Agli Europei Setterosa battuto 16-10 dalla Spagna vicecampione del mondo. Mezza squadre alle prese con una intossicazione alimentare. Oggi il debutto degli uomini contro la Grecia.
Il leader azzurro. I Di Fulvio sono una famiglia tutta casa e piscina: i fratelli di Francesco, Andrea e Carlo, giocano rispettivamente a Firenze e Pescara, mamma Monica è istruttrice di nuoto e triatleta. Da promessa a realtà, fino a diventare un fuoriclasse: la maturazione dell’attaccante azzurro, 26 anni compiuti a Ferragosto, è ormai completata e nelle settimane scorse sono arrivati riconoscimenti a catena, ultimo il titolo di miglior giocatore europeo 2019 assegnato dalla Len. «Sono consapevole della mia bravura, non sono ipocrita, ma le classifiche individuali lasciano il tempo che trovano. Quello che mi mancava qualche anno fa era la continuità, adesso possiedo anche quella. Però non mi considererò mai il più bravo». Con Franco – classe ’63 – giocavano Amedeo Pomilio, vice del c.t. Sandro Campagna, e il mitico Manuel Estiarte che raccontava di Francesco: «Era un bambino, a mare facevamo le gare a chi segnava più gol. Il giorno in cui mi ha battuto, ho imbrogliato sulle regole per non dargliela vinta. Aveva 11 anni e capii che sarebbe diventato un fenomeno». | Franco Carrella, la Gazzetta dello sport
Quanto dura la felicità di Di Fulvio. Di Fulvio spalanca le porte del possibile. «Il grado di difficoltà è molto alto. Ci sono squadre come Croazia e Ungheria che si devono ancora qualificare per Tokyo. Noi, già qualificati, daremo tutto». Tokyo è l’orizzonte, il domani. «Però non ci pensiamo, altrimenti ne esci pazzo e l’anno non finisce più». Appassionato d’arte, segue il calcio, il tennis, il basket. «LeBron James è forse l’atleta che ammiro di più. Perché? Ha cambiato il modo di fare sport».
➣ Quanto dura la felicità? «Poco, dura poco. Le vittorie vanno subito accantonate, bisogna ripartire. Però vanno anche festeggiate a dovere, e noi l’abbiamo fatto». | Giorgio Burreddu, Corriere dello sport-Stadio
La Grecia
Il miglior risultato della sua storia agli Europei è il quarto posto del 1999 e 2016. È la nazione con la migliore NextGen. Il ct Thodoris Vlachos ha convocato gli stessi 13 giocatori che aveva portato l’estate scorsa ai Mondiali chiusi al settimo posto. La Grecia ha vinto la Champions 2018 con l’Olympiakos, sempre allenato da Vlachos, in finale contro il Recco, e ha perso ai rigori la finale del 2019 con il Ferencvaros. Ha vinto il mese scorso in Kuwait i Mondiali Under 20 (Italia terza). Alexandros Papanastasiou è l’unico dei campioni Under 20 in rosa a Budapest, ma Dimitrios Skoumpakis e il portiere Emmanouil Zerdevas sono stati campioni ai Mondiali Under 20 del 2017 e agli Europei Under 19 del 2018. Il ventenne Dimitris Nikolaidis gioca a Brescia. Le stelle sono Georgios Dervisis che è stato in Italia nel Posillipo e Ioannis Fountoulis.
La politica di Vlachos
➣ Diverse nazioni hanno naturalizzato i giocatori per rafforzare la loro rosa. È stato il caso della Spagna con Perrone e Famera, dell’Italia con Echenique e Molina. Cosa ne pensa di queste naturalizzazioni? Ha mai pensato di farlo con la Grecia?
«Inizio dalla fine e voglio dire che non abbiamo intenzione di far diventare greco un atleta straniero, anche noi non lo vogliamo. In Grecia, la legge è molto severa per un tale cambiamento. Noi continueremo a provare con gli atleti greci per ottenere i migliori risultati possibili». | Intervista a France Waterpolo online