Europei di atletica. Giornata-5, cosa è successo minuto per minuto

GLI EUROPEI DI ATLETICA

MARTEDÌ 11 GIUGNO

Il venerdì è stato delle donne, il super-sabato degli uomini, la domenica mattina dei maratoneti, il lunedì di una martellista, il martedì di chi ama lo show. Ha fatto un altro assolo Nadia Battocletti andando a prendersi il secondo oro con il secondo record italiano, una doppietta storica con i 5.000 e sciogliendosi – lei che è sempre così riservata.

Ha preso un argento Alessandro Sibilio dietro il re degli ostacoli Karsten Warholm: altro record italiano. Ha dato spettacolo soprattutto Gimbo Tamberi, di nuovo con la mezza barba,  e poi le bandiere, i salti, i baci a sua moglie Chiara, a un certo punto pure la gag di un infortunio, simulato per avere il tempo di andare a ripescare certe molle che aveva nascosto a bordo pedana e fingere di tirarle fuori dalle scarpe, un po’ come a Tokyo aveva fatto trovare il gambale di gesso sulla pista.

 

 

Che matto meraviglioso per la 20esima medaglia, il decimo oro: molto, molto di più della previsione più ottimista. Sono 10 anche i primati italiani caduti, l’ultimo in ordine di tempo nel decathlon con Dario Dester. 

Marco Bonarrigo sul Corriere della sera ha scritto: Quanta gioiosa impudenza, quale sfrenata fantasia, che classe sconfinata ci vogliono per trasformare una pista di atletica leggera in palco di concerto rock, per rischiare di gettare al vento un titolo europeo tramortiti dal caos creato manu propria sugli spalti e in pista, per ribaltare tutto all’ultimo istante saltando un mostruoso 2 metri e 37 e poi correre in tribuna con il tricolore attorno al collo — ogni protocollo infranto — ad abbracciare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella? Peccato per chi non c’era, per chi non ci ha creduto: quella di ieri sera all’Olimpico è stata la più bella, più folle serata della storia dell’atletica azzurra in Italia.

Una follia che Emanuela Audisio su Repubblica racconta così: Quando la banda passò, Tamberi volò. Due Repubbliche insieme, l’Italia istituzionale e quella dello sport: Mattarella e il portabandiera azzurro. Il Presidente discreto e il performer scatenato. Nemmeno Vittorio Gassman preparava così bene i suoi colpi di scena. E ora non dategli una pedana, ma Hollywood. Domani le due Italie si incontrano di nuovo, il capitano dell’Italia olimpica andrà al Quirinale a ritirare la bandiera che imbarcherà a Parigi sul battello per la cerimonia d’apertura sulla Senna. 

Giulia Zonca su La Stampa dice che Tamberi avrebbe almeno potuto avvertire il suo migliore amico per lo scherzo delle molle, e invece quello in tribuna si mette le mani in testa e sta per svenire, inquadrato nel maxischermo. La scena è puro umorismo nero, perché prima dei Giochi di Rio, nel 2016 è andata proprio così: Il rischia tutto è sempre la molla che fa scattare Tamberi e lui, perfido, ci gioca pure. Mostra la spirale di metallo su cui rimbalzare, solo che non ce l’ha nelle scarpe, ce l’ha nella testa Quando arriva da Mattarella ci si aspetta quasi una scena alla Benigni. Non ci si stupirebbe se lo prendesse in braccio

Marco Bucciantini sulla Gazzetta cuce le medaglie dell’atletica al boom del tennis [sei Under-23 fra i primi 100], a quello del nuoto [72 medaglie agli Europei di Roma 2022] e scrive che c’è una giovane, giovanissima Italia che vince, che si propone come una Primavera. E il calcio. A Bucciantini pare che il calcio non sia fuori da questa linea, perché la Under-17 e la Under-19 sono campioni d’Europa, la Under-20 vicecampione del mondo, ma fa notare che l’Italia del calcio si disperde intorno ai 20 anni, quando manca il coraggio, la serenità e forse la libertà di far sfidare a questi ragazzi le “resistenze”, permettendo loro di superarle, di migliorare, di misurarsi con i loro limiti e spostarli. Negli sport individuali non si può imbrigliare un destino. Si può dire che lo sport individuale intesta all’agonista il suo destino, il tempo sceglie per lui, lo lancia, lo premia, lo seleziona, lo perde.

In uno sport di squadra come il calcio, intorno al quale la passione dei giovani come spettatori viene registrata in calo, nel calcio – scrive Bucciantini – c’è bisogno di un “patto” superiore alle necessità dei bilanci da sistemare cominciando a frullare calciatori, alle ritrosie culturali di un Paese che fatica a lasciare spazio ai giovani, ai luoghi comuni che incidono sulle scelte, per cui per un giovane c’è sempre tempo. E invece no. Dei campioni Under 19 della scorsa estate solo Kayode è stato (per un periodo, e per l’infortunio di Dodò) titolare in Serie A. Altri hanno giocato (spesso molto bene) in B. Altri chissà quando e se li vedremo. In modo un po’ demagogico e furbesco si potrebbe dire che Ceccon o Simonelli, Cobolli o Furlani in panchina non può metterli nessuno

[LA GARA DI TAMBERI]  [LA GARA DI BATTOCLETTI]

IL MEDAGLIERE DOPO LA GIORNATA-5

LA GIORNATA MINUTO PER MINUTO

 9.35 Decathlon, 110 ostacoli

E POI

Ancora un super Gletty, al suo primato personale, e un’altra pioggia di migliori prestazioni stagionali per i migliori. 


 | 10.10 800 metri femminili, semifinali

▥  WR & ER: 1:53.28 Jarmila Kratochvilová TCH 1983

▥  L’ultimo oro: Hodgkinson GBR

▥  Le cinque migliori prestazioni del 2024: 1:55.78 Keely Hodgkinson GBR, 1:59.20 Erin Wallace GBR, 1:59.55 Alex Bell GBR, 1:59.57 Gabriela Gajanova SVK, 1:59.59 Eveliina Maattanen FIN

▥  Grandi assenti: 1:57.45 Jemma Reekie GBR, 1:57.86 Phoebe Gill GBR, 1:58.51 Ciara Mageean IRL, 1:59.93 Georgia Bell GBR, 2:00.16 Ellie Baker GBR, 2:00.16i Audrey Werro SUI, 2:00.27i Isabelle Boffey GBR

 

 

 

 

 

 

 


 | 10.30 Decathlon, lancio del disco

La conferma della buona condizione di Kevin Mayer, alla ricerca del minimo per andare ai Giochi. Sotto tono invece sia Gletty sia Erm. 


 | 10.35 Salto in lungo femminile, qualificazioni

WR & ER: 7.52 Galina Chistyakova URS 1988

  L’ultimo oro: Ivana Vuleta SRB

 Le cinque migliori prestazioni del 2024: 6.95i Malaika Mihambo GER (6.79), 6.91i Mikaelle Assani GER (6.65), 6.88 Agate De Sousa POR, 6.86 Larissa Iapichino ITA, 6.81i Laura Muller GER (6.73)

 Grandi assenti:6.84i Viyaleta Skvartsova BLR, 6.78 Yelena Sokolova RUS, 6.77i Natassia Mironchyk-Ivanova BLR

E POI

A Larissa Iapichino è bastato un salto, un salto solo per fare la misura minima di qualificazione alla finale di domani. Sei metri e 71, si è rivestita e arrivederci a tutte. Ancora meglio la tedesca Mihambo, la più grande dissipatrice di centimetri del nostro tempo, l’atleta che lascia dai 10 ai 20 centimetri allo stacco sull’asse di battuta. Deve averci lavorato, ha fatto segnare la migliore misura europea dell’anno con 7,03 – la sola sopra la barriera dei sette metri.

A De Santis su La Stampa, Larissa Iapichino ha detto: «Per il bronzo potrebbe bastare un salto da 6,80-6,85. Ma servirà la migliore Larissa perché nella nostra disciplina, negli ultimi mesi, c’è stato un grande ricambio generazionale. Finalmente non sono più la cucciola del gruppo: stanno emergendo tante nuove che possono andare a medaglia».


 | 10.45 4×400 maschile, batterie

WR: 2:54.29 USA 1993 ER : 2:56.60 GBR 1991

 L’ultimo oro: Great Britain & NI

Le cinque migliori prestazioni del 2024:3:00.09 Belgio, 3:01.25 Germania, 3:01.60 Italia, 3:02.10 GBR, 3:02.39 Spagna

 

E POI

Due primati nazionali per il Portogallo e per l’Ungheria. Qualificazione centrata per gli azzurri, lasciando a riposo Luca Sito, la rivelazione di questi Europei. Sara Simeoni lo ha definito con Giulia Zonca su la Stampa finalmente un italiano che li sa correre bene.  


 | 11.15 4×400 femminile, batterie

 WR & ER: 3:15.17 USSR 1988

Le cinque migliori prestazioni del 2024:3:24.38 Irlanda, 3:24.71 Polonia, 3:25.07i Olanda, 3:26.28 Italia, 3:26.79 Belgio

Grandi assenti:3:24.89 Great Britain

 

E POI

Tre primati nazionali, per Spagna Norvegia e Svezia, ma solo alle prime è bastato per qualificarsi alla finale. Italia avanti con uno dei due tempi buoni per il ripescaggio, senza Mangione né Folorunso in squadra

 


 | 11.55 Decathlon, salto con l’asta

Al personale di Erm e Rooth, ha risposto Kevin Mayer con un 5,30 che è la sua migliore misura stagionale.


 | 12.00 4×100 maschile, batterie

WR: 36.84 Giamaica 2012 ER: 37.47 GBR 2017

 L’ultimo oro: GBR

Le cinque migliori prestazioni del 2024:38.14 Italia, 38.30 Olanda, 38.32 Francia, 38.36 GBR, 38.55 Svizzera

E POI

Il Belgio ha fatto il record nazionale, l’Italia il secondo tempo delle batteria [38.40] di fatto con la squadra B. Il professor Di Mulo ha sciolto il rebus della formazione, non ha utilizzato nessuno dei medagliati nelle gare individuali [Ali, Jacobs e Tortu], fuori anche Desalu. Si è affidato a Rigali, Melluzzo, Patta e Simonelli. Giulia Zonca su La Stampa: Avere plurime soluzioni dovrebbe servire a gestire il campione olimpico. Anche se questi ragazzi dimostrano continuamente di saper sorprendere


| 12.30 4×100 femminile, batterie

WR: 40.82 USA 2012 ER: 41.37 GDR 1986

 L’ultimo oro: Germania

Le cinque migliori prestazioni del 2024:42.33 GBR, 42.60 Italia, 42.72 Germania, 42.75 Francia, 42.75 Svizzera

E POI

Per 12 centesimi l’Italia è rimasta fuori dalla finale, la prima nazionale tra le escluse. Con il senno del poi, il riposo a Zaynab Dosso è stato un lusso. Non esiste evidentemente la stessa profondità di cui si giova la squadra maschile. Quasi tutte le finaliste della prova individuale sono state schierate dalle loro nazionali, certamente Asher-Smith dalla GBR, certamente Swoboda dalla Polonia, certamente Luckenkemper dalla Germania. 

Le azzurre sono state tutte brave, ne serviva una bravissima. 


| 13.00 Lancio del giavellotto maschile, qualificazioni

WR & ER: 98.48 Jan Zelezny CZE 1996;

L’ultimo oro: Julian Weber GER

Le cinque migliori prestazioni del 2024: 90.20 Max Dehning GER, 88.38 Jakub Vadlejch CZE, 88.37 Julian Weber GER, 86.11 Teuraiterai Tupaia FRA, 85.68 Edis Matusevicsius LTU

 


 | 19.05 Decathlon, tiro del giavellotto

Sedici partecipanti su 20 hanno fatto segnare o il primato personale o la loro migliore misura stagionale. 

 


20.35 Salto in alto maschile, finale

Due metri e 37 a un Europeo non li aveva mai saltati nessuno. L’ha fatto Gianmarco Tamberi, in una serata che stava per chiudersi otto centimetri più giù, dopo due errori a 2 metri e 29, seguiti a un’altra asticella abbattuta a 2,26. Non tirava aria da Irresistibile. Nella canea dell’Olimpico da lui accesa, pareva essersi bruciato in cotanto fuoco, così aveva cominciato a mettere in scena il lato-B delle sue esultanze, la danza della disperazione che pure ogni tanto porta in tour, le mani nei capelli, lo sconforto, disperato – scrive Marco Bonarrigo sul Corriere della sera – ma anche esasperato da un programma di gare assurdo che ha bloccato la pista con un 10 mila metri affollato come via del Corso durante lo shopping natalizio“.

A quel punto [dopo un minuto con la testa tra le mani”] è scattato il clic. Alla prima vera gara stagionale, il Gimbo Show ha messo in scena la migliore misura mondiale dell’anno, un 2,37 che non saltava da tre anni, oltre a un paio di gag e all’inchino di fronte a Sergio Mattarella, pochi minuti dopo Nadia Battocletti. 

PAROLE   Sara Simeoni

Θ  Ora condividete anche un ruolo, portabandiera. Che cosa gli direbbe in un’ideale successione?
«Tieni alta quella bandiera, falla vedere. Io, nel 1980, ho visto i russi sollevarla con un braccio solo e un’agilità pazzesca. Quando me la sono trovata tra le mani ho capito che non ce la potevo fare, ma l’ho tenuta con orgoglio, con la giusta riverenza».
Θ Che emozione le è rimasta di quella giornata?
«Soprattutto la sorpresa che mi ha accompagnata lì. Allora non c’erano investiture, Tamberi e Arianna Errigo stanno per ricevere la bandiera dal Presidente della Repubblica, a me l’hanno data tre giorni prima, in squadra. Non ci pensavo e non me l’aspettavo: mi ha dato una carica senza la quale non avrei vinto quell’argento. Non stavo bene, avevo le qualifiche il giorno dopo la cerimonia.
Protocollo infinito: sei ore a trenta gradi».
Θ  Nostalgica?
«No, però dico che 40 anni dopo, con le mie misure sarei ancora sul podio di questi Europei, con il mio record lo avrei vinto. E mi rendo conto del valore che avevano certi risultati. Purtroppo, non ci ho fatto caso, oggi sono educati anche a goderseli. E meno male». [intervista di giulia zonca, La Stampa]

 

 


20.55 Salto triplo maschile, finale

Due uomini sopra i 18 metri e il record nazionale portoghese di Pichardo. L’esordio di Diaz in maglia azzurra ai Giochi di Parigi promette un triello per la medaglia d’oro


21.05 400 ostacoli maschili, finale

Alessandro Sibilio era piazzato nella corsia 7, immediatamente alle spalle di Karsten Warholm. Ha fatto una corsa saggia misurando il proprio passo su quello del ragazzo che alla partenza grida e si prende a schiaffi. Nel finale ha accennato persino a un attacco, forse consapevole, forse a sua insaputa, fatto sta che ha mangiato terreno al norvegese e ha chiuso con il primato italiano, di 4 centesimi più basso rispetto al tempo di Fabrizio Mori. 


21.18 400 ostacoli femminili, finale

Nessuna donna aveva mai corso i 400 ostacoli a un campionato europeo in 52.49 prima di Femke Bol – che non potendo puntare al bis con i 400 piani per ragioni di sovrapposizione in calendario, ha scelto le barriere e ha scelto bene. A Parigi sarà duello con Sydney McLaughlin. 


21.30 10000 metri femminili, finale

WR: 29:01.03 Letesenbet Gidey ETH 2021 ER: 29:06.82 Sifan Hassan ETH 2021

 L’ultimo oro: Yasemin Can TUR

Le cinque migliori prestazioni del 2024:30:36.84 Megan Keith GBR, 31:13.18 Klara Lukan SLO, 31:36.37 Jessica Warner-Judd GBR, 31:39.86 Anna Arnaudo ITA, 31:56.58 Eva Dieterich GER

Grandi assenti: 31:45.37 Abbie Donnelly GBR, 31:56.01 Amy-Eloise Neale GBR, 31:57.65 Sophie Wallis GBR, 32:01.70 Verity Ockenden GBR, 32:02.00 Clara Evans GBR

32:14.93 Konstanze Klosterhalfen GER

 

E POI 

Un altro oro e un altro primato italiano per Nadia Battocletti, in una gara che ha fatto segnare altri 9 primati personali, di cui 5 fra le prime 8 all’arrivo.  È andata via a due giri dalla fine con un’accelerazione insospettabile, dopo averci fatto sentire in mattinata voci che la volevano assente. altro che. Perfetta, la sua gara, studiata a tavolino ed eseguita con una lucidità impressionante” considera Mario Canfora sulla Gazzetta. 

Marco Bonarrigo sul Corriere della sera scrive che Nadia è simbolo perfetto dell’Italia dell’atletica leggera: figlia di un ex campione trentino e di una mezzofondista marocchina, Nadia convive con studi impegnativi di ingegneria («Mi aiutano a non pensare solo alle gare, mi liberano la testa e il cuore») e non crede che le gazzelle africane gareggino in un mondo a parte perché «altrimenti smetterei di correre: il lavoro duro può portare ovunque, mai porsi dei limiti nella vita e nello sport»”. 


21.36 Lancio del giavellotto femminile, finale


 

| 22.25 Decathlon, 1500 metri

I 1.500 metri hanno fatto vincere l’argento al norvegese Skotheim e hanno sfilato dalla tasca di Kevin Mayer un argento che sarebbe stato il gigantesco premio per il suo inseguimento a una giusta condizione atletica, verso i Giochi di Parigi. Oro all’estone Erm, bronzo a Gletty, secondo francese nella storia sopra gli 8.600 punti e celebrato da L’Equipe.

Makenson Gletty – racconta il giornale francese – si divide tra la performance e la tranquillità. Martedì, in uno stadio olimpico dalle curve che probabilmente avrà analizzato, da amante dell’architettura quale è, eravamo lontani dalla sua Alta Savoia e dalle montagne che tanto ama. Vivere all’ombra del migliore della storia non è mai facile per nessuno. Gletty, più comunemente soprannominato “Mak”, conosce da sempre Kevin Mayer, riferimento nel decathlon con i suoi titoli e il suo record mondiale. Ma a 25 anni era giunto il momento di uscire alla luce. Originario di Haiti, il piccolo Makenson è cresciuto a Viuz-en-Salaz, villaggio il cui nome suggerisce la tranquillità del luogo. Gletty ha impiegato un po’ di tempo e aveva bisogno di lasciare il bozzolo di Montpellier per decollare davvero“.
L’Equipe definisce lo stadio Olimpico sovradimensionato per la manifestazionee celebra kevin Mayer, 8.476 punti, quinto posto, qualificato per le Olimpiadi di Parigi. Questo cercava, il primatista del mondo di decathlon, nella capitale italiana

Dario Dester cercava invece un bel segnale. Ha trovato il nuovo primato italiano. Il decimo per la nostra atletica a questi Europei.    

 

22.53 200 metri femminili, finale

Mujinga Kamundji aveva perso i 100 per dei millesimi secondi e allo stesso modo ha vinto invece l’oro nei 200, bruciando Neita sul traguardo. Bronzo per Parisot con il suo personale. Se lo avesse fatto pure Dalia Kaddari, si sarebbe giocata con lei il terzo posto. Invece è rimasta fuori anche dalla finale


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