EURO 2024
LE PARTITE DI OGGI| 15.00 Girone E: Slovacchia vs Ucraina [Düsseldorf] Come dice l’Amico geniale di Slalom nella chat, ci sono partite in cui non pensi ai giocatori in campo, ma a tutta la storia che la sfida rappresenta. Come se giocassero Atene contro Lega del Peloponneso, oppure Bizantini contro Persiani, oppure Nocerina-Paganese. Lo scriveva guardando Slovenia-Serbia e pensando ai cori dell’altro giorno ascoltati durante Croazia-Albania, proprio mentre L’Équipe di stamattina presenta Slovacchia-Ucraina come “uno scontro geopolitico sullo sfondo della partita”, la Nazionale del paese aggredito dalla Russia contro un altro della Ue, i cui leader politici sono apertamente filo-russi. Dall’implosione dell’URSS e dalla scissione della Cecoslovacchia all’inizio degli anni ’90, Kiev e Bratislava hanno mantenuto ottimi rapporti. Anche dopo l’invasione russa del febbraio 2022, la Slovacchia ha fornito aiuti militari al suo vicino, a 100 km dal confine. La solidarietà è andata in frantumi nell’autunno del 2023, con il ritorno al potere di Robert Fico, attuale primo ministro, ex uomon di sinistra, cinquantenne, l’uomo forte del Paese, a capo di una coalizione con il partito nazionalista di estrema destra SNS. Il mese scorso è stato vittima di un tentato omicidio, ma la sua posizione resta inequivocabile: filo-russo e anti-americano, Fico ha condotto una campagna per la fine degli aiuti all’Ucraina, promettendo di non consegnare più un solo proiettile e ha chiesto la fine delle sanzioni europee contro Putin. Le relazioni commerciali tra i due paesi non sono state interrotte, l’opinione pubblica slovacca è divisa. Alle recenti presidenziali si è imposto Pietro Pellegrini, vicino alla coalizione di governo, contro il candidato europeista Ivan Korcok. Pellegrini si è insediato sabato difendono l’idea di un ’allentamento dei legami con gli alleati della NATO e dell’UE. In conferenza stampa, Rebrov e Zinchenko non hanno voluto parlare di politica.
| 18.00 D: Polonia – Austria [Berlino] La Gazzetta dello sport: “Che rischi, mr. Rangnick” – Voleva soltanto l’Austria, ma ora è già a un bivio. Il c.t. ha rifiutato il Bayern per restare con la nazionale: nello spareggio tra ultime con la Polonia si gioca tutto ➔ Fabiana Della Valle ha scritto: “Eppure i tifosi sono sereni e fiduciosi, nonostante le assenze di Schlager, Alaba e Kalajdzic, perché il guru Ralf ha portato una nuova consapevolezza, restituendo a tutta la nazione la voglia di sognare e di puntare in alto. Strano che sia stato proprio un tedesco a fare breccia nei cuori degli austriaci, eppure è così. Rangnick ha conquistato il popolo del pallone con la sua filosofia: transizioni rapide, copertura degli spazi, pressing e contropressing. Nuovi leader I giocatori con lui sanno sempre quello che devono fare, senza incertezze o affanni”
| 21.00 D: Paesi Bassi – Francia [Lipsia] Blu, bianca e rossa. Con un galletto al centro della fronte. Il mistero a cui si stava appassionando la Francia è stato svelato. Ecco la maschera usata da Mbappé, ma come dice The Athletic: quel che sappiamo è che Kylian indosserà una maschera quando tornerà a giocare. Quel che ancora non sappiamo: come sarà. Le regole della UEFA dicono che deve essere di un colore solo. Che si scordi allora di fare il patriota.
Che si scordi pure di mettere piede in campo contro l’Olanda. C’è in palio il primo posto nel girone, d’accordo, ma non è un momento abbastanza caldo per azzardare. Meglio tenersi le tre piccole cinghie sul setto nasale, i lievi segni sotto gli occhi, e guardare cosa fanno gli altri. Mbappé in questi giorni ha ritoccato la palla e ha centrato la porta. È stato a chiacchierare a lungo con Didier Deschamps , gli ha raccontato le sue sensazioni. Ma non p venuto il momento di mettere la fibra di carbonio ed entrare nella lunga storia dei calciatori mascherati, ricostruita qui da L’Équipe, una storia a cui appartiene in modo più artigianale pure Fabio Cannavaro – che proprio contro la Francia ai Mondiali del ‘98 marcò Guivar’ch con la faccia avvolta dentro una retina dopo un colpo preso. Vincent Duluc su L’Équipe ha scritto che “una volta sono le elezioni legislative, e non sono finite, un’altra volta è il naso di Mbappé, e non è finita: insomma l’Europeo tedesco per i Blues non è proprio centrato sugli affari del pallone”. Si parla poco di William Saliba, dell’ottimo debutto di Mike Maignan, del moto perpetuo di N’Golo Kanté, “questo venerdì – scrive – rimane comunque una buona giornata per fare un grande passo e liberarsi da questa storia della qualificazione, o anche dalla suspense che circonda il primo posto nel girone. Francia-Olanda si presenta come uno spareggio. Certo, la squadra dovrà fare molto meglio che a Düsseldorf nella sua espressione offensiva, senza perdere niente in difesa”. Ecco di nuovo Lipsia, per i francesi, la città dove non riuscirono a battere la Corea del Sud nel 2006, dove Zidane buttò giù a calci la porta dello spogliatoio, furioso per essere stato sostituito da Raymond Domenech. La porta ora è in esposizione da qualche parte, dice L’Équipe, “così come da qualche parte esistono statue della sua testata a Marco Materazzi”
ANTAGONISTI VIRGIL VAN DIJK Contro l’attacco francese il baluardo è il solito Virgil van Dijk, il Pallone d’oro del 2019 al posto di Messi, se non ci fossero stati fra i candidati altri cinque compagni di squadra del super Liverpool kloppesco, tra cui Mané quarto, Salah quinto, Alisson settimo. Una dispersione di voti che a lui tolsero gli 8 sufficienti a scavalcare Leo. Comunque. Van Dijk resta per L’Èquipe “una roccia al servizio dell’attacco olandese, un pilastro della retroguardia, ma anche una soluzione offensiva. Pressing, duelli aerei, leadership: tutte le sue qualità difensive sono al servizio dell’attacco”. Secondo Thymoté Pinon e Maxime Lorry “spesso descritto come imperiale, sereno o impassibile quando la sua squadra difende, Virgil van Dijk è anche una vera arma offensiva per Ronald Koeman. Il capitano degli Orange (69 presenze, 9 gol) sembra pensare un passo in anticipo cosa faranno i suoi compagni”.
VITE EUROPEE NATHAN AKÉ Nel cinquantesimo anniversario dei Mondiali dell’Arancia Meccanica, nata proprio su questi stessi prati di Germania, quell’idea di calcio orchestrale e sinfonico trova un riflesso nella biografia più recente di Nathan Aké, difensore del Manchester City. Disabituato all’ozio, durante la pandemia e il lockdown, arredò il salotto comprandosi un pianoforte. Per la gioia dei vicini, si è messo a suonare come un matto e dopo ha cominciato a sostenere il programma Playing for Change dell’organizzazione benefica Restore the Music, finanziato dal produttore giapponese di strumenti musicali Casio. Il progetto ha già permesso a sei scuole dei quartieri popolari di Manchester, sei scuole tra elementari, medie e superiori, di dotarsi di una decina di tastiere digitali. Aké ha fatto un tour di visite per incontrare i bambini all’inizio di febbraio. Non lontano dall’Etihad Stadium, c’è un istituto dove la maggior parte degli alunni ha diritto a pasti scolastici gratuiti [questa fu invece una grande battaglia di Marcus Rashford] . Quand’è arrivato hanno suonato insieme una canzone.
La Stampa: “Nel nome della rosa” – La seconda maglia della Germania nata tra le polemiche esce dagli stadi e viene indossata anche al supermercato e nei parchi per dimostrare che il Paese non sta andando verso l’ultradestra Con l’appoggio dei big del calcio tedesco. Giulia Zonca ha scritto: “La maglia rosa sta in coda ai supermercati, nei parchi, annodata in vita dalle donne in cerca dello scarso sole della Ruhr, portata sopra gli shorts per le vie di Monaco, appoggiata sui passeggini, sopra le bici dentro il Parkstadion di Gelsenkirchen, non più in vendita perché è esaurita. È la divisa da trasferta della Germania ed è la risposta a chi cerca di strumentalizzare la nazionale. Indossata come un sentimento, come la prova che il Paese non sta andando verso l’ultradestra. Non in sostanza. E basta contare, basta guardare, vale il colpo d’occhio come smentita sociale. Almeno questa è l’idea dell’acquisto in massa: mostrarsi in rosa come antidoto all’insofferenza capricciosa che sposta l’equilibrio verso l’estremo. Maggioranza silenziosa sì, però ben visibile”. Ma no, ma no, Cristiano Ronaldo non è il passato, non è un dinosauro sulla via dell’estinzione, non è un pezzo di battilocchio da Miseria e Nobiltà. Cristiano Ronaldo è un miracolo ambulante. Così viene definito da Matthew Syed, firma di spicco del calcio al Times. “A 39 anni, potrebbe non essere più il giocatore di una volta, ma pochissimi atleti possono eguagliare il maestro portoghese quando si tratta di sostenere l’eccellenza attraverso il sacrificio e la disciplina”. Al suo sesto Europeo, scrive il giornale londinese, se ne sta “ancora con quella spavalderia, quella faccia scolpita, quel torso scandalosamente scolpito – e ancora trasuda fame, la fame che suggerisce il motivo per cui potrebbe battere ancora più record durante il crepuscolo di una delle carriere sportive più sorprendenti”. Molti lo hanno criticato per la partita contro la Cechia, ma Syed confessa “di percepire una realtà diversa: un maestro invecchiato, pieno di intelligenza calcistica, che dà un contributo significativo alle prestazioni di una squadra in un campionato importante”. Insomma: smettiamola con i 5 e mezzo. La Gazzetta dello sport: “Quel fuorigioco anti-spettacolo da cambiare subito per non tradire lo spirito del gioco” – Franco Arturi ha scritto: “Richiamarsi alla storia di queste norme aiuta a capire che ci siamo allontanati dallo spirito del gioco. Già con le prime regolamentazioni nell’Ottocento il fuorigioco era previsto, ma in modo radicale e molto simile al rugby: in sostanza si poteva passare la palla solo all’indietro perché tutti i compagni più avanti del passatore erano giudicati in posizione irregolare. Con gradualità ci si liberò di questa sovrastruttura rugbistica e il fuorigioco servì correttamente soltanto ad impedire che qualche attaccante si installasse stabilmente davanti al portiere avversario e segnasse facilmente ogni volta che gli arrivava il pallone. … La bellezza del calcio, questa è la mia opinione, deriva dal suo adeguarsi ai tempi, non a una fissità di tradizioni, spesso controproducenti”. USA 2024 BRUTTINA MA VINCENTE, IL DEBUTTO DELL’ARGENTINA IN COPPA AMERICA2-0 Certo, in Qatar contro l’Arabia Saudita era andata peggio. Ma neppure il debutto in Coppa América dell’Argentina sul campo di Atlanta è stato particolarmente brillante. “Una partita divertente davanti a un pubblico chiassoso” la definisce The Athletic, sottolineando il lavoro della difesa canadese, il reparto centrale che ha costretto l’Argentina a far muovere la palla lateralmente. Gli spazi si sono aperti, ma quando sono passati a Di Maria a destra o a Marcos Acuña a sinistra, l’Argentina raramente ha sfruttato la possibilità. Sembrava che il centrocampista Leandro Paredes e il difensore Cristian Romero sapessero che Di Maria non avrebbe mai superato Alphonso Davies”, così la palla non gliel’hanno passata mai. La Nacion sottolinea i mind games di Scaloni, il fatto che l’Argentina ha ritardato il ritorno in campo dopo l’intervallo, mentre il Canada aspettava pazientemente. È diventata la norma per Messi e i suoi fardelli. Elogi per Maxime Crepeau, il portiere del Canada, che ha atteso pazientemente la sua occasione. Alla vigilia dei Mondiali 2022 si ruppe una gamba nella finale della Coppa MLS. CON I POTENTI MEZZI: I RIFLESSI FILMATI
PROGRAMMA 21 GIUGNO Perù-Cile | 22 GIUGNO Messico-Giamaica, Ecuador-Venezuela | 23 GIUGNO Stati Uniti-Bolivia, Uruguay-Panama | 24 GIUGNO: Brasile-Costa Rica, Colombia-Paraguay | 25 GIUGNO: Cile-Argentina, Perù-Canada | 26 GIUGNO: Venezuela-Messico, Ecuador-Giamaica | 27 GIUGNO: Panama-Stati Uniti, Uruguay-Bolivia | 28 GIUGNO: Paraguay-Brasile, Colombia-Costa Rica | 29 GIUGNO: Argentina-Perù, Canada-Cile | 30 GIUGNO: Messico-Ecuador, Giamaica-Venezuela | 1° LUGLIO: Stati Uniti-Uruguay, Bolivia-Panama | 2 LUGLIO: Brasile-Colombia, Costa Rica-Paraguay | 4-5-6 LUGLIO: Quarti di finale | 9-10 LUGLIO: Semifinali | 13 LUGLIO: Finale per il 3° posto | 14 LUGLIO: Finale |
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SINNER E MUSETTI IN SEMIFINALE SULL’ERBA
IL RECORD ITALIANO DI BENEDETTA PILATO SUI 100 RANA AL SETTE COLLI
I GOL AGLI EUROPEI DI CALCIO, LA STAFFETTA DELLA FIACCOLA OLIMPICA, IL DIVORZIO TRA MELLI E L’OLIMPIA
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TENNIS
SINNER E MUSETTI IN SEMIFINALE SULL’ERBAASPETTANDO WIMBLEDON Per la seconda settimana di fila, Lorenzo Musetti è in semifinale sull’erba. Dopo il derby perso con Stoccarda, domani al Queen’s cerca un posto in finale contro Jordan Thompson. Oggi ha battuto Billy Harris per 6-3, 7-5 e alla fine si è detto emozionato.
Jannik Sinner si è qualificato per la semifinale al torneo di Halle.
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AMERICHE
TRENTUNO ANNI DI ATTESA, UNA SQUADRA CANADESE A DUE PARTITE DAL TITOLO NHLHOCKEY SU GHIACCIO
Tre a zero. La serie di sette finali di NHL era cominciata quella di NBA. Nei panni dei Boston Celtics: i Florida Panthers. Nei panni dei Dallas Mavericks: gli Edmonton Oilers. La differenza è che gli Edmonton Oilers si sono stufati della parte, da Gara-4 si sono rivoltati contro i drammaturghi che avevano scritto per l’hockey lo stesso copione della pallacanestro. Così hanno segnato 13 volte e hanno preso solo 4 gol: 8-1 la prima volta in casa, 5-3 la seconda in trasferta. La notte prossima nella propria arena avranno la chance di riportare in parità la partita per il titolo, tenendo in piedi la chance di portare la Stanley Cup in Canada, a distanza di 31 anni dall’ultima volta.
LA PANCHINA DEI LAKERS A JJ REDICK: FINORA HA ALLENATO LA SQUADRA DEL FIGLIONBA Sette settimane dopo aver licenziato Darvin Ham, i Los Angeles Lakers hanno scelto il loro prossimo allenatore, JJ Redick, il veterano NBA, da 15 anni podcaster. Avrà un contratto quadriennale da 8 milioni di dollari a stagione.
IL TOUR DE FLAMME IL FUOCO SULLE STRADE CUPE DI VICHY VERSO PARIGI | -35 GIORNI Il sacro fuoco di Olimpia incrocia uno dei nomi bruni della storia di Francia, percorrendo la comunità di Vichy, che per il sito olimpico è “una zona dove veniamo per ricaricare le batterie, goderci le sue acque e i suoi bagni termali”, per i custodi della memoria è la cittadina nota per essere stata la capitale di uno stato francese fantoccio e collaborazionista della Germania nazista, la Repubblica di Vichy spuntata durante la seconda guerra mondiale nella Francia meridionale. La fiaccola parte dalla cittadina di Mayet-de-Montagne, si dirige verso Saint-Yorre [“la città che brilla” per le sue acque termali], e poi a Saint-Germain-des-Fossés, le colline di Cusset e Vichy, dove resterà la notte, al termine del solito programma di luci, colori, giochi di bandiere, ricchi premi e cotillon. Tedofori di giornata: Théo Curin, nuotatore paralimpico; Brendan O’Callaghan, ex calciatore; Yves Carrey, escursionista. Se in questo Tour de Flamme ci affidiamo alle pagine di Gianni Mura come ogni giorno, allora scopriamo che a Mende nel ’39 “era stato costruito un campo d’internamento per donne. Il sindaco, Henry Bourrillon, avvocato, aveva ottenuto che i figli delle internate seguissero regolarmente la scuola. Questo e altri atti contro il regime di Vichy portarono alla sua destituzione, nel ’41. Diventò uno dei capi della resistenza in Lozère, fu arrestato e deportato in un lager tedesco, dove morì”. Lo scrisse nell’anno della maglia gialla di Vincenzo Nibali. Un’altra volta fu un’insurrezione di Alaphilippe alle regole del gruppo a spingerlo verso una digressione nei paraggi di Vichy. “Alaphilippe – raccontò Mura – ha due baffetti anni ‘20, come li aveva Petit Breton, e questo mi autorizza a dedicargli due versi di Guillaume Apollinaire: “Le souvenirs sont cors de chasse/ dont meurt le bruit parmi le vent”. Glieli dedico per smentirli, in parte. Sarà anche vero che i ricordi sono corni da caccia il cui rumore muore nel vento. Ma non per lui: perché ha attaccato sullo sterrato della Glière, dove il Tour non era mai passato in oltre un secolo? Perché il Tour de l’Avenir c’era passato nel 2013 e lassù aveva vinto lui. Nel passaggio per la Glière la carovana pubblicitaria non ha trasmesso musiche e alle altre auto del seguito era stato raccomandato di non suonare il clacson. Perché su queste strade strette, tra rocce e boschi, più di 120 partigiani erano stati uccisi dalla Wehrmacht e dalle truppe del governo di Vichy. All’improvviso si sente Yves Montand, “ Le chant de la libération”. Penso sia la suoneria del mio cellulare, invece è la tv che la trasmette integralmente. Ecco perché a volte i ricordi non muoiono nel vento ma vanno, vengono, restano e, in determinati momenti della Storia o delle storie di ciascuno, confortano”
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L’ESAME DEL SETTECOLLIEccolo, il Settecolli, la grande classica del nuoto che ha spinto l’Italia – e non solo – a rinunciare agli Europei. Ci sono 51 paesi, 1.000 iscritti, alcune star internazionali che usano l’aria di Roma come messa a punto per le Olimpiadi di Parigi, ormai vicine un mese, o distanti un mese, chi lo sa. Il 23 giugno è la data di scadenza per fare i tempi minimi di qualificazione. Vedremo Sarah Sjostrom, Siobhan Haughey, Marrit Steenbergen, Adam Peaty, Ben Proud, Matthew Richards, Ruta Meilutyte, Daniel Wiffen, Florian Wellbrock e Daiya Seto.
CARNET ORE 18 100 Dorso maschili, 50 Dorso femminili, 400 Stile Libero maschili, 200 Stile Libero femminili, 100 Rana maschili, 100 Rana femminili, 100 Farfalla maschili, 50 Farfalla femminili, 50 Stile Libero maschili, 1500 Stile Libero femminili
LE GUIDE INUTILI DI SLALOM CHI VEDERE
Nei 100 DORSO Thomas Ceccon assaggia la sfida a distanza con Olivier Morgan, che ha battuto il record britannico con 52.70 in aprile. Ceccon ha disputato i 100 dorso solo una volta nel 2024 – nuotando un 52.99 all’Acropolis Swim Open di aprile. Ma nelle liste stagionali ha ancora il 52.27 dello scorso ottobre. E POI COM’È ANDATA Ceccon ha vinto in 52.43 passando in 25.40, “uno standard che non si vedeva da un po’ di tempo” secondo Luca Sacchi in diretta RAI. Ai Trials americani Murphy ha nuotato in 52.22 ai Trials, Hunter Armstrong in 52.72. Ceccon ha detto che non si aspettava questo tempo, pensava di fare 52.8, «Volevo vedere se ci sono. Ho la forma di 2 giorni». Nei 400 STILE spicca l’assenza di Maertens, uno dei pochi in grado di sfidare [forse] il detentore del record mondiale Daniel Wiffen negli 800 stile, insieme con l’altro tedesco Sven Schwarz e con Gregorio Paltrinieri. Vediamo come sta Adam Peaty, vediamolo subito nei 100 RANA, ai campionati britannici ha nuotato il suo tempo più veloce da tre anni a questa parte, scendendo sotto la soglia dei 58 secondi per la 21esima volta in carriera da quando è diventato il primo uomo a riuscirci nel 2015. Il suo 57,94 della stagione si colloca al secondo posto nella classifica mondiale stagionale dietro al cinese Qin Haiyang [57,69]. Il vuoto al vertice sta per finire. Un bel test per Niccolò Martinenghi – che quel vuoto l’ha occupato. In campo femminile, i 100 RANA sono la gara del ritorno di Ruta Meilutyte a 2 mesi dall’intervento chirurgico al piede sinistro. Il suo rientro all’agonismo era stato una delle storie più belle ai Mondiali 2023, con la riconquista del titolo a un decennio di distanza dalla prima volta. È tornata ad allenarsi in aprile, vediamo in che condizioni si trova, testa a testa, spalla a spalla con Benedetta Pillato, Tes Schouten e la svedese Sophie Hansson. E POI COM’È ANDATA Benedetta Pilato ha battuto il primato italiano dei 100 rana nuotando in 1:05.44, dopo un passaggio a metà gara in 30.33. Luca Sacchi in diretta RAI ha parlato di “bellissima prova di un’atleta che aspettiamo nei 100 metri con l’idea che sia ancora tutta da vedere su questa distanza: un connubio di potenza e dinamismo”. Benedetta Pilato ha detto sibillina: «Quando elimini dalla tua vita le cose e le persone negative, tutto diventa più facile». Martina Carraro ha annunciato in lacrime che è stato il suo ultimo 100 rana. «Proverò con tutta me stessa a qualificarmi per le Olimpiadi nei 200 rana, altrimenti ci saluteremo domenica».
A fine serata i 1.500 sono l’esame per Simona Quadarella, ma la tedesca Isabel Gose in campo europeo non le è più così lontana. Va messo in conto che per l’oro olimpico Katie Ledecky è irraggiungibile.
La giornata-4 degli Europei ha continuato a proporre qualche buon risultato cronometrico, a dispetto della cattiva pubblicità che si fa alla manifestazione, senza stelle e senza Italia. I primi tre sul podio dei 100 farfalla [oro a Milak] sono scesi tutti sotto i 51 secondi: a Roma 2022 non era successo. I due ori ex aequo nei 200 rana [il bulgaro Epitropov e lo svedese Persson] con 2:09.45 sarebbero stati comunque di bronzo nel 2022. Barbora Seemanova ha nuotato i 200 stile libero in 1:55.37, un tempo che sarebbe stato buono per vincere anche due anni fa. È la ragazza ceka che batté Federica Pellegrini nel 2020. In due sotto scese sotto i 28″ nei 50 dorso femminili, ma sarebbero rimaste giù dal podio a Roma, la 4×100 stile libero ha proposto tempi lontani dall’eccellenza. La Polonia ha vinto 5 medaglie in un giorno solo, l’Ungheria si è portata in testa al medagliere con 3 ori, 8 argenti e 6 bronzi.
AMERICHE I TRIALS Kate Douglass sta trasformando i Trials USA in una dimostrazione di versatilità. Così dice Dave Sheinin che li segue per il Washington Post. Un riferimento al successo nei 200 rana, arrivato il giorno dopo quello nei 100m stile libero. Del resto c’è una sua foto gigantesca sull’edificio del Lucas Oil Stadium, una foto alta 25 metri sopra una statua di Peyton Manning. Perché avrebbero dovuta metterla lassù? Kate era attesa come la grande novità della selezione per i Giochi, anzi come “l’ultima reincarnazione del talento versatile, uno dei più speciali nella storia recente”. Douglass è stata a lungo in linea con il passo da primato del mondo e ha dato 2 secondi e mezzo di distacco a Lilly King. È già certa di nuotare a Parigi anche tre staffette, oltre alle due gare individuali, e sabato parte da favorita per un posto anche nei 200 misti. Resta iscritta pure ai 50 stile libero, di cui detiene il primato americano. “Quando vince – scrive il Washington Post – sembra che si aspetti di vincere. Quando perde… beh, non l’ha ancora fatto”. Così spunta anche per lei l’ormai diffusa definizione di unicorno, una ragazza cioè che potrebbe nuotare in una mezza dozzina di eventi individuali – “e prendere una medaglia anche in tutti, se il programma olimpico lo consentisse”. Douglass sta cercando di realizzare qualcosa che nessuna donna americana ha mai fatto: qualificarsi per un’Olimpiade nello stile libero, nella rana e nei misti. E dopo a Parigi si vedrà. Ha vinto un bronzo a Tokyo tre anni fa nei 200 misti quando aveva 19 anni, oggi è una macchina divoratrice di medaglie. Sette ori ai campionati NCAA 2022, dove è diventata la prima in assoluto, uomo o donna, a vincere titoli in tre diversi stili individuali. Altri sette ori NCAA nel 2023. Sei medaglie, di cui due ori, ai mondiali 2023 di Fukuoka. È in piena fiducia mentale, sostiene l’allenatore della Virginia Todd DeSorbo, capo allenatore femminile per il Team USA a Parigi. «Non dico che prima non fosse sicura di sé, ma non sapeva di cosa era capace. Nei suoi primi due anni alla Virginia, ogni volta che faceva qualcosa di eccezionale, era uno shock. La prima volta che ci siamo incontrati al primo anno, le ho detto che aveva il talento per andare alle Olimpiadi, ma che dovevano accadere molte cose per arrivare a quel livello e lei le ha fatte accadere. Si pone obiettivi ambiziosi e ci lavora». Dice il Washington post che probabilmente non era un obiettivo diventare una foto da 25 metri sulla facciata di uno stadio, “ma eccola qui, entro la fine dell’estate, potrebbero anche decidere di lasciare la foto lassù per sempre”. SMITH & DRESSEL Altre storie ne abbiamo? Un’altra stella multi-stili americana è Regan Smith. Ha aggiunto la vittoria nei 200 farfalla a quella nei 100 dorso. Ha nuotato in 2:05.70, quasi un secondo più veloce della ventenne Alex Shackell. Il suo secondo posto le vale la convocazione per Parigi insieme a suo fratello Aaron, che ha vinto i 400 stile libero maschili nella serata di apertura. Entrambi saranno ai Giochi per la prima volta. Ryan Murphy ha vinto come previsto nei 200 dorso, diventando il primo nuotatore maschio a qualificarsi in tre Trials consecutivi. Ma Slalom rivolge un pensiero al povero Jack Aikins, terzo due sere fa nei 100, terzo classificato pure nella notte, fuori dalla Nazionale per un margine complessivo di meno di due decimi di secondo. Non si fa nulla nelle nostre vite in mno di 2 decimi di secondo. Aikins ci ha perso un’esperienza all’Olimpiade. Una cosa mai vista è accaduta nelle semifinali dei 50 stile libero, dove Caeleb Dressel ha fatto segnare il secondo miglior tempo [21.61] e il suo miglior crono degli ultimi due anni, alle spalle di Chris Giuliano [21.59]. Adam Chaney e Jonny Kulow hanno nuotato in 21.89 l’ottavo crono alla pari, l’ultimo per un posto in finale. Sono stati così costretti a fare uno spareggio a fine serata. CVhaney si è migliorato di 10 centesimi, è sceso a 21.79, ma pure Kulow, uguale, 21.79, hanno fatto un altro ex aequo. Che si fa? La monetina? No. si fa lo spareggio dello spareggio. Gli hanno dato 45 minuti di riposo e li hanno ributtati in acqua. Questa volta Chaney ha avuto la meglio con 21.81 contro 21.99. SMETTILA, MI IMBARAZZI Lilly King ha avuto appena il tempo di sfilarsi gli occhialini e la cuffia dopo il secondo posto nei 200 metri rana, prima di un incontro a sorpresa con il suo fidanzato James Wells ai bordi della piscina. Era un agguato. Wells stava aspettando con un discorso nella testa e un anello in tasca, appena ha avuto la ragazza nei paraggi è entrato diabolicamente in azione inginocchiandosi ai suoi piedi per chiederle di sposarlo. Come un un fumetto, King si è coperta la bocca per lo shock. Non perché pensasse che il malandro era scivolato, ma proprio per quella insana proposta con tutta quella puzza di cloro attorno. Sì, sì, sì, pare che abbia detto, o forse solo due volte, chi lo sa, non si capisce bene, comunque sì, ecco, l’ha abbracciato e vivranno felici e contenti fino al giorno in cui ringrazieranno chi si è battuto per l’introduzione del divorzio nel codice delle leggi. Sono quelle cose che sul web diventano vir… mmm, vir… mmm, niente, non esce, e insomma, chi siamo noi per non mettere qui il video della scena, con i potenti mezzi di Slalom.
Lunedì Lilly King si era già qualificata per i Giochi di Parigi nei 100 rana, ma nessun uomo quel giorno le aveva chiesto di sposarlo, neppure James Wells, forse bloccato dagli uomini della sicurezza, non ci sono versioni ufficiali su questo punto. I risultati in tempo reale QUI
LA SIGNORA DEI FISCHI E’ ANCORA QUA C’è una storia pure ai Trial che passano dalle Bahamas. Tra coloro che cercano la qualificazione c’è la sei volte campionessa del mondo e tre volte medaglia olimpica Yulia Efimova, ormai 32enne, l’unica nuotatrice russa a cui sia stato concesso lo status neutrale per i Giochi Olimpici di Parigi. Accade a 10 anni di distanza dalla positività alla deidroepiandrosterone (DHEA) che le costò una squalifica di 16 mesi. Al rientro, Mondiali di Kazan 2015, vinse l’oro nei 100 rana e il bronzo nei 50. Un nuovo controllo nel febbraio 2016 la trovò positiva al meldonium, sostanza che andava di moda al tempo: la stessa che mise nei guai Maria Sharapova. Efimova rischiò la squalifica a vita, il TAS le permise di partecipare ai Giochi di RIo, i suoi argenti nei 100 e 200 rana furono accolti dai fischi del pubblico e le critiche delle avversarie. Dopo aver accennato all’inizio dell’anno di voler prendere in considerazione il tentativo di qualificarsi ai Giochi, ci prova alle Bahamas. Efimova ha vissuto e si è formata negli Stati Uniti, nel sud della California. La sua ultima grande competizione internazionale sono state le Olimpiadi di Tokyo, dove si è piazzata quinta nei 100 rana [1:06.02]. Il suo miglior tempo nella finestra di qualificazione è stato 1:07.43 nei 100 e 2:26.45 nei 200, ai campionati russi di aprile. Gli standard olimpici “sono rispettivamente 1:06.79 e 2:23.91. Sebbene le autorità russe abbiano pubblicamente affermato che spetta ai singoli atleti decidere se vogliono richiedere lo status di neutralità per gareggiare, di volontarie e volontari ce ne sono stati veramente pochi. In numero superiore si sono candidati dalla Bielorussia, e sono stati ammessi. Efimova è iscritta ai 50 rana, 100 rana, 200 rana e 200 misti.
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