C’è un altro 4-3 nel calcio europeo di quest’anno che non dimenticheremo facilmente. Era gennaio quando la Spagna fece un giro largo nello stupore per i sette gol visti nella partita tra Girona e Atlético Madrid. Ramon Besa su El Pais scrisse che si era trattato di “un inno al gioco, una partita che ti ridà entusiasmo e ti riconcilia con quel calcio attraente e offensivo che appassiona, sia che lo guardi allo stadio sia in televisione. Una grande serata da Champions League”. Il Girona era ancora nelle parti alte, altissime delle classifica, in corsa per il titolo prima di assestarsi in terza posizione: lo vedremo davvero nella prossima Champions.
Stamattina è la Francia che non trova le parole per dire di Lione-Brest, “una partita strepitosa” dice Vincent Duluc nell’editoriale che apre L’Équipe. L’Olympique era sotto per 3-1 contro un’altra squadra rivelazione dell’anno, i bretoni tuttora al secondo posto, anche loro con un piede nella prossima Champions XL. Erano avanti 3-1 a 20 minuti dalla fine, con tre gol concentrati fra il 60esimo e il 67esimo. L’Olympique ne ha fatti a sua volta tre, l’ultimo su calcio di rigore al 16esimo minuto di recupero.
“Dopo una serata del genere, e una delle partite più avvincenti della stagione francese – ha scritto Duluc – abbiamo molta meno voglia di disperarci per la Ligue 1, che ha offerto il meglio di sé proprio nel week-end in cui le sue squadre sono rimaste di sasso in Europa”.
In un altro commento che appare su L’Équipe Régis Testelin ha parlato di uno “spettacolo straordinario come raramente si vede, e che ci lascia pensare come non sia necessariamente la qualità dei giocatori a rendere brillante questo gioco, ma l’idea che ne hanno, sfrenata, liberata, disinibita, gioiosa. Per favore, in cima e in fondo alla classifica, smettetela di chiudere il gioco e di aver paura della vostra ombra, non prenderete meno punti”.
MEDUSE
I disastri dell’arbitro
Il punto è un altro. Il piccolo Brest vicino alla sua prima partecipazione alle Coppe, il piccolo Brest che lassù non fa proprio piacere all’élite dell’élite, è incappato in una giornata indimenticabile dell’arbitro Mathieu Vernice. Ha negato un rigore chiaro al 16esimo minuto e gli ha espulso Pierre Lees-Melou “senza motivo apparente, a meno che quest’ultimo non lo avesse insultato, chissà” spiega il giornale sportivo francese.
Così, come ogni tanto capita nelle sue pagelle, L’Équipe gli ha dato 1. A lettere: uno. È lo stesso voto che una dozzina di giorni fa prese Stéphanie Frappart per un’altra partita del Lione in Coppa di Francia. “Mathieu Vernice è annegato. Ha perso le tracce della partita, prendendo diverse decisioni sbagliate. I bretoni sono furiosi. Una partita così bella – scrive L’Équipe – non aveva bisogno di un arbitraggio così pessimo, e non sapremo mai se sarebbe stata altrettanto folle senza le esitazioni e gli errori di Mathieu Vernice. L’uomo in nero, 30 anni, uno dei giovani emergenti di questa stagione, ha perso il filo della partita moltiplicando decisioni sbagliate, che hanno sparso tensione fra i giocatori e a bordo campo, da entrambe le parti, ma soprattutto nel Brest”.
Frappart + Vernice = abbiamo un problema. “Una crisi senza precedenti per gli arbitri in Francia” ribadisce L’Équipe: nei giorni scorsi aveva dedicato una lunga inchiesta sul cattivo uso della VAR in Ligue1, fino a metterla in discussione. Gli arbitri sono stati abbandonati a sé stessi, si legge stamattina. Dopo l’allontanamento del responsabile Stéphane Lannoy un mese fa, molti di loro sono in disaccordo con Antony Gautier, il nuovo direttore tecnico. Diciassette dei diciotto club della Ligue1 hanno chiesto la sua testa il 22 marzo con un comunicato stampa, indebolendo ulteriormente la sua posizione. Ma ha le spalle coperte da Jean-Michel Aulas, oggi figura di punta nl movimento femminile e fino a un anno fa – oplà – presidente del Lione.