1-3 ▻ Le vecchie certezze del calcio italiano. Le partite che contano, la Juventus non le sbaglia mai. Con tre gol addirittura Pirlo ha chiuso dopo 304 giorni e 27 partite l’imbattibilità del Milan, in una serata senza Alex Sandro, Morata e Cuadrado, mentre di là sono mancati Ibrahimovic, Bennacer e all’ultimo momento per la positività al covid anche Rebic e Krunic. Pioli ha dovuto mettere un terzino (Calabria) a centrocampo, alla Kimmich, ed è stato Calabria a segnare il pari momentaneo in mezzo alla doppietta di Chiesa e al gol di McKennie. Pirlo ha potuto sostituire meglio chi gli mancava e quando ha fatto i cambi, ha scoperto di poter fare entrare dei nazionali. Pioli aveva Colombo e Maldini. Ma non Paolo.
Luigi Garlando sulla Gazzetta dello sport sottolinea allora che “la Juve ha ricordato al mondo la sua vera forza: mercato e panchina. In un campionato così torturato da stanchezza e tamponi, avere la rosa più attrezzata e potente significa essere favoriti. Eppure i giovani di Pioli sono rimasti a lungo in partita e hanno confermato le qualità che li hanno portati in testa: coraggio, entusiasmo e qualità di gioco”.
Per Gigi Garanzini su la Stampa la Juventus così “torna a iscriversi alla corsa-scudetto” e Alessandro Barbano su Corriere dello sport-Stadio commenta che “il ricambio di ruoli al vertice del calcio italiano è stata un’illusione lunga quindici giornate. La Juve ha vinto e si è rimessa in corsa, ma questo non vuol dire che sia tornata se stessa, riappropriandosi dell’egemonia che il Milan ha solo accarezzato”.
Paolo Condò su Repubblica trova che “dopo Barcellona, questa è un’altra vittoria sulla quale Pirlo appone il suo autografo, perché l’organico migliore viene utilizzato in modo spietato. Scordatevi che la transizione in corso alla Juve implichi un calo del desiderio di scudetto. Ma il fatto che un Milan così malridotto sia stato in partita per un’ora conferma l’avvenuto salto di qualità”.
Mario Sconcerti sul Corriere della sera considera che “la Juve è stata alla fine un avversario troppo esteso per il Milan. Troppi uomini in più e tutti di qualità. Il Milan ha giocato meglio l’ultima mezz’ora del primo tempo quando ha impedito alla Juve di ripartire e a Ronaldo di muoversi. Ha sofferto solo gli scatti di Chiesa, imprendibile anche per Hernandez, sempre sorpreso dalla facilità della corsa un po’ sporca dell’avversario. È rimasto poco del Milan nel secondo tempo, non ha praticamente più tirato in porta. Non mi è sembrata una grande partita, non può essere questo il meglio di una stagione”. Italo Cucci sul Giorno dissente: “Anche in tempo di covid questo è ottimo calcio, smettiamola di piangerci addosso. E cominciamo a ricrederci sul conto di Pirlo: da campione, anche sulla panchina si esalta nelle grandi sfide. Gli manca ancora la scaltrezza – coi mezzi che ha – per schiacciare le provinciali”.
È invece certamente il meglio che abbiamo in Italia tra gli arbitri il duo Irrati-Orsato. Nel senso che così dicono tutti. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il fischietto. Ebbene, in due, i due migliori arbitri che abbiamo, non hanno visto né un fallo su Rabiot che ha portato all’azione dell’1-1 del Milan né un secondo giallo che pure un dilettante avrebbe mostrato a Bentancur: cosa che avrebbe permesso al Milan di giocare gli ultimi 20 minuti in 11 contro 10.
Mi ha sorpreso in maniera più positiva il Milan, la Juve è cinica. Tira fuori la zampata e la porta a casa
Alessandro Del Piero a Sky Sport
| IL GESTO Il tacco di Dybala ▻ A cinquant’anni meno qualche mese, sempre a San Siro, come Bettega, Dybala ha scolpito un altro colpo di tacco dentro la storia dei Milan-Juventus. Un tacco può essere genio o vanità, irritante o eccitante, sempre comunque un lusso, nel suo significato bifronte. Qualche volta, come questa, è figlio di due occhi in più dietro la testa. Dybala ha visto cose che noi umani non potremmo immaginare e oltre le navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, ha smarcato Chiesa davanti a Donnarumma.
Gianluca Oddenino su la Stampa lo definisce “un gioiello che brilla e vale tantissimo”. Per Davide Pisoni sul Giornale è “da repertorio”. Alberto Polverosi sul Corriere dello sport-Stadio lo ha trovato “un capolavoro, un colpo di genio degno della sua statura”.
Uno svolazzo dentro quella che Paolo Tomaselli su Corriere della sera giudica la migliore partita stagionale dell’argentino. “Ha le gambe molli per la febbre ma la fantasia è immune”, ha scritto Emanuele Gamba su Repubblica.
la partweet Scongiurato il blocco da parte della ASL di Torino la Juve è partita regolarmente per Milano, dove questa sera affronterà il Milan. Ovvio. Come era ovvio che, in caso di focolaio COVID, l’ASL non avrebbe autorizzato la partenza e la gara sarebbe stata rinviata
@ Maurizio Pistocchi
GIUDIZI UNIVERSALI
Chiesa
“È stata la serata assoluta di Federico Chiesa, una partita in cui ha dimostrato che la Juventus lo ha seguito con ragione per un paio di estati” (Sandro Bocchio, Tuttosport)
“Qualsiasi cosa succederà in questa stagione, Chiesa ha comunque cambiato la rotta della Juve, l’ha spinta e sbalzata da un possibile abisso a una corsa ravvicinata. A ogni centro segue la mano dietro l’orecchio, anche se non c’è nessuno intorno. Come se il ronzio di critiche costanti si fosse infilato tra le porte chiuse.” (Giulia Zonca, la Stampa)
“Quando corre s’incarca, un po’ s’ingobbisce incarnando lo storico soprannome dei bianconeri: negli Anni 60 le maglie della Juve erano larghe e svolazzavano, nella corsa parevano gonfiarsi d’aria assumendo, appunto, una forma quasi di gobba e quelli del Toro li schernivano: ma gli juventini assunsero il dileggio come un vanto. Gobbi d’orgoglio, gobbi per sempre. Se il destro è il piede che svelle, il sinistro è quello che ribadisce, un gol per tempo con la simmetria del corpo, destro e sinistro come Tex Willer” (Maurizio Crosetti, la Repubblica)
“Chiesa è stato lo splendido eversore” (Franco Ordine, il Giornale)
la classifica Milan 37, Inter 36, Roma 33, Juventus 30, Sassuolo 29, Atalanta e Napoli 28, Lazio 25, Verona 24, Benevento 21, Sampdoria 20, Bologna 17, Udinese 16, Fiorentina 15, Cagliari e Spezia 14, Parma e Torino 12, Genoa 11, Crotone 9
LE ALTRE PARTITE
Sampdoria-Inter
2-1 ▻ Prima ancora di poter sperare nel pari a San Siro per restare in testa alla classifica, in testa alla classifica l’Inter non c’è andata. Le otto vittorie consecutive sono andate a sbattere sulla partita che Ranieri ha imbrigliato a Conte, su un rigore sbagliato in apertura da Sánchez come altri 7 su 12 in carriera e sui due gol da ex di Candreva e Keita.
Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta dello sport parla di “Sampdoria raccolta a testuggine, compatta e lesta a distendersi non appena si schiudeva uno spazio. Il risultato ha una sua logica tattico-strategica”. Una squadra – scrive – “disegnata da Ranieri con uno dei suoi 4-4-2 vintage, molto Anni Ottanta, però efficaci e funzionali, perché ordinati e rigorosi”.
Occhiolino. Ci siamo capiti, no?
Per la Gazzetta “non sempre si può vincere di ribaltone. Le rimonte dovrebbero essere l’eccezione, non possono diventare regola. L’Inter ne ha riparate diverse, di gare simili: stavolta l’impresa non le è riuscita e il risultato non nasconde i difetti strutturali, per esempio un’alternativa forte alle fasce, principale se non unica fonte di gioco, nei giorni in cui manca l’opzione palla lunga a Lukaku”.
Anche Alberto Cerruti su Calciomercato trova che “il passo falso di Genova conferma i limiti della squadra di Conte, troppo dipendente da Lukaku e troppo vulnerabile in difesa, perché poco protetta da centrocampisti che sanno soltanto andare all’assalto”.
sos Va immediatamente segnalato all’Accademia della Crusca che a fine partita Conte ha pronunciato le seguenti parole in fila: la Dea Bendata.
La sconfitta del luddismo ➔ Bisogna ringraziare l’arbitro Valeri per il magnifico spot progressista in favore della VAR. È riuscito a vedere in area un fallo di mani avvenuto a occhio nudo fuori e a non vedere il secondo mani di Barella che era dentro, come non aveva visto il braccio larghissimo di Thorsby sul rigore per l’Inter.
In lontananza la voce di Pizzul dice: Tutto molto bello.
Per fortuna siamo nell’età della tecnologia applicata al calcio e Chiffi messo davanti alla macchina ha fatto in modo che il risultato non fosse viziato da un’altra giornata mediocre di uno degli uomini della sopravvalutata squadra di Nicchi e Rizzoli. Paolo Casarin sul Corriere della sera la chiama “una prestazione esemplare di arbitraggio a due”. In realtà ha arbitrato solo uno: quello che stava seduto. Infatti il Corriere della sera a Valeri in pagella ha dato 4. Edmondo Pinna su Corriere dello sport-Stadio dice che in due casi su tre avrebbe potuto vedere lui.
dettagli I colombi e le cicogne ➔ C’è uno strano traffico di pennuti nei cieli di Genova. Ci sono i colombi che vanno a beccare sul prato malmesso di Marassi, sollevandosi in volo ogni volta che la palla passa nei paraggi, tanto che quasi quasi ti aspetti spunti all’improvviso pure Livio Berruti dalla curva. E poi ci sono le cicogne. Succede che segna Candreva, si fa dare un pallone da un ragazzino dietro la porta e se lo infila sotto la maglia. È un annuncio. L’esultanza dei futuri papà. Quando segna Keita e pure lui fa uguale, si ingrossa allo stesso modo il ventre, rimangono pochi dubbi sulla maniera antica in cui hanno interpretato il lockdown a Genova, che in fondo è pur sempre la città dei cantautori. Si sa come vanno le cose, un giorno ti innamori perché non avevi niente da fare, un’altra sera guardi il cielo in una stanza, ti scappa un pensiero stupendo, amore che vieni, amore che vai, e finisci con un pallone sotto la maglietta. Ma che bello tornare alla vita che era sembrata finita.
Intanto, nelle grandi manovre societarie, Suning sta trattando la cessione del 31% delle quote e ieri sono partiti i primi colloqui con il fondo americano BC Partners. Carlo Festa sul Sole 24 ore parla di attività di tipo esplorativo. Scrive che al momento è difficile ipotizzare un epilogo, con tre ipotesi: il conferimento di un’esclusiva per le trattative a Bc Partners, la cessione di una quota di minoranza oppure lo stesso controllo del club. “Sempre a metà dicembre – racconta il quotidiano economico confermando l’anticipazione del Corriere della sera – diversi giornali locali cinesi hanno evidenziato come le azioni della cassaforte di famiglia, cioè Suning Holdings Group, siano state date in pegno al gruppo Taobao-Alibaba di Jack Ma, probabilmente a fronte di finanziamenti di quest’ultimo. Tutti fattori, che secondo diversi addetti ai lavori, potrebbero spingere Suning a cercare risorse di investitori per l’Inter, in particolare di fondi di private equity”.
ARTEFICI
Gli eurogol di Juric
Una partita dopo la rovesciata di Zaccagni, arriva Federico Dimarco di anni 23, diciamo pure terzino sinistro, e inchioda la palla al volo verso il palo lontano incrociandola come se fosse Totti. Giampaolo ha detto che l’unica cosa possibile da fare per evitare il gol era spostare la porta, Juric ha raccontato che questi gol Dimarco li segna in continuazione in allenamento. Eurogol, li ha chiamati, con una parola nata negli anni ‘70, quando in tv Giorgio Martino e Gianfranco De Laurentiis iniziarono a mostrare le immagini delle partite di Coppa e a noi sembrava che i gol dei vicini fossero sempre più verdi, meravigliosi, molto distanti dai nostri domenicali 0-0. È da allora che quando vediamo una meraviglia, la diciamo un eurogol. Come il titolo del loro programma (la sigla è qui | avvertenza: c’è il forte rischio di commuoversi).
Dimarco è anche il terzo giocatore del campionato per occasioni da gol create (36) dietro Calanhoglu e De Paul.
Nzola è un Lukaku meno famoso
Giochi la tua peggiore partita eppure la vinci, restando in 10 contro 11 davanti a una squadra che tira inutilmente 27 volte in porta, 11 nello specchio. Se lo Spezia si sta domandando come sia stato possibile, un grosso pezzo di risposta è nel nome di M’Bala Nzola, 24 anni, francese di Troyes, la città dell’azienda che fa le magliette con il coccodrillo. Al Napoli ha segnato su rigore, ha preso il palo dal quale è nato il 2-1 di Pobega, non ha sbagliato mai una scelta, ha chiuso con il 100% di passaggi riusciti. Nzola ha origini angolane. Ti offre un appoggio in profondità se è lì che vuoi andare, protegge la palla sul lancio lungo e fa salire la squadra, torna dietro a suggerire la sponda, apre spazi oppure li occupa, può arretrare a costruire oppure può sfondare. È un Lukaku meno famoso. Una sua costante citazione. Nzola oggi sarebbe titolare in 15 o 16 squadre di serie A. Ha segnato 8 gol, che significa uno più di Dzeko, due più di Zapata, il doppio di Leão e Morata. Di lui il suo allenatore Italiano ieri ha detto: «Penso abbia margini mostruosi. Ha fisicità, velocità, struttura per reggere i confronti. È un ’96 al primo anno di Serie A, ha grandi prospettive. Deve crederci anche lui».
Il Napoli, invece, per Maurizio Nicita sulla Gazzetta dovrebbe curare la propria schizofrenia e per Antonio Giordano sul Corriere dello sport-Stadio ha giocato “una partita surreale, mica sporca”.
ZIBALDONE
| ① Quanto vale la Roma ➔ Fonseca ha vinto a Crotone la quinta delle ultime sei partite. Non ha ancora battuto nessuna delle squadre nei suoi paraggi in classifica. Ha perso sul campo (male) solo a Bergamo e a Napoli. Il giudice della federcalcio le ha tolto in modo insensato un punto dalla classifica per un errore della segreteria nel compilare una lista. Eppure è a -4 dal Milan e meriterebbe di essere a -3. Confidiamo nella sensatezza del Collegio di garanzia del CONI a fine mese. Fonseca ha un Mkhitaryan da 7 gol e 7 assist, un Mayoral che gli consente di rinunciare a Dzeko. Nei prossimi otto giorni ha due partite (Inter e Lazio) per dimostrare che cosa è davvero o che cosa può diventare.
Il Messaggero parla di “salto scudetto”. Mario Sconcerti sul Corriere della sera scrive che la Roma è la vera sorpresa della stagione. “Gioca il miglior calcio d’Italia e segna con grande naturalezza. Ha una qualità di base che cresce con un ordine tattico quasi alla Gasperini, una nuvola di sei-sette giocatori universali che si muove dalla propria trequarti all’area degli altri. E tre difensori che marcano a uomo con estrema attenzione”.
Marco Evangelisti sul Corriere dello sport-Stadio commenta: “Leonardo da Vinci, in polemica con il giovane Michelangelo, scrisse che considerava arte la forza di mettere, cioè la pittura, assai più di quella di levare, cioè la scultura. Fonseca, supponiamo, non si considera un genio, però con accurata modestia sta fabbricando qualcosa di simile a un capolavoro per forza di levare: togliendo a Villar l’insicurezza di sé, a Cristante la convinzione che non vi sia gloria se non nell’area avversaria, a Mayoral l’egoismo e la fretta. Alla Roma intera ha tolto invece la sensazione di essere figlia di divinità gelide, oggetto di un complotto cosmico che coinvolge pure i tamponi positivi di un nuovo ds e l’incidente (un caldo in bocca al lupo) di De Sanctis. Impossibile dire quanto durerà, ma oggi è una Roma Felix.
A Morgan De Sanctis è stata asportata la milza dopo un incidente stradale nella notte tra martedì e mercoledì. Gianluca Lengua e Riccardo Tagliapietra sul Messaggero scrivono che “ciò che è accaduto rimane un giallo. Qualcuno racconta di uno schianto contro un’altra auto con a bordo un ragazzo e la fidanzata (rimasti illesi), probabilmente a un incrocio. Un incidente archiviato in pochi minuti dalla società che ha fatto rimuovere la vettura di De Sanctis. Sull’asfalto nessuna traccia. Ma è possibile che per un incidente così grave non sia intervenuta nessuna pattuglia? Nemmeno l’ambulanza avrebbe segnalato al posto di polizia dell’ospedale Gemelli l’accaduto, almeno dai primi riscontri effettuati ieri pomeriggio”.
| ② Il ritorno di D’Aversa a Parma ➔ La consapevolezza di rischiare la panchina non ha evitato a Liverani di perderla. I tre gol presi a Bergamo da Muriel, Zapata e Gosens riporteranno alla guida della squadra D’Aversa. Liverani s’è congedato facendo notare che senza attaccanti ha fatto quello che poteva. Ieri si è limitato a tre sostituzioni, le prime due per infortunio nel giro di mezz’ora.
riflessioni I debiti delle prime 4 in classifica ➔ Leggo che l’Inter ha centinaia di milioni di debiti e difficoltà nel pagare i prossimi stipendi. Che la Juve, stipendi a parte, sarebbe in condizioni simili. Che il Milan ha appena finito di perdere duecento milioni nella gestione dello scorso anno e che il suo prezzo sul mercato dovrebbe superare il miliardo. Che la nuova proprietà ha pagato la Roma 650 milioni e sta avviandosi a un aumento di capitale di altri duecento. Con l’ingenuità del dilettante chiedo: come si possono ripianare da soli questi debiti? E soprattutto a quale scopo? Ma qualcuno è mai riuscito a cancellare i propri debiti? Il Milan è ancora al vuoto di Berlusconi, l’Inter a quello di Moratti. È vero che i debiti sono con le banche e le banche oggi sono tenute salde dai miliardi dei bond europei, ma quanto può durare un’azienda che non prevede guadagno? Quanto andremo avanti con la vecchia puzza al naso di quelli che di finanza nel calcio non vogliono sentir parlare, tanto i soldi non li mettono loro? Pensiamo allora una cosa da tifosi: con mezzo miliardo di debiti, quanti punti in più si fanno in classifica rispetto a chi debiti non ne fa?
di mario sconcerti, Un Cappuccino con Sconcerti
Podcast Calciomercato, piattaforma Spreaker
La Supercoppa femminile
Juventus e Fiorentina giocheranno la finale domenica a Chiavari. Hanno rispettivamente vinto le loro semifinali contro la Roma (ai supplementari) e il Milan per 2-1. Sono le squadre che hanno vinto gli ultimi 4 scudetti e sono arrivate ai primi due posti nelle ultime due stagioni. Ma Marco Calabresi sulla Gazzetta dello sport ha scritto che “non si ricorda una Juve messa così alle corde da un’altra squadra italiana”. La cosa più bella della giornata: il pallonetto della milanista Valentina Giacinti per il vantaggio iniziale. Commisso dall’America ha telefonato entusiasta al suo allenatore.
in tv sabato ore 15 Sky Sport 1: Benevento-Atalanta | 18 Sky Sport 1: Genoa-Bologna | 20.45 DAZN e DAZN1: Milan-Torino | domenica ore 12.30 Sky Sport Serie A: Juventus-Fiorentina (finale Supercoppa femminile) | 12.30 DAZN e DAZN1: Roma-Inter | 15 DAZN e DAZN1: Verona-Crotone | 15 Sky Sport Serie A: Parma-Lazio | 18 Sky Sport Serie A: Fiorentina-Cagliari | 20.45 Sky Sport 1 e Serie A: Juventus-Sassuolo