Quaranta positivi in 7 giorni. Ma la Premier non difende il protocollo. La morte di Colin Bell

Quaranta positivi in 7 giorni. Ma la Premier non difende il protocollo

 

  Con il Paese nel suo terzo lockdown, la Premier ha scoperto tra il 28 e il 31 dicembre 28 positivi al covid su mille persone testate e altre 12 durante gli ulteriori 984 esami tenuti tra Capodanno e il 3 gennaio. Fanno 40 positivi in 7 giorni. Poiché in Inghilterra non ci sono né Gravina, né Dal Pino, né De Siervo, anziché ripetere che si deve giocare-giocare giocare-giocare (la scena è qui), rinviano le partite a rischio cluster e dispongono modifiche ai protocolli evidentemente obsoleti. I tamponi diventeranno bisettimanali (da noi l’impegno verso il governo di tenerne ogni 4 giorni, a settembre i presidenti già se lo erano rimangiato). Nelle categorie minori, dove i test non sono obbligatori dalla scorsa estate a causa dei costi, chiedono al sindacato giocatori di esporsi per 5 milioni di sterline e garantire esami anche dalla C in giù. Lo scrivono Sean Ingle e Paul McInnes sul Guardian di stamattina. 

Ben Rumsby sul Telegraph cita il parere del professor Gabriel Scally, presidente della sezione di Epidemiologia e salute pubblica alla Royal Society of Medicine. Ha detto che le strette di mano e gli abbracci in campo dovrebbero cessare, «se non altro per ricordare a coloro che guardano che le distanze sociali stanno diventando più importanti che mai. Se stai guardando una partita di calcio e certe persone si abbracciano dopo aver segnato un gol, hai l’impressione che potrebbe trattarsi di una normale attività. Non farlo sarebbe utile a rafforzare nella mente delle persone che osservare il distanziamento è davvero importante». 

Tottenham, West Ham, Crystal Palace e Fulham hanno multato i giocatori protagonisti di comportamenti imprudenti o addirittura in palese violazione delle linee guida per la tutela della salute pubblica. Lo hanno fatto dopo che Oliver Dowden, segretario alla Cultura con delega allo sport, ha ricordato sia le pressioni esercitate sul governo affinché estenda il lockdown al calcio sia come il cosiddetto scandalo dei Covidiot stia facendo il gioco di chi vuole che lo sport d’élite sia fermato. Sono strani, questi inglesi. Ascoltano un epidemiologo e le indicazioni di un governo in pandemia. 

C’è qualcuno che ha voglia di misurare la distanza, non solo economica, ma nella responsabilità morale e civile tra la Premier e la serie A? 

 

La Coppa di Lega

  2-0 Mourinho ha centrato in Coppa di Lega la prima finale da quando allena il Tottenham e il 25 aprile proverà a dare un trofeo a un club che non ne vince dal 2008 (Coppa di Lega pure allora). Hanno segnato Sissoko e Son. Il Brentford ha chiuso in dieci. Giovanni Armanini su Tuttosport parla di bella prova corale e di condotta tutto sommato regolare per portare a casa un risultato meritato. Non è un caso se la rete che cambia il match arriva proprio da una combinazione tra un difensore e un mediano: il pacchetto arretrato degli Spurs ieri sera è stato esemplare. Sull’1-0 la VAR ha cancellato il pareggio del Brentford per un fuorigioco centimetrico. Del resto quelli grossolani gli uomini riescono ancora a vederli. 

Sami Mokbel sul Daily Mail scrive che il Tottenham ha messo a disposizione il suo stadio come hub supplementare per le vaccinazioni di massa a Londra. 

 

   Solskjaer ce l’ha con Klopp. Non gli è piaciuto che il tedesco raggiunto in classifica abbia fatto due conti sui rigori: «Ne ha avuti più il Manchester United in due anni che il Liverpool in cinque». Il Daily Mail ha già smontato la tesi mostrando i numeri reali e scrivendo che il Grande Motivatore è diventato il Grande Lamentatore. Con un inatteso primo posto messo da parte, lo United gioca stasera il derby di semifinale di Coppa in gara secca a Old Trafford. Venticinque giorni fa in campionato finì 0-0 dopo una partita noiosissima che indignò mezza stampa inglese per la vicendevole rinuncia a farsi del male. 

 

 

addii Colin Bell | Il City arriva alla partita affranto per la morte di Colin Bell, 74 anni, 153 gol segnati in 498 partite, oltre a 49 presenze in Nazionale tra la fine degli Anni ‘60 e gli Anni ‘70. È considerato il più grande calciatore nella storia del club e stamattina Micah Richards . che col Manchester City ha giocato – scrive su Daily Mail: Non ho mai visto Colin Bell calciare un pallone, ma dal momento in cui sono arrivato al Manchester City da giovane, sapevo tutto di lui. Ci hanno raccontato storie sulle sue incredibili capacità atletiche, sui gol segnati, sulla grazia con cui ha giocato. Non c’è mai stata discussione: il migliore che abbia mai giocato per il club. Passava ogni tanto del tempo con noi nella sala giocatori dell’Etihad Stadium. Era riservato ma portava quest’aura sempre così cordiale e amichevole. Colin è stato determinante per il titolo nel 1968. Quando abbiamo vinto la Premier League all’ultima giornata nel 2012, non c’era nessuno più felice di lui. Questo era: pura classe. La sua scomparsa rappresenta un giorno buio nella storia del City. Abbiamo avuto la fortuna di vedere alcuni grandi giocatori a Manchester negli ultimi 10 anni, ma è stato Colin a stabilire lo standard a cui dovevano aspirare. Per questo motivo, Colin Bell sarà sempre il re”.

Rick Broadbent sul Times scrive che probabilmente Colin Bell sarebbe in imbarazzo nell’assistere alla profondità e al calore dei tributi dopo la notizia della sua morte. Era un giocatore stravagante ma dai modi sobri, la sua eredità vivrà nel bagliore di nostalgia che il suo nome accende nel cuore di una generazione di tifosi. La morte di Bell recide un altro legame con un’era amatissima. Era un centrocampista che sapeva fare tutto: correre, tirare, placcare.

Gary Lineker, l’ex attaccante dell’Inghilterra e commentatore in tv, lo ha ricordato come uno dei suoi giocatori preferiti da ragazzo: «Un fantastico centrocampista box-to-box. Un vero gioiello». Il Times sottolinea che se Bell sembrava un’icona degli anni Settanta, con il suo talento, i capelli lunghi e la maglietta senza sponsor, niente faceva per accrescere la sua fama. Nel suo libro Forever Boys lo scrittore James Lawton racconta che a Bell era stato consigliato di rivolgersi all’ipnosi per migliorare le sue apparizioni televisive. Bell rifiutò. Non gli interessava. Così come rifiutò l’offerta giunta dallo United di Matt Busby. «Non fu difficile – spiegava – ero felice dove mi trovavo. Eravamo una banda di fratelli». 

La sua carriera fu condizionata da un grave infortunio a un ginocchio, proprio in un derby, nel 1975. Aveva 29 anni. Ci rimase male perché l’avversario non andò a fargli visita in ospedale. 

 

in tv oggi ore 20.45 DAZN: Manchester United-Manchester City (Coppa di Lega)

 

Spagna

    Anche in Spagna è serata da esordi in panchina. Tocca a Marcelino García guidare l’Athletic Bilbao contro il Barcellona, dopo l’esonero di Gaizka Garitano che aveva appena battuto 1-0 l’Elche. Santiago Segurola su El País ha scritto che la rapidità della decisione è stata impressionante quanto la freddezza della nota. Un club di così tanta storia e classe, ha agito con l’atteggiamento tagliente e sgradevole delle aziende che ignorano le emozioni. Non è quello che ci si aspetta dall’Athletic, qualunque sia la loro situazione. Garitano se n’è andato come un gran signore: «Da questo momento anche io tornerò a essere un tifoso qualunque dell’Athletic». A Marcelino tocca ripartire proprio dal Barcellona che batté con il Valencia in finale di Coppa del Re nel 2019, il suo unico trofeo, prima di essere esonerato per divergenze con il presidente Peter Lim.

Nella faida quotidiana con la stampa madrilena, il direttore del Mundo Deportivo Santi Nolla stamattina reagisce alle celebrazioni che arrivano dalla capitale per i gol di Luis Suárez, appena scappato dalla Catalogna, e scrive che l’uruguagio è un nove straordinario che andrà benissimo per l’Atlético. Il suo ciclo al Barça era esaurito. Ci sono giocatori che finiscono un ciclo in una squadra e poi vanno in un’altra. Con Suárez centravanti, il Barça ha vinto solo la Champions League 2015 a Berlino. Non segna un gol fuori casa in Europa da cinque anni. La sua percentuale in campionato è molto buona, ma nei grandi appuntamenti europei (Parigi, Torino, Roma, Anfield o Lisbona) non è stato decisivo. È un grave errore pensare che sia finito, un killer non muore mai, ma il suo palcoscenico ora è biancorosso, non blaugrana. Perché a Madrid non paragonano invece Hazard a Griezmann? Questa è una possibile somiglianza che nessuno sottolinea

Sono meravigliosi, i giornali spagnoli. 

Le previsioni meteo (neve) mettono a rischio Osasuna-Real Madrid di sabato.

 

la classifica Atlético Madrid 38, Real Madrid 36, Real Sociedad 30, Villarreal 29, Barcellona 28, Siviglia 27, Granada 24

 

in tv oggi ore 21 DAZN: Athletic Bilbao-Barcellona

 

Sudamerica | Le semifinali di Libertadores

  0-3 Il Palmeiras sembra aver messo al sicuro la qualificazione alla finale di Libertadores. Ha segnato tre gol a Buenos Aires e Marcelo Gallardo, l’allenatore più vincente nella storia del River Plate, adesso dice che servirà una partita epica in Brasile. I gol per i brasiliani sono stati segnati da Roni, Luiz Adriano e Matias Vina. Un quarto è stato cancellato dalla VAR. Il River ha preso una traversa su punizione con Ignacio Fernandez ed è rimasto in dieci nell’ultima mezz’ora per un fallo senza né capo né coda di Jorge Carrascal. Secondo Carlo Pizzigoni, autore di Locos per el futbol, più stupido che brutto il fallo di Carrascal, che pure aveva regalato un paio di ricami, prima. Frustrazione di una squadra pesantemente sotto nonostante una buonissima prima parte

Il quotidiano sportivo argentino Olé racconta la storia di Walter Lavalle, 42 anni, diventato celebre come il lettore di tarocchi del Boca Jr di cui è tifoso. Nelle ultime settimane le prende tutte e ha indovinato pure lo 0-3 della notte scorsa. Crederci o no? Come si dice delle streghe scrive Olé mettendo in fila tutte le previsioni esatte dell’uomo. Che però non si è espresso su Boca-Santos di stasera, la seconda semifinale: la storia di Maradona contro la storia di Pelé. 

 

in tv oggi ore 23.15 DAZN: Boca-Santos

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.