct Slatko Dalic ha fiutato aria di complotto e il giornalista di Deutschlandfunk Matthias Friebe sostiene che non c’erano motivi a sufficienza per arrivare al 98esimo, non si sono mai visti in altre partite a questo Europeo. Il capo degli arbitri della UEFA, Roberto Rosetti, non voleva i tempi di recupero lunghi che abbiamo visto ai Mondiali in Qatar. E invece. 

Tuttavia, eccepisce Julian Tilders, tutto quel tempo aggiuntivo era legittimo. Perché una variabile incontrollabile nel dramma calcistico è la discrezionalità dell’arbitro. Secondo l’International Football Association Board (IFAB) l’estensione del tempo di gioco può avere diverse ragioni: sostituzioni, interruzioni per infortuni, controlli del videoassistente, esultanze dopo il gol. Alcuni di questi punti elencati sono argomenti a favore dell’arbitro Makkelie: i croati hanno perso molto tempo verso la fine

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Il discorso è un altro. Non è matematico, non è ragionieristico, è filosofico. Dice Deutschlandfunk che bisogna accettare le ingiustizie. Il discorso è anche fisico. Metin Tolan, rettore dell’Università di Gottingen, ha scritto un libro sulla fisica del calcio e in una intervista con la Südwestrundfunk  [SWR, emittente della Germania occidentale] spiega che «nel calcio molto spesso vince la squadra peggiore. Si può anche calcolare approssimativamente intorno al 26 percento dei casi. È tantissimo».

Secondo il fisico sperimentale, il motivo è che vengono segnati pochi gol. Dunque l’incidenza del caso è altissima. Altri sport hanno più gol o più punti, come la pallamano o il basket. Tolan chiarisce che nel calcio «una squadra potrebbe vincere una partita solo grazie alla pura fortuna». Una maniera per ricondurre il gioco verso i sacri pascoli della giustizia, secondo Tolan, sarebbe allargare le porte. Così le partite non finirebbero più 1-0, 2-1, 0-0, ma tipo 25-20. «Se un gol è stato assegnato per una decisione sbagliata dell’arbitro, non finirà per avere un ruolo importante come oggi».

Secondo Deutschlandfunk il fisico stesso, sotto sotto, sa che la proposta suggerita non è realistica, andiamo. Tolan infatti dà al calcio nella sua forma attuale un valore di intrattenimento più elevato: «L’ingiustizia è la bellezza del calcio, perché i drammi si scrivono con pochi momenti salienti. La giustizia non è l’obiettivo del calcio. L’obiettivo è darci qualcosa di drammatico e questo sport sa farlo più di altri».

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C’è chi lo scopre tardi, molto tardi, molto più tardi di altri. Luka Modrić è finito solo ora nel suo pozzo dell’infelicità. A Marco Ciriello su Domani ha dato l’idea del Siddhartha di Hesse quando esce dal Palazzo, finisce per scoprire l’esistenza della povertà e del dolore. In effetti, Lukone se ne stava abituato alle comodità del Palazzo di Madrid”, quel Bernabéui dove in genere è il suo Real a buttare fuori tutti gli altri nei secondi finali”.

Eh la bellezza è bellezza pure quando la subisci. Figuriamoci adesso che arriva l’eliminazione diretta. 

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