L’unica cittì donna degli Europei fra il Setterosa e le Olimpiadi

La prima centroboa della Grecia si chiamava Teti. Il giornalista sportivo Omero del Corriere di Troia scrisse che quella volta nell’acqua mise un gemito, e tutte a lei dintorno si raccolser le Dee, quante ne serra il mar profondo. In effetti non esistevano ancora le piscine ai tempi suoi, quando dall’unione con Peleo nacque Achille, un tipo abbastanza incline alla furia. Pure lei, si dice. Fece pagare a Elena la morte di suo figlio mentre quella se ne tornava a Sparta col marito Menelao, e un’altra volta andò a vincere un concorso di bellezza contro Medea – che invece coi figli aveva avuto relazioni più complesse. 

Fra Teti e Alexandra Asimaki ci sono di mezzo tremila e duecento anni. Prima che spuntasse il nuovo secolo, la Grecia non aveva avuto una nazionale femminile di pallanuoto competitiva. Aveva gettato i semi sul finire degli anni Ottanta del Novecento, nel ’95 aveva raggiunto la prima semifinale europea, un altro decennio di lavoro per arrivare all’argento olimpico in casa nel 2004, poi i primi due argenti europei fra 2010 e 2012, soprattutto l’oro mondiale nel 2011

 

   PANORAMI  Canoni e tradizioni  ►  Ci sono nazioni dove una grande squadra di pallanuoto diventa l’appendice naturale a una storia di successo fra le corsie [USA e Olanda], altre come la Grecia dove le bracciate sono state finalizzate direttamente ai gol. Senza considerare le gare del 1896, la sola medaglia olimpica nel nuoto è arrivata da Spyridon Gianniotis nel 2016, un argento nella 10 km in acque libere. Mai un podio in piscina, mai una ragazza fra le prime tre. In piscina c’è spazio per la pallanuoto, stabilmente nell’élite ormai con donne e uomini. È nata una scuola che ha assorbito la tradizione slava dai molti allenatori fatti venire dai Balcani. 

È contro questa Grecia che il Setterosa si gioca il bronzo europeo buono pure per un posto a Parigi 2024. Olanda e Spagna avversarie per l’oro sono già qualificate. Chi vince si qualifica per le Olimpiadi, chi perde avrà ancora i Mondiali di Doha il mese prossimo per riprovarci [due posti disponibili – per raggiungere Australia, Cina, Francia, Olanda, Sudafrica, Spagna, USA]. La Grecia ha giocato quattro finali nelle ultime sette edizioni, tutte perse. A questo torneo di Eindhoven è la sola che abbia in panchina una cittì donna, Alexia Kammenou. La grande novità nella squadra è stato il recupero all’età di 35 anni di Alexandra Asimaki, una delle centroboa più forti nella pallanuoto contemporanea. Si era ritirata quattro anni fa. È stata richiamata per un infortunio capitato a Maria Myriokefalitaki. Con Eleni Xenaki, mancina, forma una delle coppie più forti ai due metri. Giorgio Burreddu sul Corriere dello Sport-Stadio ha scritto che l’assenza da Tokyo è un’ombra che incombe, uno spettro. Ma nessuno ci vuole pensare. L’opportunità di accedere a Parigi da questi Europei è troppo ghiotta per essere sprecata. La qualificazione permetterebbe al Setterosa di preparare il Mondiale con un’attenzione diversa, con meno peso addosso. Ieri pomeriggio in hotel c’era un’aria strana, una eco dell’Olimpiade che arrivava da chissà dove.

 

  La nazionale maschile

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È in corsa per tutto anche il Settebello. Nei quarti ha dominato il Montenegro. Anche tra gli uomini come tra le donne le quattro semifinaliste sono le stesse di un anno fa a Spalato. Ungheria-Croazia da una parte del tabellone, Italia e Spagna dall’altro. Soltanto gli ungheresi campioni del mondo hanno il biglietto per Parigi. Nove giocatori di quella squadra sono rimasti a casa, agli Europei ci sono gli Under-20 per fare esperienza. Ma il Settebello ci sa fareha scritto Franco Carrella sulla Gazzetta, mentre Tuttosport usa la parola tsunami per il 14-8 di ieri sera. 

 

in tv oggi ore 19 Rai Sport: Italia-Grecia | ore 20.30 Rai Play: Olanda-Spagna

 

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