Aspetti l’arcobaleno di Alaphilippe e arriva quello di van der Breggen
Quello che poteva fare Alaphilippe, l’ha fatto Anna van der Breggen, andata a vincere per la sesta volta consecutiva la Freccia Vallone nel primo giorno in cui indossava la maglia iridata. È una corsa che le olandesi dominano dal 2007: Marianne Vos l’ha vinta cinque volte. Anna ha vinto da campionessa del mondo alla prima uscita, come aveva già fatto chi l’ha preceduta in maglia arcobaleno, Annemiek Van Vleuten. Ma Van Vleuten aveva dovuto aspettare la nuova stagione (Omloop Het Nieuwsblad del 29 febbraio 2020) dopo il titolo (28 settembre 2019). Anna sbam, al primo colpo. Sul muro di Huy quinto posto per Elisa Longo Borghini. Van der Breggen è annunciata come Van Vleuten alla Liegi di domenica, al Fiandre (18 ottobre) e alla Roubaix (25 ottobre).
La vittoria di Hirschi tra gli uomini
Il più bel finale della sua vita Marc Hirschi lo ha piazzato sul muro di Huy. Gli sono bastati 150 metri fatti bene, gli ultimi, alla fine di una delle pendenze più terribili del ciclismo mondiale, per andarsene in progressione e lasciarsi tutti alle spalle. Secondo Benoit Cosnefroy, che al Tour aveva vestito la maglia a pois, e terzo il canadese Michael Woods. Richie Porte aveva provato a mettere in fila i superstiti della giornata accelerando a 400 metri dal traguardo. Pogacar nel frattempo si era perso la ruota di Hirschi dopo averla controllata per tutto il giorno. Aveva scelto bene chi marcare. Una vittoria importante con la quale Hirschi si è liberato di un certo velleitarismo manifestato finora, scatti strappi e fughe a classifica acquisita, oppure una insufficiente capacità di fare la differenza fino in fondo (come al Mondiale). Una specie di Chiappucci svizzero. Ma è una questione di gusti, eh.
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Cancellata la Amstel, il ciclismo è a rischio | L’Olanda si è arresa all’evidenza e ha cancellato l’Amstel Gold Race. Una decisione delle autorità sanitarie per l’aumento dei contagi nella regione del Limburgo meridionale. «Gli ultimi mesi sono stati molto intensi. La pandemia rende l’organizzazione dell’Amstel Gold Race molto complessa», la dichiarazione del direttore di gara Leo van Vliet.
Era stata presa in considerazione la possibilità di far correre la gara su un circuito più piccolo, di 17 chilometri, con delle barriere, ma l’organizzazione si è rivelata impossibile da realizzare in sicurezza. La seconda ondata Covid rende il ciclismo uno sport molto a rischio, molto più di tanti altri. Ciro Scognamiglio sulla Gazzetta dello sport scrive che “non c’è da stupirsi che venga considerata in bilico la Vuelta anche se fonti federali spagnole domenica al Mondiale si dicevano ottimiste. Mancano 20 giorni ma adesso la Spagna è diventata per distacco il paese europeo con il maggior numero di contagi. Infine, la Parigi-Roubaix: pure la regina delle classiche, in calendario domenica 25 ottobre, è a rischio”.
L’inquietudine intorno al Giro d’Italia | E il Giro d’Italia? Parte dopodomani. Se il calcio inquieta il governo e l’opinione pubblica con quindici contagi nel Genoa, tre settimane di biciclette assembrate tra la folla in strada dovrebbero far nascere quantomeno qualche preoccupazione.
Il quadro attuale, raccontato da Viviana Daloiso su Avvenire è il seguente: “Sono 1.851 i nuovi contagi registrati nel nostro Paese nelle ultime 24 ore, con un tasso di positività dell‘1,7%: risultano contagiate dal virus, cioè, meno di due persone ogni cento testate e il parametro è sostanzialmente stabile – quando non in diminuzione – da ormai due settimane. Restano in chiaroscuro, come al solito, gli altri parametri del Bollettino: i ricoveri in regime ordinario sono aumentati di una sola unità rispetto a martedì (nei giorni precedenti però avevamo assistito a balzi di oltre 100 al giorno), quelli in terapia intensiva invece di 9 (il totale dei posti letto occupati è ora di 280 a fronte degli oltre 11mila disponibili, poco più del 2%). Impressionante anche il dato sempre crescente dei soggetti asintomatici o paucisintomatici, che si trovano in isolamento domiciliare: sui 51.263 attualmente positivi sono ben 47.936, quasi il 94%. Segno che la malattia – che pure non è cambiata – fa meno male, complice probabilmente l’uso massiccio delle mascherine e il rispetto del distanziamento”.
📌 Mascherine e distanziamento, allora. Pier Augusto Stagi su il Giornale ricorda che il Giro parte dalla Sicilia senza carovana pubblicitaria, i tifosi potranno sostare lungo la strada e avverte: “Abbiamo negli occhi ancora le immagini di certe tappe del Tour, dove i tifosi si sono trovati ad invadere letteralmente la sede stradale e la marcia dei corridori, senza la benché minima precauzione, gridando il proprio tifo, ma anche la loro stupidità, sul naso di quei poveri malcapitati che sotto sforzo dovevano anche pensare a scansarli. È chiaramente andata molto meglio domenica scorsa sulle strade della Romagna in occasione della sfida iridata di Imola. Autodromo blindatissimo (voto 10), ma sul circuito, su quelle due salite – Mazzolano e Gallisterna troppi gli sportivi ammassati. Scendiamo in strada, ma con buonsenso”.