Le parole sulla Georgia che il Masters di golf non dice 

 

Tutti gli animali sono uguali. (ma alcuni sono più uguali degli altri)

George Orwell

 

  americhe 

Le parole che il Masters di golf non dice 

  ▻  Se finanche il prudentissimo baseball si è schierato contro le legge sul voto dei repubblicani in Georgia, portando da Atlanta in Colorado il suo All-Star Game, perché il golf non dice niente da Augusta, alla vigilia del Masters? È una domanda che ne porta con sé un’altra: lo sport ha l’obbligo di schierarsi? 

Se lo stanno domandando in America in queste ultime ore di vigilia di uno degli eventi più attesi. Alan Blinder sul New York Times, scrive che “non ci sono proteste lungo Washington Road e che non c’erano dubbi sul fatto che il Masters sarebbe andato avanti come previsto questa settimana – un riflesso della vocazione repubblicana del golf, ma anche della volontà dell’Augusta National Club di sfidare le pressioni.

Vent’anni fa il circolo assai esclusivo, ma esclusivo alla lettera, si trovò con il suo presidente William Johnson sotto la pressione dell’opinione pubblica che chiedeva di consentire alle donne l’ingresso tra i soci. La risposta fu che l’Augusta National l’avrebbe fatto quando «sarebbe arrivata l’ora giusta e non dinanzi alla punta di una baionetta». Dove è parecchio apprezzabile e parecchio esclusiva anche l’immagine della baionetta. Johnson disse che era ingiusto mettere gli sponsor del Masters nella posizione di dover affrontare questa pressione e le donne, pazienza, non entrarono prima del 2012.

I nomi dei soci non sono pubblici. Ma si sa che tra loro siedono sia Condoleezza Rice, cresciuta nell’Alabama della segregazione, poi segretario di stato di George W. Bush, sia Sam Nunn, senatore democratico della Georgia per 24 anni. Per questo c’è un’aria di imbarazzo intorno al silenzio del circolo nei confronti della legge statale che finisce per porre barriere al voto dei più poveri, e dunque della comunità afro-americana. 

 

Il presidente del club Fred S. Ridley, ha mormorato qualcosa tipo che nessuno dovrebbe essere svantaggiato nell’esercizio del voto, e che tutti i cittadini eccetera eccetera. Ma ha rifiutato di dire se è favorevole o contrario. Ha risposto che non crede che una posizione pubblica del circolo «sarebbe utile per raggiungere una risoluzione».

Nell’autunno scorso, nel pieno delle battaglie di Black Lives Matter, Ridley annunciò l’impegno del club e di tre soci per investire 10 milioni di dollari in progetti per un paio di quartieri ghetto di Augusta. 

Hardie Davis Jr., sindaco di Augusta, ex legislatore democratico nello stato, oppositore dichiarato della nuova legge elettorale, ha elogiato la decisione della Major League di baseball e ha pure detto di non essere stupito né preoccupato per i silenzi di un torneo, che in tempo di normalità pre-pandemica assicurava un indotto di 50 milioni di dollari alla città. «Questa è la nostra franchigia – ha detto – noi non abbiamo i Falcons, i Cowboys o i Baltimore Ravens. Ma quello che abbiamo, ogni anno, nello stesso periodo, è il Masters». 

Chi si è sbilanciato è Cameron Champ, uno dei pochi giocatori neri del tour, parlando di grande decisione del baseball contro una legge che rende più difficile il voto agli afro-americani. In un torneo dello scorso anno, Champ indossò delle scarpe che portavano la scritta Black Lives Matter. Il New York Times sottolinea che i soci del club sono così potenti che se l’Augusta National dovesse condannare la legge, il suo messaggio avrebbe un’influenza enorme”

Resta solo da chiedersi perché il baseball si svegli oggi. Dopo aver portato il suo All-Star Game nel 2019 a Cleveland e nel 2017 a Miami, in Ohio e in Florida, due stati nei quali è ancora in vigore la pena di morte

 

Il golfista che si sfoga colorando

  Il numero otto del mondo, Tyrrell Hatton, nei Major va da sempre così così. Quando sale la temperatura, lui frigge. Negli ultimi ventinove tornei giocati ha mancato il taglio solo 4 volte ma in tre casi era in uno dei più grandi (PGA Championship, US Open, Masters). Ha un problema nella gestione dei nervi e alla fidanzata Emily è venuto un sospetto quando durante il lockdown l’ha visto incollato alla console dei videogame per ore e ore, spesso fino alle 4 del mattino, tra un Call of Duty e un Grand Theft Auto. Sommando il tempo trascorso così, sono venuti fuori nove giorni effettivi nell’arco di tre mesi. Hatton ha raccontato al Telegraph di essere riuscito a procurarsi la nuova Xbox prima che fosse messa in vendita.

A Emily è parsa un’emergenza e per amore si è fatta venire un’idea. A Natale gli ha regalato un libro, un libro da colorare, e a questo bambinone stempiato di 29 anni la cosa è piaciuta. Adesso mette la sveglia alle 7 del mattino, va di sotto e colora per due ore

Ora sarà un caso oppure sarà che davvero le matite hanno avuto il potere di incanalare una natura ossessiva, ma a gennaio in Abu Dhabi anziché friggere dinanzi alla temperatura che si alzava per uno spareggio con Rory McIlroy, Tyrrell ha tirato i suoi colpi come nulla fosse e ha vinto. 

«Ho acquistato molta fiducia da questo risultato, ma capisco che ho bisogno di dimostrare certe cose in un Major. Non saprei spiegare perché vanno diversamente. Non è che mi senta teso o che mi alleni diversamente. Posso solo attribuirlo al fatto che tutti abbiamo delle brutte settimane e le mie peggiori coincidono con i Major»

Un amico su whatsapp scriverebbe mmm. 

Scrive sempre mmm quando mi vuole dare torto ma teme di farmi dispiacere. È un ragazzo sensibile. Almeno quanto Hatton. Il quale, a dirla tutta, non è il primo campione di golf ad aver consegnato i fantasmi alla creatività. L’ex numero 1 Luke Donald è un appassionato pittore, laureato in storia dell’arte. 

 

Secondo il Telegraph i favoriti sono Justin Thomas e Dustin Johnson. Che messi uno accanto all’altro ricordano quella scemenza che si diceva da ragazzini sul più grande idolo pop mai esistito: Boy George Michael Jackson Browne. 

 

in tv oggi ore 21 Sky Sport Arena

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